October 28, 2009

Per amore. Per amore?

Filed under: Bioetica - Administrator @ 1:06 pm

di Cesare Brivio

Cinquemilioni, cinquemilioni gli aborti legali dall’approvazione della 194 ad oggi*. Cinquemilioni i figli che dovevano nascere e abbiamo accettato venissero soppressi. E non abbiamo ancora finito di fare gli spettatori conniventi di questo vero e proprio sterminio legalizzato, la principale causa di morte oggi in Europa. Anzi: fino ad ora li abbiamo eliminati con mezzi chirurgici, da oggi con mezzi chimici: la Ru486. Cinquemilioni di paternità mancate. Maschi e padri che hanno nel cuore cinquemilioni di figli disamati fino al punto che nella nostra totale indifferenza è stata loro negata la vita. E nella loro vita c’è di mezzo a pieno titolo la nostra. Prima o poi ci domanderemo come e perché abbiamo accettato di massacrare noi stessi come maschi e come padri cinquemilioni di volte. E la crisi radicale della maternità e l’immagine terribilmente compromessa del femminile che consegue ineludibilmente questo scenario di distruzione e morte? Non sono cose che ci riguardano perché noi siamo maschi? È per amore delle donne che abbiamo riconosciuto l’aborto come libertà femminile di decidere per la vita e la morte dei nostri figli? Cinquemilioni di figli andati via così per questo amore? Cinquemilioni di donne travolte dall’aborto? e questo si chiama amore?

*Numero aborti tratto dal periodico “Sì alla vita” settembre 2009 pag. 13.

September 24, 2009

Figli del divorzio

Filed under: Bioetica - Administrator @ 4:03 pm


A tutti i figli e ragazzi
che soffrono.

Video documentario sulla
Alienazione da Divorzio
e sulla P.A.S

clicca su http://paternita.info/pas

a cura di paternita.info

August 1, 2009

Libera scelta

Filed under: Bioetica, La Grande Madre terribile - Administrator @ 1:43 pm

di Cesare Brivio

Da Repubblica 31 luglio 2009: “L’Agenzia del farmaco ha dato a maggioranza il proprio assenso alla Ru 486”. E’ il Cyclon B che ritorna? però mutuato, da ASL, casalingo, democratico e progressista, ecologista e libertario-femminista? Sulle grandi tragedie collettive c’è sempre un popolo che può scegliere, e sceglie le sue grandi tragedie. E quando le sceglie, le sceglie sempre fra gli applausi suoi e dei suoi medici, dei suoi scienziati e dei suoi intellettuali e dei suoi leader politici.

