October 12, 2009

Il cow-boy

Filed under: Uncategorized, Il Selvatico - Administrator @ 1:21 pm

di Paolo Mombelli

C’è un ragazzino di 12 anni che vive in un grande cascinale nella campagna bresciana più profonda. Da bambino ci abitò anche mio padre, e mi raccontava che per andare a scuola al paese più vicino doveva percorrere a piedi 5 km, con qualsiasi condizione atmosferica (con la neve era un’impresa per quei piccoli piedi con gli zoccoli e le calze grosse di lana fatte a mano). A quei tempi nel cascinale vivevano circa duecento persone , e c’era anche una chiesetta dove alla domenica il sacerdote celebrava la S. Messa per la piccola comunità (c’è anche adesso, e dopo decenni di abbandono è stata ristrutturata e restituita alla pratica devozionale della gente che abita laggiù. Il ragazzino tiene un orto rigoglioso, alleva polli e galline, quaglie e conigli, che vende assieme ad abbondanti raccolte di uova. Ma la cosa straordinaria, di questi tempi, è che non gioca con la play-station, ma quando ha finito i compiti aiuta il vicino di casa ad accudire le mucche. Quando una mucca deve partorire (e il 90% dei parti dei mammiferi di grossa taglia avviene di notte o all’alba), il mandriano infilando un braccio nella vagina dell’animale riesce ad ipotizzare l’ora del parto e la comunica al ragazzino, che carica la sveglia sull’ora dell’evento ed assiste il mandriano nel far nascere il vitellino. Poi si fa la doccia, fa colazione e va a scuola. E a scuola riesce bene, meglio di molti compagni che si svegliano dieci minuti prima del suono della campanella.

May 21, 2009

Vivere verticale

Filed under: Uncategorized, Cinema, teatro, musica, libri, Il Selvatico - Administrator @ 3:06 pm

Davide Giandrini stà lavorando ad un nuovo spettacolo che sarà disponibile a partire da fine settembre 2009 nella versione per le scuole (elementari e medie) e per il teatro serale.

Di seguito una breve nota di Davide sullo spettacolo:

“Per Caso, e ormai da diversi mesi mi trovo davanti la montagna: film, canzoni, storie, racconti… di montagna. E persone.
L’amico Marco, uno dei più grandi alpinisti italiani è stato in Patagonia 23 volte, sulla torre Centrale del Paine… non è uno spericolato e neanche un superman alla ricerca di imprese eroiche…
Lui dice anzi che la montagna insegna l’impresa della normalità… della misura, la tua misura, fin dove devi e fin dove puoi farcela… insegna a frequentare la paura che suggerisce il limite.
Dice che la montagna ti stuzzica la virtù della prudenza e del coraggio…
Dice anche che la bellezza della montagna ti commuove, e che la commozione ti addolcisce.
Là sopra, quando dormi appeso ad un chiodo con il sedere a 4000 metri di altezza impari a conoscere il cuore tuo e quello dei due amici che sono con te…
In montagna i ritmi cambiano, i pensieri rallentano…e in tutto quello spazio vuoto l’impresa è sentire che il Silenzio ti vuole bene, da sempre…

Non conosco lo spettacolo che farò: di certo la traccia sarà fatta dalle conversazioni tra me e Marco che continuo a registrare. Userò le parole, mi auguro comiche e profonde, userò la chitarra… e alcuni splendidi video, che Marco ha girato, tra le aquile e il sole.”

March 11, 2009

Chi è il Maschio Selvatico?

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 12:13 pm

a cura della Redazione

cari amici,

Gianluca Nicoletti intervista Claudio Risé e Paolo Ferliga sul maschio e sul padre, nella trasmissione del 3 Marzo 2009 Melog 2.0 di Radio 24

“Chi è il Maschio Selvatico?”

Per ascoltare la trasmissione: Clicca qui
oppure qui per ascoltare dal sito di Radio 24

February 4, 2009

Il maschio oggi

Filed under: Fondamenta, La condizione maschile, Il Selvatico - Administrator @ 11:58 am

Si è aperta una nuova sezione nel sito dei maschi selvatici, intitolata “Il maschio oggi”.

Questo è il link: Il maschio oggi

Il primo articolo è
Il maschio oggi, i suoi obiettivi, l’amore e le donne, la famiglia e la società…
Intervista ai Maschi Selvatici a cura di una donna, M. V., laureanda sulla “questione maschile” in Comunicazione Interculturale per la Cooperazione e l’Impresa (gennaio 2009)

