October 9, 2009

Dispotismo moderno

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 8:16 am

Alexis de Tocqueville nel suo classico la Democrazia in America:

“Se cerco di immaginare il dispotismo moderno vedo una folla smisurata di esseri simili ed uguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri. Al di sopra di questa folla vedo innalzarsi un immenso potere tutelare che si occupa da solo di assicurare ai sudditi il benessere e di vegliare sulle loro sorti. Tenendoli in un’infanzia perpetua”.

Uroboro

September 11, 2009

Pandemia psichica e disumanità

Filed under: Uncategorized, La Grande Madre terribile - Administrator @ 12:40 pm

di Armando Ermini

E’ di ieri la notizia che i funerali di quel cinquantenne napoletano colpito dall’influenza A e deceduto per i gravi problemi di salute precedenti alla contrazione del virus, sono andati deserti. Anzi peggio, intorno a quel povero morto è stata creata una barriera difensiva fatta di improbabili mascherine, guanti di lattice e massima circospezione da parte di chi non poteva esimersi dall’avvicinare l’appestato. Oggi siamo invece informati che un sindacato degli autisti di bus di Napoli ha proclamato uno sciopero reclamando per la categoria “garanzie” di non essere esposta al rischio di contagio. Il tutto mentre i numeri ci dicono che la diffusione del virus è paragonabile a quella di qualsiasi altra influenza di stagione e che lo stesso dicasi per la sua pericolosità.
La cosa si presta ad alcune considerazioni. (more…)

August 1, 2009

Libera scelta

Filed under: Bioetica, La Grande Madre terribile - Administrator @ 1:43 pm

di Cesare Brivio

Da Repubblica 31 luglio 2009: “L’Agenzia del farmaco ha dato a maggioranza il proprio assenso alla Ru 486”. E’ il Cyclon B che ritorna? però mutuato, da ASL, casalingo, democratico e progressista, ecologista e libertario-femminista? Sulle grandi tragedie collettive c’è sempre un popolo che può scegliere, e sceglie le sue grandi tragedie. E quando le sceglie, le sceglie sempre fra gli applausi suoi e dei suoi medici, dei suoi scienziati e dei suoi intellettuali e dei suoi leader politici.

February 4, 2009

Solo un padre

Filed under: La condizione maschile, Uomini e giornali, La Grande Madre terribile - Administrator @ 10:13 am

La bella intervista di Fabio Barzagli al Telegiornale della Toscana di Italia7.
In difesa della possibilità di vedere, frequentare, far crescere ed educare sua figlia.
La trovate cliccando QUI

La Redazione

November 17, 2008

Apocalipse now

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 10:18 am

di Cesare Brivio

Crocifissione, corpo ipercubico. Salvador Dalì, 1954Riporta Libero di venerdì 14 novembre, il manifesto che le organizzatrici (Telefono Donna onlus) della manifestazione del 25 novembre (giornata contro la violenza sulle donne) hanno ideato: una donna nuda, su un letto, in posizione di crocifissa, con la scritta “chi paga per i peccati dell’uomo?”, intendendosi il maschio. L’implicita assurda autoassoluzione e accusa altrui è un manifesto alla cecità conseguente alla autoreferenzialità femminile. Non è così che si risolve il problema, non è così che se ne parla. Non è così perché così non è la verità. Si mette in campo una menzogna e la propria propensione alla menzogna: la menzogna ideologica della colpa collettiva del genere maschile e dell’innocenza collettiva dell’altro. Menzogna a fondamento della identica cultura e visione che ha portato al manifesto di Oliviero Toscani, pagato dalle donne della rivista Donna Moderna, con i due bimbi nudi, l’uno maschio il carnefice, l’altro femmina la vittima. La più falsa, regressiva, violenta e offensiva immagine contro l’infanzia (e il volto di due bimbi reali) che l’iconografia di tutti i tempi ricordi. Ancora una volta alcune donne si affidano ad una immagine che traduca e comunichi il medesimo falso giudizio. Ancora una volta una comunicazione che va nella direzione di scatenare la guerra contro i maschi attribuendo loro il Peccato del Mondo; e ci si culla nella illusione che sia giusto e vero chiamarsi innocenti, ovvero chiamarsi fuori della comune umanità nella corresponsabilità delle dolorose, drammatiche scelte ed errori della vita e della Storia. Questa donna fuori della vita e della Storia se non come vittima del maschio è la donna reale? e questo maschio è reale? Mi dispiace moltissimo che ancora una volta alcune donne imbocchino la strada sbagliata come già denunciato dalla Badinter nel libro omonimo. Scatenare la guerra contro i maschi è perderli. (more…)

