Dei mezzi e dei fini
Dei mezzi e dei fini

Con sempre maggior frequenza i servizi igienici a disposizione del pubblico presentano in bella vista un cartello che invita i maschi a “centrare” il water. Ogni cartello è un invito ed ogni invito è di fatto un indiretta accusa di incapacità nientedimeno che a fare i propri bisogni. Molto spesso l’accusa non è nemmeno indiretta bensì è direttamente un’offesa e si allarga alla capacità maschile in generale. L’ultimo esempio: in un grande gruppo d’impresa del NordItalia il cartello in bella mostra sul muro recava questa scritta: “Se non sai centrare il water quale capacità hai di centrare i tuoi obiettivi nella vita?”. E questo è uno dei più rispettosi, di stile “filosofico”: filosofia morale contemporanea. Insomma i maschi sono invitati a pisciare con mira precisa altrimenti qualche anima piena di sollecitudine per il “maschio nuovo” si ingegna in una rieducazione a rinforzo negativo: alias la derisione e il sarcasmo. Tanta è la strada sulla via del progresso, della libertà e dell’avvento della nuova civiltà che non sono i servizi a dover essere adeguati alla fisiologia maschile ma la fisiologia maschile ai servizi. Metafora di ben più gravi rovesciamenti di finalità. I maschi da sempre pisciano con naturalezza istintiva. Oggi invece sono chiamati a sviluppare una pisciata conscia ed abile a centrare obiettivi più o meno difficili onde evitare il giudizio di una anonima quanto offensiva autorità preposta alla pulizia e all’igiene. Che evidentemente, pur pagata, non ha voglia né di fare né l’una né l’altro. Un meccanismo di reinfantilizzazione, che ripropone e impone ai maschi adulti il gioco infantile. Ed ogni pisciata diventa implicita irrisione e sgridata al maschio adulto-bambino. La conclusione è che il pestaggio morale antimaschile si manifesta perfino nei momenti dei bisogni fisiologici più frequenti e ineludibili. E noi maschi di oggi, sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto e costruito scienza, arte, religione, tecnologia e ricchezza, ci siamo abituati a questo, e adempiamo obbedienti e compunti al compitino prescritto, orgogliosi, ad ogni centro, di confermarci eredi ed esempi di una civiltà superiore.
Cesare
















beh, non esageriamo ora. non c’è nessun pestaggio anti-maschile in questi casi, c’è solo una grande inciviltà nell’utilizzo dei luoghi pubblici. l’invito sarcastico invece è sbagliato perchè potrebbe colpire chi, per ragioni di salute, non riesce a centrare. un invito cortese lo troverei giusto.
Comment by MaIn — April 15, 2012 @ 3:51 am
Sì, è vero che a volte capita di leggere certi cartelli provocatori e offensivi, ma è altrettanto vero che molti uomini esagerano alla grande, pisciando veramente fuori dalla tazza. Dubito che a casa loro questi uomini facciano altrettanto. Qui si tratta di educazione e di rispetto per il prossimo, non di pestaggio anti-maschile. Voglio dire: cerchiamo di non esagerare, perché a volte le critiche sono giuste, sebbene poi tendano a “deragliare” e a degenerare nell’offesa gratuita.
Comment by Massimo — April 15, 2012 @ 1:09 pm
1- La denuncia beffarda e irredente della “scarsa mira” maschile gira impunita da più di 30 anni e ovviamente non ha nulla a che vedere - in sé - con l’inciviltà nell’utilizzo dei servizi che si manifesta a prescindere.
2- Siamo in grado di riconoscere la dinamica delle nostre funzioni fisiologiche o abbiamo perso anche questa? Sì, se siamo costretti a ricordare che non è possibile “centrare” alcunché PRIMA di aver avviato la minzione. Ma solo dopo.
3- Come mai è tanto scarsa la presenza di orinatoi consoni alla fisiologia maschile? Qui il problema della mira non esiste. Come mai non solo le abitazioni ma moltissimi luoghi pubblici ne sono privi? Sono forse più “indecenti” del wc?
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Tutto va bene pur di gettare fango sugli uomini.
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Rino DV
Comment by Rino — April 15, 2012 @ 2:17 pm
C’è un significato simbolico che non si riesce a cogliere in questi inviti, i quali, per chi non lo sapesse, iniziano fin dalle scuole materne dove si insegna spesso ai bambini maschi a fare pipì seduti. E lo stesso invito, ne sono testimone personalmente, appare anche in luoghi per adulti, persino in una sezione del club alpino. Se volete essere persone civili e bene educate comportatevo come le donne, assumete il loro modo di essere. Questo è il messaggio implicito, perchè una cosa è la preghiera, del tutto giustificata, di prestare la dovuta attenzione, tutt’altro l’invito a un comportamento che per un maschio è innaturale. Controrilancio: perchè stanno sparendo i gabinetti alla turca, quelli che,per chi non lo sapesse, non prevedono la seggetta? Il problema, in tutta evidenza, non si porrebbe nemmeno. Ma ormai tutto ciò che anche lontanamente suona come maschile viene deriso o addirittura osteggiato, a partire da questi fatti piccoli ma rivelatori.