July 18, 2009

Supercazzuola in soccorso

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 4:47 pm

di Cesare Brivio

Non solo Repubblica ma anche il Corriere on line di ieri giovedì 16 e di oggi Venerdì 17 ( e ti pareva!) riportano la previsione scientifica della catastrofica scomparsa dei fondamenti genetici del maschio tra qualche migliaio di anni: il cromosoma Y, quello maschile, va in pezzi! Effettivamente c’è da pensarci. Anche perché la previsione assume anche la forma di una profezia del malaugurio, in altri tempi detta vera e propria maledizione. Il che inquieta maggiormente: un conto è la scienza, e un conto chi ti porta sfiga. Tutto questo annuncio è gentilmente offerto e diffuso nei media da due femmine: Kateryna Makova e Melissa Wilson, ricercatrici della Pennsylvania State University. A fronte di questa annunciata catastrofe, effettivamente serissima, mi permetto un istante di rilassamento, del tutto ingiustificato. A me in questi casi viene sempre in mente quello che un grande storico inglese di cui non ricordo il nome (mi sembra fosse Edward Carr in “Sei lezioni sulla storia”) scrisse per spiegare quello che secondo lui era il fondamento autentico di certe interpretazioni storiografiche con la pretesa, naturalmente, di essere “scientifiche” . Riporto a memoria la frase, o meglio il senso della frase: “Quando ad uno di noi storici succede che l’amministrazione universitaria toglie il benefit della cameriera che viene a fare le pulizie gratis in casa, spesso senza che lui stesso se ne accorga, la Storia Umana gli appare come una inutile e drammatica sequenza di catastrofi. Insomma ne nasce una storiografia catastrofica” . Inutile sottolineare che basta il ritorno gratis della colf, e la fiducia nella Storia torna. Stessa fragilità interpretativa anche per qualunque cultore di qualunque scienza? Io penso di sì. E la scienza biologica poi col suo mitico “Deus ex machina” che oggi la fonda e la fa astrologare su tutto: il DNA? Mi domando dunque quale può essere un analogo potente elemento emotivo a costituire il motore interpretativo di queste ricerche del malaugurio sulla fine del maschio. Domande per gioco, certamente, ma rilassante ripeto. Mi sembra di poter azzardare che in queste ricerche, il motore emotivo è l’antico desiderio di castrare il maschio. Desiderio che l’insuperato vecchio Freud scoprì annidato nel profondo dell’animo femminile ( e in quello dei maschi che scelgono di fare i dentisti ma questa è un’altra storia ), desiderio, e godimento atteso, ben più potente e incomprimibile di godere gratis del servizio di pulizie. Eccolo ricomparire in versione aggiornata e potenziata, anche se eternamente identica, a piegare a sé la conduzione e i risultati della ricerca scientifica di queste femmine scienziate: ma chi si accontenta più di tagliare i coglioni? Oggi si annuncia l’autosgretolamento del cromosoma Y! purtroppo bisogna aspettare un po’. Ma campa scienziata che il maschio crepa. In conclusione: più che sentirmi spinto dalla angoscia a correre con la supercazzuola in soccorso del cromosoma Y , con qualche millennio di anticipo sul paventato disastro, mi viene da ridere.

July 12, 2009

Scienziati “mannari”

Filed under: Bioetica, La condizione maschile - Administrator @ 10:21 am

di Cesare Brivio

Riportano tutti i giornali di questi primi di luglio 2009 la notizia che si possono costruire spermatozoi maschili a prescindere dal maschio e padre concreto: la nascita non sarà derivata da un uomo ma da un cocktail di sostanze combinate in laboratorio. Il tutto “a fin di bene”: curare l’infertilità. Ma è curare l’uomo sostituirlo? Sostituire non è anche negare, rimuovere? E allora siamo certi che si possa chiamare cura di funzioni umane malate quella cura che si traduce nella loro sostituzione con altro? È curare l’umano o sostituire l’umano? Perchè se curare non è reintegrare nella originaria funzionalità, bensì sostituirla allora l’attività di cura si apre al rischio di una concezione della cura e della guarigione secondo cui in sostanza l’umano e il suo limite è il male e il bene è tutto ciò che può sostituirlo artificialmente. La cura coincide con la costruzione di un uomo nuovo. Ne deriva un rovesciamento assoluto dei valori per cui l’uomo nuovo è il fine e l’uomo reale il mezzo. E si aprono abissi di orrore: nel secolo appena trascorso ampiamente tutto già visto, e sperimentato. Da questi abissi di orrore si può percepire in pieno il valore della costruzione di una coscienza e di una forza maschile che vi si oppone. E dico maschile, anche se maschi sono questi “scienziati mannari”, dato che ahimè il femminismo è, a torto o a ragione, ma è un dato di fatto, usato come la nuova declinazione del progressismo in quanto ideologia vincente che dà legittimità etica a questo tipo di scienza il cui obiettivo è “denaturare l’umano”. A ben vedere è il senso della originaria promessa: “sarete simili a Dio” e gli attori originari e la trama si ripropongono, in totale evidenza e coerenza. L’essere creatura è ritenuto insopportabile e il dato creaturale non è più evidenza di una relazione d’amore iscritta nella carne. C’è bisogno di persone che si ispirano in particolare a S. Benedetto e di comunità sul tipo di quelle cistercensi capaci di coniugare il rispetto del creato con la partecipazione all’opera di creazione di Dio. A mio avviso erano fior di selvatici.

