July 19, 2012

L’intelligenza del sesso, o il sesso dell’intelligenza

Filed under: La condizione maschile, Uomini e giornali - Administrator @ 3:37 pm

di Armando Ermini
Prima o poi sarebbe accaduto, era sicuro. Dopo gli studi teorici di cui ci siamo giàmoccupati in passato del compianto prof. Pancheri (maschio), che pontificava sulla primazia del cervello femminile (una macchina sofisticata) in confronto con quello maschile (un rozzo trattore) ecco la conferma statistica, sempre a cura di un ricercatore
maschio, il neozelandese James Flynn, secondo il quale il QI femminile pareggia o supera per la prima
volta quello maschile. (more…)

May 18, 2012

Codice Rosa nei Pronto Soccorso della Toscana

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile, Uomini e giornali - Administrator @ 1:24 pm

Ieri mattina, 17 maggio, ascoltando il GR2 ho sentito la notizia di questo servizio creato nei Pronto Soccorso toscani a partire dal 2010. Si tratta della formazione del personale di PS per riconoscere le vittime di violenza anche quando queste ultime non la denunciano, e il conseguente smistamento del paziente all’interno di un percorso specifico. Iniziativa di per sè lodevole, anche se occorre notare come il colore associato sia il rosa, a sottolineare che, secondo gli ideatori, la vittima di violenza è sicuramente donna, mentre, al contrario se un uomo ha subito l’umiliazione della violenza deve pure subire “l’umiliazione” di un percorso “rosa” all’interno dell’ospedale; quasi che un uomo vittima di violenza sia meno maschio, o debba, quanto meno sentirsi tale. Poi, leggendo questo articolo si scopre che, in realtà, qualche uomo, nonostante si cerchi di tenerlo alla larga, accede al servizio. E’, in realtà, difficile dai dati riportati, capire quanti sono i maschi adulti vittime, rispetto a ragazzi e anziani, però pare di capire che vi siano.

“L’incremento del 2011 sul 2010 è del 63%. In particolare sono aumentati i codici rosa per casi di maltrattamento. Per quanto riguarda il sesso, si registra un aumento importante di vittime maschili: nel 2010 i casi erano per l’89% femmine e solo l’11% maschi, mentre nel 2011 le femmine sono scese al 75% e i maschi sono saliti al 25%.”

Fabrizio

April 26, 2012

Prima le donne e i bambini?

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 8:13 pm

di Armando Ermini

Il dono di sé, il sacrificio disinteressato, sono nel dna maschile da sempre. E noi vogliamo che continui ad essere così, che quell’antico ma eterno “codice d’onore”, continui ad essere la bussola che orienta i comportamenti maschili. Perché altrimenti ci vergogneremmo di noi stessi, non saremmo più capaci di guardarci allo specchio.
E come sempre non vogliamo pubblici elogi o titoloni sui giornali. I maschi si accontentano di molto meno, anzi di molto di più. Poche cose. Un riconoscimento silenzioso ma vero come era una volta e, connesso a questo, che cessi la guerra mediatica contro di loro, rappresentati sempre (quasi) come vigliacchi, prepotenti, oppressori.

Così scrivevo il 10 maggio 2007 (Clicca quì)

Dopo cinque anni e innumerevoli altre occasioni in cui quella parola d’ordine maschile è risuonata ancora e ancora si è incarnata in fatti concreti (basti ricordare ciò che è accaduto e accade a Fukushima), uno spirito ingenuo come il mio si aspettava che quel riconoscimento silenzioso si sarebbe concretizzato, appunto, nel silenzio rispettoso del sacrificio maschile, ma soprattutto che quella guerra insensata contro i maschi sarebbe cessata. Non è così, almeno sui media. E’ vero anzi l’opposto, la guerra si intensifica. In occasione del centenario della tragedia del Titanic, l’immancabile Repubblica (clicca quì) , pubblica il resoconto di uno studio svedese condotto su decine di naufragi secondo il quale (more…)

