March 8, 2012

UCCIDERE UN NEONATO NON E’ REATO? PROPOSTA SCANDALO, EPPURE……….

Filed under: Fondamenta, Bioetica - Administrator @ 7:20 pm

di Armando Ermini
Francesca Minerva e Alberto Giubilini, ricercatori universitari e consiglieri della “Consulta di bioetica”, onlus gravitante in area radicale, hanno di recente pubblicato sul prestigioso Journal of Medical Ethics, un articolo choc in cui, in sintonia con le tesi del premio Nobel Peter Singer, sostengono che esistono buone ragioni per consentire l’infanticidio, altrimenti definito “aborto post-natale”. Prevedibile lo scandalo suscitato dalla proposta, eppure…… (more…)

January 5, 2011

Pomeriggio di ferocia sul Due

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 4:36 pm

Oggi, mercoledì 5 gennaio 2011, a “Pomeriggio sul Due”, dalle 14.40 alle 15.00, è andata in onda quella che a mio avviso è una delle rappresentazioni più impressionanti della ferocia e della empietà cui conduce il raziocinare astratto in cui si risolve il sedicente senso di responsabilità della cultura poltycall correct attuale. Si parla della ragazzina di tredici anni che insieme al fidanzatino di sedici concepisce un figlio, accetta la maternità e insieme alla famiglia e alla comunità in cui vive, accoglie con gioia questa nascita. In studio il conduttore, un prete, una sessuologa e un ginecologo, nonché una ragazza che a suo tempo, a diciassette anni, resta incinta e viene costretta dai genitori all’aborto contro la sua volontà. Testimone e vittima di una tragedia personale: “volevo tenermi il bambino e non buttarlo via”. Invece si è trovata, condotta a forza da tribunali, servizi sociali e genitori, su un tavolo di ospedale dove l’anno fatta abortire. Due storie che chiunque immagina vengano contrapposte a significare l’una, di gioia, di speranza e di vita, l’umana accoglienza e solidarietà, l’altra, di dolore, di disperazione e di morte, il rifiuto e la violenza contro due Umanità indifese: il concepito e la giovane mamma. Sono invece lunghissimi interminabili minuti in cui i partecipanti alla trasmissione si rendono responsabili di un processo contro tutti i protagonisti della storia di accoglienza. Un processo infantile e infondato nelle argomentazioni pretese “adulte”, umanamente crudele nei giudizi, offensivo nei toni e nelle espressioni usate sia verso i protagonisti sia verso gli spettatori. Una sequenza di asserzioni assolute, di diktat, una sostanziale intesa nel dire o nel tacere, il tutto espresso con atteggiamenti psicologici ed emotivi assai violenti, propri di chi ha trovato “il nemico”, e ha perso il proprio equilibrio ed è furibondo e urla. Un vero e proprio massacro della ragione, del buon senso, del rispetto e della sensibilità umana di tutti. E per di più su un tema delicatissimo come questo. Quale la sentenza emessa da questo tribunale del fondamentalismo politycall correct, ospitato sul Due? questa maternità è un fatto gravissimo, diseducativo, un danno attuale che inoltre è premessa di danni futuri sia per la mamma, sia per il papà sia per il figlio; la famiglia e la comunità scolastica che stanno stringendosi solidarmente intorno alla giovanissima famiglia non solo sono espressione di arretratezza culturale e civile, ma sono responsabili di scelte e atteggiamenti letteralmente “fuori di testa”. Nel mentre, la vicenda dell’aborto forzato, invece di essere stigmatizzata in modo chiaro e inequivoco, viene strumentalizzata così da finire ad essere in sostanza utilizzata come esempio, questo sì, di responsabilità genitoriale e di saggezza: è la via da seguire. In questo quadro d’accusa portato avanti da ” i migliori e i civili”, vien dato spazio per pochi secondi e solo alla fine della trasmisisione e solo su registrazione (una discussione reale su questi temi è evidentemente ritenuta inutile) alle affettuose, ragionevolissime, civili parole dell’insegnante che insieme al collegio docenti ha accolto la novella Juno in classe. Mai la Radiotelevisione italiana si era prestata ad un rovesciamento così radicale circa la vita e la morte, e i valori di umanità, accoglienza e solidarietà. Se queste sono le lezioni di vita impartite dalla TV di Stato, davvero la coscienza e il cuore del Paese è in condizioni di rischio assoluto.
Cesare