May 31, 2009

Superbambini in Cina

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 7:48 pm

di Armando Ermini
La Cina avvia un programma di selezione genetica dei bambini con l’obbiettivo di costruire individui che eccellano nei vari campi dell’attività umana. Ce ne informa Federico Rampini su Repubblica.it del 30 maggio 2009:

LA CINA costruisce il “bambino perfetto”, inquietante creatura che sarà il frutto della genetica e di un esperimento di ingegneria sociale. Forte del più grande serbatoio di esseri umani del pianeta, la Repubblica Popolare porta fino alle estreme conseguenze la selezione della specie. L’infanzia viene strappata al mondo dei giochi, dei sogni, dell’improvvisazione, dell’estro o del caso.
Ogni passaggio nella formazione dei figli diventa scientifico, pianificato. Trasformando i primi anni di età in un grande laboratorio, i cinesi sono convinti di poter raggiungere i traguardi più ambiziosi: sfornare fin dalla scuola materna il materiale umano di generazioni di premi Nobel, supermanager, geni della musica.

Si concretizza, finalmente, il sogno di Benito Mussolini, che nel 1925 scriveva:
Noi creeremo, attraverso un’opera di selezione ostinata ed efficace, le nuove generazioni, e nelle nuove generazioni ognuno avrà un compito definito. A volte mi sorride l’idea delle generazioni di laboratorio, di creare cioè la classe dei guerrieri, che è sempre pronta a morire; la classe degli inventori che persegue il segreto del mistero; la classe dei giudici; la classe dei grandi capitani d’industria, dei grandi esploratori, dei grandi governatori. E’ attraverso questa selezione metodica che si creano le grandi categorie, le quali a loro volta creano gli imperi. (Benito Mussolini, Intransigenza assoluta, discorso del 22 giugno 1925).

E’ una notizia che susciterà certamente l’indignazione di molti, anche fra i laici e i progressisti. Per costoro infatti si può parlare di eugenetica solo se c’è una qualche forma di costrizione statale o programmazione pubblica delle caratteristiche dei nascituri. Ogni altro caso rientrerebbe invece nella libertà di scelta individuale, favorita dai progressi di una scienza libera da lacci e lacciuoli.
Ma le cose non stanno così. A parte il fatto che l’eugenetica è nella tradizione del pensiero socialista laico e libertario [Noi pensiamo che si debba accettare senza paure..i responsi della scienza; nemici del ‘credi e non domandare’, c’inchiniamo però riverenti ai risultati dello sperimentalismo. E se vuolsi chiamare schiavitù l’obbedienza a quelle leggi che sono emanazione diretta della scienza ed informate al principio del bene pubblico, che mirano a raggiungere il più alto ideale che noi possiamo concepire, quello di rendere felice l’umana famiglia, noi ci chiamiamo contenti di questa schiavitù
(Gaetano Pieraccini, medico e primo sindaco socialista di Firenze dopo la liberazione dal nazifascismo, “La difesa della società, Torino, Bocca, 1895)
],
valgano queste parole del grande scienziato J. Testart, il “padre” della prima bambina nata in provetta:
Che dipenda dallo Stato o che sia deciso nel corso di una conversazione privata fra medico e paziente, il risultato è lo stesso, il profilo sanitario del bambino scelto è sempre lo stesso, è quello della norma, nell’attesa di essere quello, non voglio dire del “superuomo”, ma per lo meno del bambino ideale, se non “perfetto”. ….oggi noi ci diamo i mezzi per realizzare questo tipo di scelta e la cosa non può che svilupparsi……., perché scatena i vecchi fantasmi di bellezza, purezza, norma, competitività ecc., perché va incontro all’interesse del mondo medico, all’interesse dell’industria… e perché un giorno andrà sicuramente incontro agli interessi della sanità pubblica, dal momento che un bambino handicappato costa molto di più”.
Ed anche quelle di un filosofo laico come C. Godin, per il quale l’eugenetica è diventata “razionale” e “democratica”, ….un progetto ragionevole basato sulle ultime scoperte della scienza”, separandosi “dallo spirito elitario e dal razzismo totalitaristici per assumere le sembianze dell’utilità e del benessere per tutti”.