Buona Lettura. La Redazione

December 3, 2008

Padri e figli

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 6:34 pm

di Paolo Mombelli

Ieri pomeriggio, in quattro padri, abbiamo accompagnato i nostri figli e i loro compagni di squadra (12) del Manerbio Basket alla visita medico-sportiva per l’idoneità fisica all’agonismo. Ragazzini di 12 anni. E’ stato uno spasso! C’era una sola mamma ad accompagnare il proprio figlio, e se ne stava in disparte. Ho notato che il ragazzo tendeva a starsene con la madre, mentre gli altri non stavano con il proprio padre ma tra loro, e semmai ogni tanto si avvicinavano al gruppo dei padri per ascoltare i nostri discorsi. Battute e gags a spron battuto, tra il dover pisciare nella provetta per l’esame dell’urina bagnandosi le mani e la pipì che non viene, la statura e il peso sproporzionati tra loro, la prova da sforzo e le guance rosse di vergogna per doversi far “toccare” da una dottoressa. Noi uomini li prendevamo bonariamente in giro, e loro si divertivano (anche noi a dire il vero). Alla fine ciascuno di loro sarebbe tornato a casa indifferentemente con ciascuno di noi, tant’è che ho dovuto rincorrerne uno che era in auto con me e stava tornando a casa con un altro padre, come se la fiducia dei ragazzi non fosse verso uno di noi ma verso tutti noi, uomini adulti affidabili e responsabili, padri, appunto. Guardandoli uscire in fila dall’ambulatorio, ancora così nani, mi è venuto spontanea la battuta : “Certo che a chi vi vede più che una squadra di basket potreste sembrare quelli della” banda bassotti”, e forse anche, se vi va di lusso, la nazionale giovanile di salto in basso”. Risata generale,pacche sulle spalle e tutti a casa.

December 2, 2008

Quarant’anni dopo

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 10:18 am

di Massimo Uberti

Battista era un uomo di poche parole ma non taciturno, anzi aveva un buon carattere; solo non si doveva essere troppo insistenti.
Su di lui potevi contare.
Amava stare in compagnia e portarci in gita la domenica.
Calvo da sempre, non mi è mai sembrato vecchio.
Io ero il più piccolo e di parecchi anni distante dai miei fratelli. Per questo credo che qualcosa in me gli sfuggisse, ma non era preoccupato, direi piuttosto curioso.
Credo sia morto senza rimpianti, salvo quello di vedermi “sistemato”.
Due cose vi racconterò di lui: una riguarda il suo di padre e uno il mio.
All’età di ventitrè anni, al ritorno dalla guerra, si presentò in casa con una sigaretta. Suo padre, proprietario terriero, lo accolse con tutta la famiglia schierata (12 fratelli e la mamma): il suo primo saluto dopo anni di prigionia fu uno schiaffo, per ricordargli che in quella casa era lui a dare il permesso di fumare. Si sposò, e se ne andò lasciando per sempre l’eredità che gli sarebbe spettata.
Che io ricordi non l’ho mai sentito pronunciare una parola sulla sua famiglia, e nemmeno ci è mai mancata.
Dei miei ricordi su di lui, a parte farmi vincere (con moderazione) nei giochi delle carte e nella corsa sulle scale, ne ho uno limpido: la pipì in fondo all’ aia.
Sin da piccolo, e con qualsiasi temperatura, seppur avessimo un bagno, mi portava la sera, prima di andare a letto, in fondo all’aia, a fare pipì.
Potrebbe sembrare una cosa quasi normale, se non fosse che questo non avveniva con regolarità e nemmeno seguendo le stagioni, ma solo quando il cielo era particolarmente limpido: a parte fare la pipì all’aperto, l’emozione più grande era ascoltarlo nelle sue riflessioni mentre cercava di spiegarmi la grandezza smisurata dell’universo sopra di noi.
Mio Padre era così.
Non è stato facile imparare a pisciare e guardare l’universo senza bagnarsi le scarpe.
Ma oggi che ho quarant’ anni riesco a guardare le stelle senza fare uno schizzo, godendomi lo spettacolo sopra di noi.
Ma solo quando il cielo è completamente terso…!

June 11, 2008

Giovani uomini e vecchi mestieri

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 12:28 pm

di Paolo Mombelli

Nella mia piccola città ho trovato due negozi nuovi dove si esercitano arti antiche. A gestirli, lavorando sodo e con perizia, due giovanotti trentenni che fino a due anni fa lavoravano in fabbrica a tempo determinato. Uno di loro ha aperto una bottega di meccanico di biciclette, ed è abile e meticoloso nel fare tutte le riparazioni che servono, nel dare consigli su strade, gomme, rapporti da usare per trarre il massimo vantaggio e la giusta soddisfazione nel montare in sella per viaggiare, anche lontano, cercando le montagne che da qui formano l’orizzonte del nord. D’inverno, quando la gente usa poco la bici e lui resta senza lavoro, ha iniziato a costruirle, le bici. Sceglie personalmente i telai nelle fabbriche, trova cerchi e tubolari, selle in cuoio. Usa colori bellissimi, inusuali, come un verde pisello tenue o un giallo ocra, monta il “fisso”, un vecchio “rapporto” senza cambio che invertendo la pedalata funziona da freno, monta manubri dalle forme antiche. Alla fine firma il manufatto, preziosissimo, e lo espone in vetrina, e la gente si ferma a guardare e a immaginare di correrci sopra attraversando la primavera che verrà.
L’altro ha aperto una bottega di calzolaio. Finito il tempo dell’usa e getta per molte famiglie nell’età dell’euro, ha pensato che la gente sarebbe tornata a prendersi cura delle proprie vecchie scarpe, facendole riparare per usarle un anno ancora. E’ bravo, onesto, adatto alle tasche di tutti. Si’, proprio di tutti, perchè anche lui, come il meccanico, nei tempi morti dopo il cambio di stagione, si è ingegnato, ha provato e riprovato, ed ha imparato a confezionare scarpe su misura, andando di persona a scegliere i materiali fino nelle Marche o in Toscana.
Sono intelligenti e fieri, questi due giovanotti. Nell’epoca della grande produzione e della grande distribuzione, della robotica e dell’automazione, loro usano le mani. E’ tornato l’homo faber.