April 19, 2012

………qual piuma al vento.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 2:36 pm

di Armando Ermini

“Non ci sono più i maschi di una volta”. L’avremo ascoltata e letta migliaia di volte questa frase, e spesso da femmine insospettabili di acquiescenza al potere “fallico”. E migliaia di volte ci siamo interrogati sorpresi e interdetti. Ma come? Ci avete accusato delle peggiori nefandezze nei vostri confronti, ci avete sollecitato, anzi obbligato, a cambiare. Via il patriarcato oppressivo, via la cavalleria, via il paternalismo che sottintendeva superiorità. Parità, parità, parita! E ora che avete vinto vi lamentate? Eppure questa è la realtà. Lo conferma, se ce ne fosse bisogno, un’indagine di Newsweek fra le donne in carriera, emancipate, autonome, indipendenti, di cui ci da conto Il Foglio del 17 aprile a firma di Annalena Benini. Quarant’anni e passa di femminismo della differenza o dell’uguaglianza, quarant’anni di battaglie per la parità contro i maschi fallocratici………ed ecco che ben il 57% delle donne, mica un’inezia, sogna il “bruto”, il macho fallico che almeno a letto le sottometta senza tante storie. Pare che i postfemministi o “ i fidanzatini dolci, sensibili, premurosi”, come scrive l’autrice dell’articolo, non siano più di moda. Anzi annoiano molto. Per Katie Roiphe di Newsweek, desiderare un maschio bruto “è come prendersi una vacanza dal duro lavoro della parità”. Sorpresa? Mica tanto se (more…)

April 14, 2012

Dei mezzi e dei fini

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:04 pm

Dei mezzi e dei fini

null

Con sempre maggior frequenza i servizi igienici a disposizione del pubblico presentano in bella vista un cartello che invita i maschi a “centrare” il water. Ogni cartello è un invito ed ogni invito è di fatto un indiretta accusa di incapacità nientedimeno che a fare i propri bisogni. Molto spesso l’accusa non è nemmeno indiretta bensì è direttamente un’offesa e si allarga alla capacità maschile in generale. L’ultimo esempio: in un grande gruppo d’impresa del NordItalia il cartello in bella mostra sul muro recava questa scritta: “Se non sai centrare il water quale capacità hai di centrare i tuoi obiettivi nella vita?”. E questo è uno dei più rispettosi, di stile “filosofico”: filosofia morale contemporanea. Insomma i maschi sono invitati a pisciare con mira precisa altrimenti qualche anima piena di sollecitudine per il “maschio nuovo” si ingegna in una rieducazione a rinforzo negativo: alias la derisione e il sarcasmo. Tanta è la strada sulla via del progresso, della libertà e dell’avvento della nuova civiltà che non sono i servizi a dover essere adeguati alla fisiologia maschile ma la fisiologia maschile ai servizi. Metafora di ben più gravi rovesciamenti di finalità. I maschi da sempre pisciano con naturalezza istintiva. Oggi invece sono chiamati a sviluppare una pisciata conscia ed abile a centrare obiettivi più o meno difficili onde evitare il giudizio di una anonima quanto offensiva autorità preposta alla pulizia e all’igiene. Che evidentemente, pur pagata, non ha voglia né di fare né l’una né l’altro. Un meccanismo di reinfantilizzazione, che ripropone e impone ai maschi adulti il gioco infantile. Ed ogni pisciata diventa implicita irrisione e sgridata al maschio adulto-bambino. La conclusione è che il pestaggio morale antimaschile si manifesta perfino nei momenti dei bisogni fisiologici più frequenti e ineludibili. E noi maschi di oggi, sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto e costruito scienza, arte, religione, tecnologia e ricchezza, ci siamo abituati a questo, e adempiamo obbedienti e compunti al compitino prescritto, orgogliosi, ad ogni centro, di confermarci eredi ed esempi di una civiltà superiore.
Cesare

April 12, 2012

Libertà va cercando ch’è si cara……..

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 5:16 pm

golf di Armando Ermini

Corriere della Sera di sabato 7 aprile, pag.23. Titolo: “Usa, pressing bipartisan sul golf club maschilista”. In breve, sia il presidente Obama che il suo probabile avversario alle prossime elezioni presidenziali, Mitt Romney, stanno facendo pesanti pressioni affinchè L’Augusta National Golf Club, ammetta come soci le donne. Si tratterebbe, manco a dirlo, di superare l’ennesima discriminazione maschilista e sessista, come sostiene la cronista del New York Times Karern Crouse. Ora, le questioni sono di estrema semplicità ma di fondamentale importanza, e si legano fra di loro a comporre un quadro preciso e unitario.
Primo. E’ legittimo che un gruppo di cittadini (maschi o femmine) fondi, senza chiedere soldi pubblici, un qualsiasi club o associazione riservando la partecipazione solo al proprio sesso, oppure le istituzioni devono avere un diritto di veto o comunque di censura sulle scelte delle persone? Chiaramente, la posta in gioco è (more…)

March 31, 2012

Moglie, posso fare il padre?