Che la selezione della specie avvenga per programmazione statale o tramite i meccanismi “spontanei” del mercato, non fa differenza, se non per l’efficacia. La sostanza, e gli esiti, rimangono gli stessi.
D’altra parte anche Hitler salì al potere per mezzo di elezioni democratiche.
Ai nostri progressisti libertari è da ricordare che si fronteggiano una concezione sostanziale della libertà dell’uomo ancorata al succedersi casuale delle generazioni, all’inoptabilità del futuro delle generazioni successive da parte di quelle attuali, ed una concezione formale della libertà, tutta centrata sull’individuo astratto i cui desideri diventano automaticamente diritti, a prescindere da ogni senso di responsabilità sociale. Non sorprenda la deriva individualista.
Per “bene comune” si è in realtà sempre sottinteso nulla di più che un insieme di interessi materiali identici, senza nessun altro cemento spirituale e culturale. Quando questi, per il corso della storia, si indeboliscono fino a venire meno, rimane allora il puro “interesse” soggettivo, facilmente manipolabile coi raffinati sistemi del marketing occidentale. Nulla di sostanzialmente diverso dall’imposizione dei totalitarismi. Non per caso le concezioni etiche e antropologiche di entrambi i “sistemi” si equivalgono.

March 6, 2009

Bello/a, biondo/a, intelligente, insomma su misura

Filed under: Bioetica - Administrator @ 2:14 pm

di Armando Ermini

Era solo questione di tempo, poi inevitabilmente ci saremmo arrivati. La notizia è tratta da
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333142

Una clinica statunitense lavora alacremente per offrire bambini su misura dei desideri genitoriali. Il proprietario della clinica valuta l’evento possibile entro un anno, anche se prudenzialmente non garantisce che il “prodotto” fuoriesca dalla fabbrica esattamente come preventivato e commissionato.
Lo strumento di questa nuova “conquista” per la “libertà” umana , è perfino ovvio scriverlo,è la tecnica di fecondazione artificiale e nel suo ambito la diagnosi genetica pre-impianto, la quale permette di analizzare il profilo cromosonico di embrioni umani non ancora impiantati nell’utero materno e quindi di scegliere il “migliore”, ovviamente scartando gli altri.
Avremo così generazioni di bambini alla moda, come è successo coi nomi. Ma quella è una moda innocua, tutto sommato. Non così per i bimbi con gli occhi azzurri come quell’attrice, o i capelli corvini come quell’altra, o biondi come quel certo calciatore. Di certo saranno tutti sanissimi e intelligentissimi, ossia la specie umana sarà molto migliore di quella precedente, alle prese con le malformazioni, le malattie, le carenze intellettive, con la casualità che ha sempre governato il succedersi delle generazioni, tutto ciò insomma che costituisce l’essere umano nella sua imperfezione ma che, al tempo stesso, lo rende libero.
Come si sentiranno, fra breve, quei genitori “retrogradi” che un figlio preferiscono concepirlo amandosi carnalmente, e che si assumono i rischi che ciò comporta? Risposta semplicissima. Si sentiranno in colpa per non aver scelto il meglio per loro figlio, e saranno fatti sentire come colpevoli dalla Società, se non altro perché i figli imperfetti costano bei soldoni ai vari Servizi Sanitari.
Ma c’è qualcuno che ancora nega si tratti di vero e proprio eugenismo, soft e “democratico” quanto si vuole, ma pur sempre eugenismo.
La verità è che rotto un principio che è anche un limite per tutti e per ognuno, una volta assunto che i desideri debbano automaticamente o quasi diventare diritti, la china discendente verso l’eugenetica sarà inarrestabile. Catastrofismo oscurantista? Ne riparleremo fra pochi anni, nella speranza che non sia troppo tardi. Nel frattempo dovrebbero seriamente interrogarsi tutti coloro che in nome della libertà dell’individuo e del diritto alla maternità, alla salute e quant’altro, inneggiano alla fecondazione artificiale, ossia alla fabbricazione artificiale degli esseri umani. Questo è il “progresso”, bellezza!

