di Cesare Brivio
(Qui la notizia di cronaca cui ci si riferisce)
Di questi amarissimi tempi, sedicenti tempi di libertà e democrazia, maschi e padri traducono talvolta in atti di sanguinaria follia, la folle violenza delle leggi, delle istituzioni, della cultura dominante; leggi, istituzioni, cultura, antimaschili e antipaterne. Un contesto totalitario ed ostile, costruito sulle fandonie del racconto femminista, che letteralmente costringe oggi maschi e padri a diventare matti. Per poi giustificare su questi episodi di follia nuove ingiustizie antimaschili e antipaterne: un regime di violenza istituzionalizzata spacciata per conquista e progresso sociale. La responsabilità oggettiva di questi massacri suicidi, è di chi, avendo responsabilità politiche ed istituzionali, e nella elaborazione culturale, ha taciuto da decenni su questa situazione insostenibile, e anzi ha contribuito a costruire questa fabbrica legale della follia maschile. Esautorando per legge e prassi giuridica, i maschi e i padri di ogni voce in capitolo, basti pensare alla vita dei propri figli concepiti, e buttandoli come stracci fuori di casa, fuori degli affetti filiali e muliebri, spesso sulla base di veri e propri capricci spacciati per diritti sacrosanti della donna. Una società che annienta i padri che può poi aspettarsi? Chi annienta l’altro e chiama l’annientamento giustizia nei tribunali, quale comprensione e giustizia può aspettarsi, se non la reazione di un cuore e di una mente annientata dal dolore e dall’ingiustizia? Maschi e padri, ottimi padri e ottimi mariti, appassionati della loro famiglia, il sogno e l’ideale della vita, a cui hanno sacrificato fino all’ultima energia e capacità di se stessi, dati in balia della follia irresponsabile di sedicenti addetti ai lavori, imbevuti di ideologia femminista. Basta pensare alla giaculatoria recitata al TG1 delle 20.30 di sabato 1 agosto, dallo psichiatra “mediatico”, a spiegazione di una tragedia di questa portata. E’ con queste feroci e assurde banalità, da guerra tra i generi, che si parla del dolore umano? di questo dolore? È questo il livello di umanità, consapevolezza e competenza professionale che sa esprimere la società nei suoi rappresentanti ufficiali? Basta pensare ai “guerrieri” e alle “amazzoni” che girano intorno alle famiglie in difficoltà, che hanno come unica cifra di lettura e intervento l’assunto del maschio-genere-criminale e si sono autoeletti interpreti della guerra contro i padri e i maschi; ministri della guerra contro il genere maschile, l’unica che si sta vincendo davvero e a rovina di tutti, al servizio della nuova ideologia profeminist del potere. Per intimidire tutti i padri, per tenere tutti zitti e tutti buoni, fare strame di chi ha la schiena dritta e il cuore integro di padre e marito appassionato. Tutti zitti e tutti buoni, tranne le furbissime, a cui si dà voce e si apre la strada per ogni arbitrio, tra gli applausi e gli incitamenti di chi le ha arruolate a puntellare il proprio potere. Maschi distrutti nella considerazione sociale, privati del lavoro, della casa, dei figli, della famiglia, del futuro, della dignità, sulla base di menzogne studiate a tavolino per cavarne vantaggi di ogni genere in sede giudiziale. Chi gioca sul piano politico e culturale ad annientare la paternità e la responsabilità paterna in famiglia, rilanciando su ogni tragedia familiare, campagne di repressione e criminalizzazione maschile e paterna, chi gioca questo gioco infame, è sulla sua testa che ricade la responsabilità del sangue di queste vittime e la rovina della società.