armando
Comment by Administrator — April 15, 2012 @ 3:27 pm
Signori, io comprendo benissimo cosa volete dire e in tal senso concordo pienamente con voi, credo però bisognerebbe rendersi conto che, molto spesso, i primi a deridere tutto ciò che è maschile sono gli stessi uomini, che non hanno un briciolo di appartenenza al proprio sesso. Anzi, sono i primi a sputare fango nei confronti degli altri uomini, soventemente per farsi belli di fronte alle donne. Ok, il femminismo e la sua pervasiva ideologia c’entrano molto in tutto ciò; ma, come hanno già scritto in passato altri uomini del momas, c’è anche “dell’altro”; un qualcosa che ha a che fare con la psiche maschile, col suo lato oscuro, che lo porta a disprezzare se stesso e gli altri uomini.
Mi spiego meglio. Ogni tanto, nei vari forum e blog dedicati alla questione maschile, mi capita di leggere frasi del tipo:”Col femminismo è aumentata la violenza”…??
Falso. La violenza esiste “da sempre”, ed in passato era ancora molto più diffusa. In altri luoghi del pianeta, poi, è un qualcosa di impressionante: basti citare Paesi come l’Honduras, il Messico o il Sud Africa, che, di sicuro, non hanno mai conosciuto il femminismo nostrano o nord americano e dove le principali vittime di tali violenze sono gli stessi uomini, nella stragrande maggioranza dei casi, giovani o molto giovani. E, di norma, uccisi da altri uomini. Credo sia il caso di prendere atto del fato che fra le cosiddette “differenze di genere” (o di sesso), va considerata anche questa (naturale?) maggior propensione alla violenza fisica dei maschi e fra maschi.
Comment by Massimo — April 15, 2012 @ 4:33 pm
Caro Massimo, sul fatto che troppo spesso i carnefici dei maschi siano altri maschi, quì sfondi una porta aperta. E’ vero. La violenza è un tema complesso di grande importanza, come sottolinei tu. Esiste nel maschio ciò che Claudio Risè definisce un “nucleo oscuro”, appunto la violenza. Non che non ci sia anche nella donna (la favola buonista della donna come ontologicamente non violenta e portatrice di pace è appunto una favola autoconsolatoria), ma in essa agisce in modo diverso, più per vie oblique e per interposta persona ed è meno incline, per ovvie ragioni fisiologiche a proposito delle quali richiamo il fatto significativo che gli infanticidi sono prevalentemente e di gran lunga opera femminile, a manifestarsi come violenza fisica.
I MS lo hanno sempre riconosciuto, aggiungendo anche, però, che male e bene sono sempre intimamente mescolati. Non si elimina l’uno senza annientare anche l’altro. Violenza fisica è connessa alla forza ma non è la stessa cosa, perchè la forza può, e spesso deve, essere usata per limitare o contrastare la violenza. Non si tratta dunque di estirpare il male (maschile) per far trionfare il bene (femminile). Si tratta, per qualsiasi società ed anche per i singoli soggetti, di riconoscere che il male è costitutivo dell’essere umano di qualunque sesso al pari del bene, di conoscerlo e riconoscerlo per far si che la civiltà e la cultura riescano a limitarlo.
armando
Comment by Administrator — April 16, 2012 @ 9:28 pm
Come possiamo rubricare in termini di attitudini di genere alla violenza l’attività per esempio degli addetti e delle addette ai sistemi di tiro delle armi governate telematicamente dalle “playstation” delle sale di puntamento a disposizione di tutti gli
eserciti moderni? I quali e le quali addetti poi obbediscono alle necessità della politica interna ed estera degli Stati, e quindi alle decisioni spesso ad oggi ahimè necessitate, di chi ne è alla guida; per esempio anche la Clinton di turno, o la Golda, o la Tachter o di tutte le innumerevoli eredi delle funzioni di governo che a loro succederanno. Non è che il problema non è legato a quale sesso appartieni, ma su quale poltrona sei seduto? Penso che ridurlo alla disponibilità o meno di una adeguata muscolatura mi sembra una semplificazione che assomiglia a un salto nella narrazione della vita dei Flinstones, il cartone animato ambientato al tempo delle caverne. Cesare
Comment by Administrator — April 17, 2012 @ 8:07 am
Cesare:
“Non è che il problema non è legato a quale sesso appartieni, ma su quale poltrona sei seduto?”
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C’è una sostanziale, netta differenza fra uomini e donne: i primi non hanno bisogno delle seconde per creare eserciti, inventare armi e quant’altro; le seconde sì. In questo, le donne hanno un assoluto bisogno degli uomini, perché da sole non combinerebbero (e non combinano) nulla. Perciò, se riescono a sedersi su certe poltrone MASCHILI, se riescono a dettare le regole - stabilite dagli UOMINI -, è perché quest’ultimi glielo concedono, glielo permettono. Perciò il sesso e i muscoli contano, eccome se contano.
Comment by Massimo — April 17, 2012 @ 7:31 pm