October 28, 2008

BARA BROST

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 8:47 pm

di Antonio Bertinelli

In Svezia, dove ci sono i più alti salari d’Europa, la maggiore durata della vita, la minore mortalità infantile, un’ottima assistenza sanitaria gratuita e diffuse agevolazioni sociali, è stata adottata una politica fiscale che ha costretto tutte le donne a cercarsi un lavoro, lasciando la cura dei figli alle istituzioni pubbliche. Anche se la Chiesa Luterana offre la benedizione religiosa alle unioni omosessuali, il matrimonio non ha più alcun valore, le politiche di genere sono ispirate dalla convinzione che tutte le differenze fra i sessi siano frutto di indebiti condizionamenti e di stereotipie sociali modificabili. L’azione ossessiva del femminismo radicale transnazionale non solo trova adeguata eco, ma anche motori supplementari per l’avanzamento della causa. In questo Paese le donne che si prostituiscono non vengono criminalizzate, anzi il governo provvede ad aiutarle finanziariamente e a fornire loro altre forme di assistenza. Di contro, un uomo che si avvale di prestazioni sessuali dietro corrispettivo, o tenta di acquistarle, è condannato a pagare una multa in alternativa alla reclusione per un massimo di sei mesi. Nel 2000 un gruppo femminista, considerando volgare la funzione corporea maschile di urinare in piedi, intraprese una campagna per l’eliminazione degli orinatoi pubblici. (more…)

October 1, 2008

Appello: fermiamo migliaia di suicidi e tragedie

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 12:55 pm

Firenze, 1 Ottobre 2008
URGENTE: lettera aperta ai Parlamentari italiani

www.lagazzettadelmezzogiorno.it
“c’è una bomba” poliziotto blocca aereo per riavere i figli

Signori Parlamentari,

giusto pochi giorni fa (TG1 27.9.08) un padre pisano si è suicidato portando con se i due figli, la sorella ha testimoniato “da tempo la ex moglie lo minacciava di non fargli vedere mai più i figli”. Ieri un padre a Bari ha bloccato un aereo ed allarmato l’aeroporto per evitare che la ex moglie si dileguasse (aveva deciso di andarsene a Torino e portare via i figli) ora quest’uomo, oltre a non avere più la famiglia, ha la carriera rovinata.

Capisco lo stato d’animo di questi uomini perchè a suo tempo anche la mia ex minacciò di andare via da Firenze con mia figlia, evitai la cosa per miracolo. Conosco personalmente decine di padri che hanno ricevuto questa minaccia, spesso poi effettivamente messa in atto.

Non dobbiamo vergognarci a dire ciò che già rilevato dalle statistiche: in Italia migliaia di donne ricattano i propri ex. e letteralmente si “impossessano” della prole aggiungendo ad un fatto già economicamente ed emotivamente drammatico, come un divorzio, ulteriore disperazione spesso fatale (fonte LA7).

In Italia OGNI 3 GIORNI circa un padre si suicida a causa della separazione e sottrazione dei figli (fonte Istat/Eurostat) (more…)

July 1, 2008

Un padre e sua figlia a S. Giovanni - Lettera

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 9:19 am

luogo e data: Firenze il 24 giugno 2008

Oggi festa di S. Giovanni con tradizionali fuochi d’artificio.

Io e mia figlia non li vediamo insieme da tanto, e ci sarebbe piaciuto vederli quest’anno.

Dunque entrambi avevamo chiesto già da una settimana alla madre (ex moglie, essendo S.Giovanni di martedì ed io grazie ai giudici italiani ho solo il mercoledì infrasettimana come da “falso condiviso”) ieri chiamo la madre a telefono, risposta:

- “mi spiace ma siamo via domani”

- ah…

allora mi passa la bambina per un saluto
- “tieni c’è il babbo” (dice la madre)

ed in sottofondo sento
- “quale babbo?” (dice mia figlia, 6 anni)

Vedete… una persona normale nella vita può dedicarsi a tante cose, ad esempio anche a divertirsi, o fare progetti.

Un padre separato invece vive i suoi anni solo per provare a rimanere a galla, sopravvivere, per arrivare, forse, alle cose essenziali, e purtroppo nemmeno sempre ci riesce.