January 21, 2009

OMOFOBIA O PEDOFOBIA?

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:41 pm

di Armando Ermini

Il giudice spagnolo Fernando Ferrin Calamita è stato sospeso dal suo incarico, messo al minimo dello stipendio e condannato ad un risarcimento di 8000 euro, perché ha ostacolato la procedura di adozione di un bambino da parte della compagna della madre, che intendeva dargli anche il suo nome (fonte Corriere della Sera). In Spagna (dove giuridcamente non esistono più le figure di “padre e madre” né di “moglie e marito” ma solo quelle di “progenitore A e B” e di “partners”) il matrimonio omosessuale è, dal 2005, equiparato in tutto a quello etero e di conseguenza sono ammesse le adozioni per coppie omosessuali. Il giudice Ferrin Calamita, padre di sette figli, ha tuttavia ritenuto di agire in quel modo in base alle convinzione che i bambini hanno diritto ad un padre ed una madre, e che una coppia omosessuale non potrebbe garantire loro una educazione da questo punto di vista equilibrata. Le lobbies gay e i sodali del governo Zapatero hanno immediatamente accusato il giudice di omofobia.
Domanda:
E’ omofobo il giudice che ribadisce il diritto naturale del figlio ad avere un padre e una madre, necessari entrambi per il suo equilibrato sviluppo psichico, oppure è PEDOFOBA la legge spagnola che in nome del diritto degli adulti a veder esaudito ogni loro desiderio
a) Nega il diritto della parte più debole, i bambini, a crescere con entrambi i genitori biologici
b) Li espone al rischio di disequilibri psichici nonché di emarginazione sociale per la loro “diversità”?
c) Nega anche il valore scientifico di tutti gli studi psicoanalitici incentrati sulla triade madre/padre/figlio come nucleo fondante l’identità e la personalità del bambino?

November 14, 2008

Autodistruzione di una comunità statuale

Filed under: Uncategorized, Bioetica - Administrator @ 11:34 am

di Cesare Brivio

Se nell’inconscio collettivo degli Italiani già c’è il vissuto del sangue di cinquemilioni di concepiti uccisi nel ventre materno, adesso ci sarà anche il vissuto della lunga terribile agonia per fame e sete di Eluana autorizzata per legge. Una civiltà la nostra che, come riferisce Ferrara su “Il Foglio” di giovedì 13 novembre, in uno dei suoi editoriali in penultima, definisce la morale tramite la legge dello Stato, secondo la lucida e terribile teorizzazione della ministra (con la “a” finale per i posteri) ombra della sanità del PD. Il che significa che l’arbitrio della volontà di potenza delle maggioranze diventa legge morale. Questo scollamento progressivo tra leggi dello Stato e legge morale iscritta nel cuore, è a fondamento della distruzione della legittimità delle comunità statuali e non a caso ha caratterizzato il più tragico periodo della Storia, il ‘900, ed è stato a fondamento delle sue cupissime angosciose tragedie.

October 31, 2008

Lupo Alberto e l’ADHD

Filed under: Bioetica - Administrator @ 4:38 pm

di Vincenzo Spavone - Gesef

Lupo1Lupo2

Ebbene, capita che se un bambino è distratto o un po’ troppo esuberante si pensi a subito a una qualche forma di malattia da trattare con psicofarmaci.
Per frenare questa cattiva tendenza, l’associazione Gesef – Genitori Separati dai Figli promuove una campagna d’informazione culturale e sociale sul tema ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).
Una pubblicazione realizzata ad hoc sarà presentata durante Lucca Comics & Games 2008 dagli autori che hanno reso possibile il progetto: da Bruno Bozzetto - che ha realizzato anche un corto in flash - a Silver, passando per Giorgio Faletti, Luca Enoch, Massimo Bonfatti e molti altri.

L’appuntamento per la presentazione ufficiale è fissato a sabato primo novembre 2008 alle ore 15 . Ovviamente durante Lucca Comics & Games 2008, presso la sala incontri di Palazzo Ducale. (more…)

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