L’ultimo sogno
Il film racconta di un architetto che sistema la vecchia casa del padre defunto. Dopo essere stato lasciato dalla moglie torna a vivere in questa vecchia casa. La casa è a picco sul mare e fatiscente; sono anni (anche durante il suo matrimonio) che il protagonista sogna di metterla a posto senza mai dare seguito al suo proposito: finché nel giro di breve tempo perde il lavoro e riceve la diagnosi di un male incurabile che gli lascia pochi mesi di vita. Nel frattempo l’ex moglie (di cui lui è ancora innamorato) da cui aveva avuto un figlio, Sam, ormai sedicenne, si è risposata con un uomo tutto soldi e lavoro e ne ha avuto altri due figli. Sam è un adolescente difficile, fa uso di droghe, soprattutto abusa di psicofarmaci, odia tutto e tutti (Hayden Christensen, l’Anakin Skywolker de La Guerra dei Cloni). Reso risoluto dal poco tempo a disposizione George (il protagonista) impone al figlio (scene memorabili, ho imparato delle cose), con cui aveva perso i rapporti, di passare l’estate con lui e mettere a posto la casa. Il rapporto è difficilissimo, ma con un affetto potentemente virile (nessuna smanceria), George riesce a entrare nel cuore del figlio. Questa rinnovata paternità feconda tutto l’intorno: il nuovo marito dell’ex moglie scappa, lei torna con George, i suoi figli gli si affezionano tantissimo e partecipano, insieme con tutto il vicinato alla ristrutturazione; Sam smette di far uso di droghe, e trova l’amore. Alla fine il protagonista muore, e Sam che è ora il proprietario della casa la usa per “pagare” un colpa del nonno, il padre di George, uomo violento nei confronti della moglie, la quale morì in un incidente d’auto provocato dal marito e in cui una bambina rimase paralizzata. Sam regala la casa a questa bambina (ormai donna) e riscatta il padre e il nonno.
A parte la violenza del nonno, forse un tributo al “mainstream”, questo architetto rude, forse un po’ selvatico, fa rinascere la Vita intorno e dentro di sè, appena ha il coraggio di essere Uomo, in una maniera che è allo stesso tempo forte, rude e dolcissima.
L’ho trovato commovente e anche “istruttivo”.
Fabrizio
















ho appena finito di vederlo.. mi ha smosso dentro e mi ci voleva proprio!Grazie per avermelo fatto conoscere.
Comment by Gabriele — May 24, 2012 @ 10:30 pm