August 17, 2010

Uccidere un animale

Filed under: Bioetica, Il Selvatico - Administrator @ 1:57 pm

Lotta di galli - A. Ligabue Recentemente su Mtv ho visto due puntate di Exiled, storie di ragazzi viziati con genitori ricchi che vengono mandati presso popoli antichi o nei paesi poveri a imparare la vita dura. In entrambi i casi le persone hanno dovuto occuparsi della raccolta di escrementi di animali, utili come combustibile, e c’era da catturare piccioni o galline da uccidere e servire per cena, cose puntuamente rifiutate dai ragazzi occidentali, in Africa come in Asia dove erano ospiti. L’ospitante si è sentito offeso, l’altro ha detto che non ha mai ucciso animali e che li trovano già pronti.
Sangue e merda sono entrambi elemento Terra rossa e marrone nutriente e vitalizzante da cui tutto proviene e fa ritorno.
Il consumatore occidentale è ormai come confezionato, come i prodotti già pronti che acquista, e vivrebbe come ombra l’uccidere un animale, cosa che saprebbe fare magari per gioco come ragazzino che ha bisogno di sfogare gli istinti sadici sentiti in famiglia o propri della pubertà.
Uccidere un animale per necessità può davvero trasformare una persona in un uomo, e credo che serva da esempio come gli indiani di tutte le americhe ringrazino e preghino per l’animale ucciso.
Credo che sia così che si possa portare luce dove c’è un atto importante come togliere la vita, poichè non è dare morte come un omicidio, ma nella visione indiana che apprezzo è “la vita come nutrimento che passa da un essere all’altro dove tutto ciò che esiste è parte naturale del grande spirito”.
E’ bello e giusto per me vedere come nei film USA alcuni pregano prima dei pasti, il cibo è il dono della vita che ci fa essere al presente nel bene e nel male, ogni giorno può essere il giorno del ringraziamento, usanza che ho saputo essere propria degli indiani che è passata ai primi missionari nelle comunità inglesi.
Alessio

March 16, 2010

Nuova frontiera della libertà in GB. Lotteria con in premio ovuli umani

Filed under: Bioetica - Administrator @ 10:42 pm

di Armando Ermini

E così, dopo la banca del seme garantito “vichingo “, ora per le aspiranti mamme c’è anche la possibilità di scegliersi un ovulo ad hoc. Lo spiega Il Corriere della sera del 15 marzo. L’iniziativa è del Bridge Centre di Londra, clinica specializzata nella cura dell’infertilità , che annuncia una vera lotteria che consentirà a donne infertili di vincere per sorteggio un ovulo doc: sono garantite l’origine, la salute della cellula, il titolo di studio della donatrice (almeno di scuola media secondaria), la salute della “donatrice” che non deve essere sovrappeso né fumatrice, l’età della stessa compresa fra 19 e 32 anni, e la rispettabilità della professione. Tutto ciò in previsione di una vera e propria attività su larga scala, che a regime si prevede consisterà in 25 interventi al mese del costo ciascuno di 18.000 sterline. Per aggirare i divieti della legge inglese sulla comprevendita di materiale genetico, si è ricorsi ad un accordo con un centro statunitense, la IVF di Fairfax (Virginia), che compenserà le donatrici con 10.000 dollari. La clinica americana ha predisposto un catalogo da cui si potrà selezionare l’ovulo più adatto in base alle preferenze della futura mamma, scegliendo anche la razza e il colore della pelle.
Ci siamo già occupati in passato delle questioni relative alle varie tecniche di fecondazione artificiale, e rimandiamo al sito www.maschiselvatici.it , Accade Oggi, Bioetica, nonché ad altri articoli su questo stesso blog.
(more…)

