Ieri mattina, 17 maggio, ascoltando il GR2 ho sentito la notizia di questo servizio creato nei Pronto Soccorso toscani a partire dal 2010. Si tratta della formazione del personale di PS per riconoscere le vittime di violenza anche quando queste ultime non la denunciano, e il conseguente smistamento del paziente all’interno di un percorso specifico. Iniziativa di per sè lodevole, anche se occorre notare come il colore associato sia il rosa, a sottolineare che, secondo gli ideatori, la vittima di violenza è sicuramente donna, mentre, al contrario se un uomo ha subito l’umiliazione della violenza deve pure subire “l’umiliazione” di un percorso “rosa” all’interno dell’ospedale; quasi che un uomo vittima di violenza sia meno maschio, o debba, quanto meno sentirsi tale. Poi, leggendo questo articolo si scopre che, in realtà, qualche uomo, nonostante si cerchi di tenerlo alla larga, accede al servizio. E’, in realtà, difficile dai dati riportati, capire quanti sono i maschi adulti vittime, rispetto a ragazzi e anziani, però pare di capire che vi siano.
“L’incremento del 2011 sul 2010 è del 63%. In particolare sono aumentati i codici rosa per casi di maltrattamento. Per quanto riguarda il sesso, si registra un aumento importante di vittime maschili: nel 2010 i casi erano per l’89% femmine e solo l’11% maschi, mentre nel 2011 le femmine sono scese al 75% e i maschi sono saliti al 25%.”
Fabrizio