April 23, 2008

Il dono e il silenzio

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 1:14 pm

di Paolo Mombelli

Un’amica, qualche giorno fa, mi raccontava di non avere mai avuto un rapporto troppo confidenziale col nonno, uomo riservato e taciturno. Poco tempo prima che lui morisse, un uomo, in modo abbastanza casuale, le chiese se fosse la nipote di… Lei confermò. L’uomo si commosse, e le raccontò due episodi della vita del nonno che nessuno, in famiglia,sapeva. Verso la fine della guerra, alcuni soldati alleati erano stati fatti prigionieri dai tedeschi e rinchiusi negli spogliatoi del campo sportivo, verosimilmente destinati al campo di concentramento. A fargli la guardia due soldati tedeschi. Il nonno, una notte senza luna, li liberò, da solo e senza armi, approfittando del fatto che le guardie non si aspettassero un’azione simile e fossero abbastanza distratte. Un’ altra volta, mentre lavorava nei campi, il nonno vide un aereo britannico precipitare poco distante. Raccolse il pilota, che era riuscito a lanciarsi col paracadute, lo portò a casa e lo curò. Quando il pilota guarì e riuscì a mettersi in contatto con alcuni partigiani di Brescia, il nonno gli “prestò” il suo cavallo, con la raccomandazione che, qualora i tedeschi l’avessero catturato, uccidesse il cavallo. L’animale, infatti, conosceva la strada del ritorno, e avrebbe messo in pericolo il nonno e la sua famiglia. Il cavallo tornò, da solo, il pilota era salvo. Terminata la guerra il nonno ricevette due lettere di ringraziamento, una da Eisenhauer e l’altra da Churchill. La donna corse a casa del nonno a chiedere conto di questi fatti, e l’uomo non fece una piega, confermò, semplicemente. Quando lei gli chiese perchè non glielo avesse mai raccontato, lui rispose che non aveva fatto niente di straordinario, e che non gli sembrava nemmeno che valesse la pena raccontarlo.

March 31, 2008

Il segreto del pomodoro
ovvero
Il Selvatico sostiene la Vita

Filed under: Fondamenta, Il Selvatico - Administrator @ 11:42 am

di Roberto Pelusio

Pomodori selvaticiLunedì visito la serra di un amico,
una foresta tecnologica e ordinata di migliaia piante di pomodoro vigorosissime.
Ad un certo punto gli chiedo: “Ma come è fatta la piantina quando ti arriva e la metti in terra?”
Risponde: “Le piantine all’origine sono due, una è la varietà che vedi e che dà il pomodoro, l’altra è una varietà selvatica, si piantano tutt’e due insieme poi a un certo punto la prima viene innestata sul selvatico.”
Chiedo: “Perché?” e lui tira fuori il pane di terra sotto uno di questi giganti, un intreccio solidissimo e vigoroso di radici bianche e un tronco che regge a malapena i due grossi rami della varietà ibrida.
Dice “La varietà selvatica è quella nascosta che sostiene e dà il nutrimento su cui cresce quello che vedi, senza queste radici col cavolo che ottieni quello che vedi!”

March 26, 2008

Rito della benedizione dei figli chiesta dai padri

Filed under: Fondamenta, Il Selvatico - Administrator @ 10:02 am

Guercino - S.Giuseppe e il Bambin Gesù Sabato, 12 APRILE, ore 19.00,
Santuario Madonna della Neve

“IL RITO DELLA BENEDIZIONE DEI FIGLI
CHIESTA DAI PADRI”.

Introduce Armando Ermini
Celebra padre Gino Toppan.

Il “RITO” è proposto ed organizzato
da “Lista per il padre”, Claudio Risè
e ”Maschi Selvatici”.

Il rito è il gesto, concreto ed insieme fortemente simbolico, attraverso il quale noi padri riconosciamo che il valore della paternità è responsabilità affettiva ed educativa, che deriva il proprio senso originario dalla paternità di Dio, a Cui tutte le creature appartengono e dal Quale ci vengono affidate.

UNA RISPOSTA/PROPOSTA ALLA CULTURA CONTRO I PADRI E I FIGLI

Da decenni ormai si assiste in tutto l’Occidente ad un progressivo occultamento e negazione del ruolo del padre nella famiglia. I motivi di questo fenomeno sono vari e diversificati, ma fanno comunque capo a due processi fondamentali:
1) la progressiva secolarizzazione della nostra società; 2) il conseguente indebolimento di strutture sociali come la famiglia, fondate su un ordine simbolico trascendente, e sulla pratica del dono. (more…)

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