November 19, 2009

Embrioriduzione, selezione eugenetica ed altro

Filed under: Bioetica - Administrator @ 7:14 pm

Di Armando Ermini

Il Sussidiario.net ci informa
http://www.ilsussidiario.net/articoloinstampa.aspx?articolo=47594
della nuova pratica di “Embrioriduzione” consentita all’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna di Torino, dove esercita anche Silvio Viale, medico ed esponente politico radicale.
Questo termine è usato per definire la tecnica di “riduzione” degli embrioni, “generalmente effettuata nel primo trimestre di una gravidanza gemellare, eseguita iniettando cloruro di potassio nel cuore del feto da eliminare, così da procurarne l’arresto cardiaco, oppure occludendone il cordone ombelicale, ad esempio con il laser, in modo da bloccare l’afflusso di ossigeno. La scelta è tra far morire l’embrione soffocato o ucciderlo con un’iniezione letale.” Si parla di almeno quattro future mamme sottoposte a fecondazione assistita, che di fronte alla prospettiva di una gravidanza trigemellare (circostanza non rara nella fecondazione artificiale) hanno deciso di selezionare i loro figli facendone venire al mondo solo due. “Quello che viene soppresso è in genere il feto più facilmente raggiungibile con l’ago di una siringa che inietta nel cuore cloruro di potassio: un metodo rapido, che nel giro di pochi secondi ferma il battito. Oppure si sceglie il più piccolo dei tre, dopo un’ecografia. Si adotta una tecnica simile a quella utilizzata per l’amniocentesi, ma in questo caso la siringa e l’ago non prelevano liquido amniotico per essere analizzato alla ricerca di eventuali malformazioni. L’iniezione intra-cardiaca ferma all’istante lo sviluppo di uno dei tre feti.”
(more…)

October 28, 2009

Per amore. Per amore?

Filed under: Bioetica - Administrator @ 1:06 pm

di Cesare Brivio

Cinquemilioni, cinquemilioni gli aborti legali dall’approvazione della 194 ad oggi*. Cinquemilioni i figli che dovevano nascere e abbiamo accettato venissero soppressi. E non abbiamo ancora finito di fare gli spettatori conniventi di questo vero e proprio sterminio legalizzato, la principale causa di morte oggi in Europa. Anzi: fino ad ora li abbiamo eliminati con mezzi chirurgici, da oggi con mezzi chimici: la Ru486. Cinquemilioni di paternità mancate. Maschi e padri che hanno nel cuore cinquemilioni di figli disamati fino al punto che nella nostra totale indifferenza è stata loro negata la vita. E nella loro vita c’è di mezzo a pieno titolo la nostra. Prima o poi ci domanderemo come e perché abbiamo accettato di massacrare noi stessi come maschi e come padri cinquemilioni di volte. E la crisi radicale della maternità e l’immagine terribilmente compromessa del femminile che consegue ineludibilmente questo scenario di distruzione e morte? Non sono cose che ci riguardano perché noi siamo maschi? È per amore delle donne che abbiamo riconosciuto l’aborto come libertà femminile di decidere per la vita e la morte dei nostri figli? Cinquemilioni di figli andati via così per questo amore? Cinquemilioni di donne travolte dall’aborto? e questo si chiama amore?

*Numero aborti tratto dal periodico “Sì alla vita” settembre 2009 pag. 13.

September 24, 2009

Figli del divorzio

Filed under: Bioetica - Administrator @ 4:03 pm


A tutti i figli e ragazzi
che soffrono.

Video documentario sulla
Alienazione da Divorzio
e sulla P.A.S

clicca su http://paternita.info/pas

a cura di paternita.info

August 1, 2009

Libera scelta

Filed under: Bioetica, La Grande Madre terribile - Administrator @ 1:43 pm

di Cesare Brivio

Da Repubblica 31 luglio 2009: “L’Agenzia del farmaco ha dato a maggioranza il proprio assenso alla Ru 486”. E’ il Cyclon B che ritorna? però mutuato, da ASL, casalingo, democratico e progressista, ecologista e libertario-femminista? Sulle grandi tragedie collettive c’è sempre un popolo che può scegliere, e sceglie le sue grandi tragedie. E quando le sceglie, le sceglie sempre fra gli applausi suoi e dei suoi medici, dei suoi scienziati e dei suoi intellettuali e dei suoi leader politici.