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:23 pm

di Cesare
Il Giornale dell’ 8 marzo pubblica, sottoforma di un articolo da titolo “Care mamme, per salvare i figli servono i papà” (leggi quì), alcuni stralci tratti dal primo capitolo del libro di Stefano Zecchi «Dopo l’infinito cosa c’è, papà?», di prossima pubblicazione per i tipi della Mondadori. Ci sono considerazioni assolutamente condivisibili. Quella che il passaggio da padre a mammo immalinconisce l’uomo perchè lo devirilizza, quella che l’assunzione da parte delle donne di molte funzioni un tempo deputate al padre favorisce lo smarrimento della sua identità e la fuga dalle antiche responsabilità, e soprattutto quella in cui afferma che l’assenza della figura paterna tradizionalmente intesa è una sciagura per i figli “mammizzati”, privati della propria identità maschile e di punti di riferimento precisi ai cui anche, eventualmente, ribellarsi crescendo.
Tutte cose che in questo blog andiamo dicendo da oltre un decennio. Sennonchè (more…)

March 26, 2012

Permessi di paternità o obbligo di mammizzarsi?

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:44 pm

di Armando Ermini

Di questi giorni la notizia che il governo ha varato il “permesso obbligatorio di paternità”, fruibile al pari di quello della madre. In apparenza è un proveddimento a favore dei padri, ma l’obbligatorietà del permesso (fatale contraddizione in termini) ne svela il vero scopo, che coi padri e col bene dei figli non ha nulla a che vedere. Intanto perchè qualsiasi decisione dei genitori dovrebbe essere libera e non imposta da chicchessia. Il senso dell’imposizione è chiaro: liberare le madri da una incombenza che graverebbe ingiustamente su di loro per la ritrosia degli uomini. Ancora una volta si forzano le situazioni mediante leggi nel presupposto che le persone non decidano liberamente o decidano in modo “scorretto”. Ancora una volta il mainstream omologante impone la sua visione dirigista. Ciò che è “bene” viene deciso dall’alto e lo si impone al popolo.
C’è poi un altro particolare che svela la vera natura dell’operazione. Se infatti lo scopo fosse quello di consentire ai figli e ai padri di stare più tempo insieme (e Dio sa quanto ce ne sia bisogno), allora i permessi di paternità dovrebbero essere previsti a partire da un’età più avanzata dei bambini, ad esempio dai sei o sette anni, perchè è proprio da allora che la presenza paterna si rivela più preziosa, addirittura indispensabile. Invece l’operazione è concepita a partire dal concetto che fra padre e madre non esistono differenze di funzioni e che il padre deve diventare un mammo, ossia una figura sbiadita e edulcorata che creerà ulteriore confusione nei figli, come se non ce ne fosse già abbastanza, come se i guai del politicamente corretto non fossero già evidentissimi. Se i “tecnici” sanno fare solo questo, meglio allora gli imbelli politici che ci ritroviamo, fanno meno danni.

March 21, 2012

Festa del papà, non del mammo

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile - Administrator @ 5:51 pm

Al tiggì Uno del 19 marzo passa, invero una sola volta, (il resto della giornata solo imbarazzate banalità a censurare la reale condizione paterna in Italia), la notizia che in occasione della festa del papà è stato deciso di attivare locali dedicati nei reparti di ostetricia, per i papà che vogliono stare qualche tempo insieme col figlio appena nato. Cosa sensata, anche se mi sembra che il papà che voglia stare con suo figlio appena nato oggi non incontri particolari difficoltà che giustifichino questa misura. Mi auguro che in realtà non siano, in tanta tenerezza dichiarata, stanze di addestramento per farne dei mammi. Più che di mammi a risparmio del tempo lavoro materno per farne lavoro femminile salariato, o in carriera, credo che abbiamo bisogno di figli capaci di amare il padre e di padri che sanno, e possano, amare da padri. Pertanto mi sembra che se si tratta di attrezzare locali dove padri e figli possano incontrarsi, sia più opportuno seguire un’altra priorità: una vera emergenza e una priorità assoluta è garantire ai papà carcerati di poter incontrare i figli e passare del tempo con loro. (more…)

March 4, 2012

Maschi e aborto.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 5:48 pm

Di Armando Ermini

“In Francia è partita una campagna d’informazione e sensibilizzazione all’Ivg rivolta agli uomini. E da noi quanto partecipano i partner alle esperienze difficili vissute dalle donne?”, si chiede La Repubblica del 28 Febbraio con un articolo di Gina Pavone dal titolo “Aborto: dove sono gli uomini?”
(more…)

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design