PRESUNTO COLPEVOLE
Sulla pelle dei bambini
PRESUNTO COLPEVOLE
La fobia del sesso e i troppi casi di malagiustizia
Edizioni Chiarelettere 2009
a cura di Armando Ermini
“Nei programmi televisivi, terreno di una sconfortante banalizzazione spacciata per approfondimento,…..viene sempre proposta una breve fiction introduttiva nella quale gli attori interpretano quei ruoli che sono già definiti dal subconscio collettivo: il bambino molestato, sempre posto in penombra, generalmente seduto su un letto, in modo che sia chiaro il collegamento; la presenza femminile telegenica e rassicurante dell’eroina di turno, sia essa poliziotta o assistente sociale; il turpe individuo di mezza età con la barba mal curata che assolve al ruolo di maniaco”.
Ho riportato in apertura questo passo a pag. 247 del libro perché con poche efficaci parole indica quale sia il vero significato di ciò che sta accadendo intorno allo spinoso tema della pedofilia, significato che va molto al di là di procedure poliziesche e giuridiche che lasciano amplissimo margine agli errori e che sono benissimo descritte in questa pregevole opera di controinformazione.
Viviamo, su questo sito lo si dice da anni, in una società formalmente democratica in cui però, in realtà, la presa del potere sulle persone è sempre più onnipresente e raffinata e si avvale di diversi strumenti, culturali e organizzativi, che producono il (non) stupefacente risultato di stimolare la psicosi di massa ma non di incidere per davvero sul bubbone malefico, in questo caso il fenomeno pedofilia. Anzi, più la psicosi di massa dilaga, più innocenti vedono distrutta la vita propria e quella dei figli, meno credibile diventa la Giustizia e quindi, in definitiva, più facile per i pedofili veri continuare indisturbati nelle loro turpi pratiche, se non altro perché risorse ingenti, di personale ed economiche, vengono distolte per dare la caccia ai fantasmi. Tanto da far scrivere all’autore che
“la battaglia contro la pedofilia in Italia non si fa. Se ne fa una rappresentazione simbolica….”.
(A cura di Antonello Vanni, collaboratore della Lista per il padre, e-mail: 
