Non potete immaginare nemmeno per un piccolo istante cosa si prova quando tua figlia fa una domanda del genere, in questo momento diventi IL NIENTE …e il fatto che io sappia benissimo chi e come ha generato questa confusione in mia figlia, passa inevitabilmente in secondo piano. Resta solo il dolore, dolore che non passa mai, perché domani sarà uguale e la tua vita è questa e tu sei o non sei babbo a seconda dei giorni e del vento che tira, sei un precario, ma non nel lavoro, sei un precario nell’identità, perché nonostante che ci sei, sei vivo e con coraggio in piedi di fronte al mondo, non ti vogliono riconoscere come persona, come padre e uomo.

Chi ha generato questo, anche senza volerlo e in piccola parte, si deve vergognare, deve fare mea culpa e poi impegnarsi a fondo affinché tutto questo non accada più… quantomeno non avvenga più “legalmente” come oggi avviene sotto gli occhi di tutti.

Chissà quando potrò tornare a vivere serenamente, come tanto tempo fa, quando non avevo nemmeno trent’anni e senza volerlo o meritarlo, ho iniziato a vivere da… mi verrebbe da dire carcerato… forse meglio esiliato… anzi no, da padre separato, separato da tutto, anche dalla propria identità di padre.

con amarezza, firmato
xoomer.alice.it/padre-separato
www.paternita.info

May 6, 2008

La vita è sogno

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 7:32 am

di Cesare Brivio

Dunque cammina cammina, la liberazione sessuale ci ha portato fuori dei secoli sessuofobici, naturalmente cattolici, quando la penitenza di una preghiera ridava pace alla coscienza in dubbio di essersi presa qualche licenza di troppo dovendo convivere con la vitale impertinenza del sesso. Cammina cammina siamo arrivati alle laicissime e insopportabili turbe causate da uno sguardo maschile. Lascivo. Le turbe denunciate da una signora guardata con intenzione da un giovanotto sul locale Milano-Lecco. Giovanotto che la polizia ferroviaria in nutrito drappello, grazie ad un tempestivo e tempestoso appostamento, trascina davanti ad un giudice della Repubblica, esibendo come prova provata appunto l’impressione certissima della signora, nonché del nutrito drappello di poliziotti, che l’intenzione tralucente dallo sguardo era desiderante, peggio lasciva, e perciò molesta e che di quello sguardo, contenente il corpo del reato, era inequivocabile titolare il maschio in questione. Per l’intenzione lasciva dello sguardo maschile la Repubblica e la Sua Magistratura ha dunque deciso tolleranza zero. E guardate che non è come a prima vista si potrebbe concludere: non si tratta di cultura giunta alla psicosi sessuofobica di massa, non si tratta di un apparato di repressione che rileva e sanziona penalmente il reato di intenzione di fantasticheria sessuale tramite sguardo. Cosa che se letta in tal senso davvero mai si è vista né sentita né immaginata. Bensì del contrario: grazie alla educazione alla sessualità libera, recentissima conquista della dura lotta per la liberazione sessuale, chiunque può far sesso con nessuno e con niente e in piedi sul locale Milano-Lecco, finamai da pendolare. Una libertà sessuale così sfrenata richiede un contenimento repressivo proporzionale: si immagini poi che cosa succederebbe se si permettesse ai maschi, con la scusa di dormire, di tenere gli occhi chiusi in treno davanti ad una bella donna.

May 5, 2008

I maschi muoiono sul lavoro, ma la vera vittima è lei

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 9:34 pm

di Armando Ermini

Simona Ercolani, co-regista del documentario sulla tragedia alla ThyssenKrupp in cui morirono sette operai maschi, ha dichiarato ad una trasmissione su RAI Uno del 1 maggio:
“Si, tragedia e strazio che in realtà colpisce prima di tutto le donne: le mogli e le madri”

Nel 2000, quando ci fu la tragedia del sommergibile atomico russo Kursk in cui perirono oltre cento marinai maschi, Renata Pisu su La Repubblica scrisse che le donne erano le prime vittime dei “giochi di guerra” dei maschi.
Più in generale, quando a morire sono uomini ci si focalizza non tanto sulla loro scomparsa, come se alla fin fine fosse cosa quasi scontata, quanto invece sulle vedove o sulle madri dei morti. Viene da pensare, ad esempio, che la spinta ad adottare misure più severe per evitare gli incidenti sul lavoro, non sia dettata dal fatto che la vita dei lavoratori maschi ha valore in sé, ma per salvaguardare le loro donne. (more…)

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