July 18, 2009

Supercazzuola in soccorso

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 4:47 pm

di Cesare Brivio

Non solo Repubblica ma anche il Corriere on line di ieri giovedì 16 e di oggi Venerdì 17 ( e ti pareva!) riportano la previsione scientifica della catastrofica scomparsa dei fondamenti genetici del maschio tra qualche migliaio di anni: il cromosoma Y, quello maschile, va in pezzi! Effettivamente c’è da pensarci. Anche perché la previsione assume anche la forma di una profezia del malaugurio, in altri tempi detta vera e propria maledizione. Il che inquieta maggiormente: un conto è la scienza, e un conto chi ti porta sfiga. Tutto questo annuncio è gentilmente offerto e diffuso nei media da due femmine: Kateryna Makova e Melissa Wilson, ricercatrici della Pennsylvania State University. A fronte di questa annunciata catastrofe, effettivamente serissima, mi permetto un istante di rilassamento, del tutto ingiustificato. A me in questi casi viene sempre in mente quello che un grande storico inglese di cui non ricordo il nome (mi sembra fosse Edward Carr in “Sei lezioni sulla storia”) scrisse per spiegare quello che secondo lui era il fondamento autentico di certe interpretazioni storiografiche con la pretesa, naturalmente, di essere “scientifiche” . Riporto a memoria la frase, o meglio il senso della frase: “Quando ad uno di noi storici succede che l’amministrazione universitaria toglie il benefit della cameriera che viene a fare le pulizie gratis in casa, spesso senza che lui stesso se ne accorga, la Storia Umana gli appare come una inutile e drammatica sequenza di catastrofi. Insomma ne nasce una storiografia catastrofica” . Inutile sottolineare che basta il ritorno gratis della colf, e la fiducia nella Storia torna. Stessa fragilità interpretativa anche per qualunque cultore di qualunque scienza? Io penso di sì. E la scienza biologica poi col suo mitico “Deus ex machina” che oggi la fonda e la fa astrologare su tutto: il DNA? Mi domando dunque quale può essere un analogo potente elemento emotivo a costituire il motore interpretativo di queste ricerche del malaugurio sulla fine del maschio. Domande per gioco, certamente, ma rilassante ripeto. Mi sembra di poter azzardare che in queste ricerche, il motore emotivo è l’antico desiderio di castrare il maschio. Desiderio che l’insuperato vecchio Freud scoprì annidato nel profondo dell’animo femminile ( e in quello dei maschi che scelgono di fare i dentisti ma questa è un’altra storia ), desiderio, e godimento atteso, ben più potente e incomprimibile di godere gratis del servizio di pulizie. Eccolo ricomparire in versione aggiornata e potenziata, anche se eternamente identica, a piegare a sé la conduzione e i risultati della ricerca scientifica di queste femmine scienziate: ma chi si accontenta più di tagliare i coglioni? Oggi si annuncia l’autosgretolamento del cromosoma Y! purtroppo bisogna aspettare un po’. Ma campa scienziata che il maschio crepa. In conclusione: più che sentirmi spinto dalla angoscia a correre con la supercazzuola in soccorso del cromosoma Y , con qualche millennio di anticipo sul paventato disastro, mi viene da ridere.

July 12, 2009

Scienziati “mannari”

Filed under: Bioetica, La condizione maschile - Administrator @ 10:21 am

di Cesare Brivio

Riportano tutti i giornali di questi primi di luglio 2009 la notizia che si possono costruire spermatozoi maschili a prescindere dal maschio e padre concreto: la nascita non sarà derivata da un uomo ma da un cocktail di sostanze combinate in laboratorio. Il tutto “a fin di bene”: curare l’infertilità. Ma è curare l’uomo sostituirlo? Sostituire non è anche negare, rimuovere? E allora siamo certi che si possa chiamare cura di funzioni umane malate quella cura che si traduce nella loro sostituzione con altro? È curare l’umano o sostituire l’umano? Perchè se curare non è reintegrare nella originaria funzionalità, bensì sostituirla allora l’attività di cura si apre al rischio di una concezione della cura e della guarigione secondo cui in sostanza l’umano e il suo limite è il male e il bene è tutto ciò che può sostituirlo artificialmente. La cura coincide con la costruzione di un uomo nuovo. Ne deriva un rovesciamento assoluto dei valori per cui l’uomo nuovo è il fine e l’uomo reale il mezzo. E si aprono abissi di orrore: nel secolo appena trascorso ampiamente tutto già visto, e sperimentato. Da questi abissi di orrore si può percepire in pieno il valore della costruzione di una coscienza e di una forza maschile che vi si oppone. E dico maschile, anche se maschi sono questi “scienziati mannari”, dato che ahimè il femminismo è, a torto o a ragione, ma è un dato di fatto, usato come la nuova declinazione del progressismo in quanto ideologia vincente che dà legittimità etica a questo tipo di scienza il cui obiettivo è “denaturare l’umano”. A ben vedere è il senso della originaria promessa: “sarete simili a Dio” e gli attori originari e la trama si ripropongono, in totale evidenza e coerenza. L’essere creatura è ritenuto insopportabile e il dato creaturale non è più evidenza di una relazione d’amore iscritta nella carne. C’è bisogno di persone che si ispirano in particolare a S. Benedetto e di comunità sul tipo di quelle cistercensi capaci di coniugare il rispetto del creato con la partecipazione all’opera di creazione di Dio. A mio avviso erano fior di selvatici.

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design