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	<title>Comments on: La violenza è la prima causa di morte in Europa per le donne tra i 16 e i 44 anni</title>
	<link>http://maschiselvatici.blogsome.com/2012/03/12/la-violenza-e-la-prima-causa-di-morte-in-europa-per-le-donne-tra-i-16-e-i-44-anni/</link>
	<description>The men's movement in Italy</description>
	<pubDate>Sun, 19 May 2013 02:23:19 +0000</pubDate>
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		<title>by: Administrator</title>
		<link>http://maschiselvatici.blogsome.com/2012/03/12/la-violenza-e-la-prima-causa-di-morte-in-europa-per-le-donne-tra-i-16-e-i-44-anni/#comment-1139</link>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 22:25:14 +0000</pubDate>
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					<description>TG1 ore 20 del 13 marzo. Si parla del ribaltamento di un traghetto in Bangladesh in cui sono morte 30 persone. Di queste, testuali parole della giornalista &quot;molte DONNE e bambini&quot;. Ecco un esempio di linguaggio inconsapevolmente sessista. Gli uomini morti non esistono, sono confusi fra le &quot;persone&quot;. Si tratta dello stesso meccanismo psicologico che induce a gridare al femminicidio e a scandalizzarsi per la violenza contro le donne, mentre nulla si dice quando la violenza colpisce un uomo, e ad affermare come veri incondizionatamente dei dati che appaiono falsi solo che si avesse la volontà di usare il semplice buon senso e l'intelligenza media di cui si suppone ogni essere umano sia dotato. Dietro tutto ciò esiste la tacita (perchè oggi indicibile) convinzione che la vita femminile valga di più di quella maschile, e che quindi la morte non naturale di una femmina sia una sciagura maggiore di quella di un maschio. 
Voglio essere chiaro a costo di apparire come un vecchio retrogrado. Quella concezione non mi scandalizza, anzi dico che aveva un senso preciso, e nobile, quando era scontato per tutti (maschi e femmine), che fra i doveri maschili ci fosse anche quello di proteggere la donna (si ricordi il Titanic),  la quale accettava esplicitamente o implicitamente uno status psicosociale di subalternità in certo senso paragonabile a quello dell'infanzia. 
Oggi che la donna rivendica la piena parità su tutti i livelli o proclama addirittura la sua superiorità rispetto all'uomo, il permanere di quel linguaggio sottende il rovesciamento totale del concetto che vi è sotto. E' la rivendicazione del privilegio di chi si sente superiore ed esige gli onori correlati a quella supposta superiorità senza volerne anche gli oneri. Stupefacente ribaltamento delle pratiche &quot;patriarcali&quot; quando i maschi, proprio in virtù del fatto che si riservavano gli onori del comando, ne accettavano anche gli oneri. E' come se i bambini rivendicassero contemporaneamente il loro status speciale necessitante di speciali protezioni e attenzioni ma contemporaneamente rivendicassero gli stessi poteri degli adulti. In pratica la rivendicazione del capriccio contraddittorio che assurge a tirannide irresponsabile. Un simile bambino sarebbe (o meglio dovrebbe essere) messo subito a tacere. Ma le donne non sono bambini, sono esseri adulti. Dunque scelgano. O davvero alla pari degli uomini, quindi con identici doveri oltre che diritti e nessun privilegio sotto nessun punto di vista,  oppure confessino di avere ancora bisogno di protezioni e attenzioni maggiori rispetto agli uomini, e quindi ammettano l'inammissibile che ne consegue. Ogni altra strada porta al privilegio ingiustificato. E gli uomini facciano con se stessi (e con le donne) altrettanta chiarezza. Decidano come rapportarsi con l'altro genere, se considerare le donne come propri pari, oppure riservare loro le antiche attenzioni  con quello che ne consegue su tutti i piani.  Ogni altra strada è deleteria e non giova a nessuno. Non a se stessi perchè finiscono per viversi come quei genitori tiranneggiati dai figli piccoli, non alle donne, indotte a non crescere mai ed a credersi come tante principessine capricciose a cui tutto è dovuto e che niente devono. 
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		<content:encoded><![CDATA[	<p>TG1 ore 20 del 13 marzo. Si parla del ribaltamento di un traghetto in Bangladesh in cui sono morte 30 persone. Di queste, testuali parole della giornalista &#8220;molte DONNE e bambini&#8221;. Ecco un esempio di linguaggio inconsapevolmente sessista. Gli uomini morti non esistono, sono confusi fra le &#8220;persone&#8221;. Si tratta dello stesso meccanismo psicologico che induce a gridare al femminicidio e a scandalizzarsi per la violenza contro le donne, mentre nulla si dice quando la violenza colpisce un uomo, e ad affermare come veri incondizionatamente dei dati che appaiono falsi solo che si avesse la volontà di usare il semplice buon senso e l&#8217;intelligenza media di cui si suppone ogni essere umano sia dotato. Dietro tutto ciò esiste la tacita (perchè oggi indicibile) convinzione che la vita femminile valga di più di quella maschile, e che quindi la morte non naturale di una femmina sia una sciagura maggiore di quella di un maschio.<br />
Voglio essere chiaro a costo di apparire come un vecchio retrogrado. Quella concezione non mi scandalizza, anzi dico che aveva un senso preciso, e nobile, quando era scontato per tutti (maschi e femmine), che fra i doveri maschili ci fosse anche quello di proteggere la donna (si ricordi il Titanic),  la quale accettava esplicitamente o implicitamente uno status psicosociale di subalternità in certo senso paragonabile a quello dell&#8217;infanzia.<br />
Oggi che la donna rivendica la piena parità su tutti i livelli o proclama addirittura la sua superiorità rispetto all&#8217;uomo, il permanere di quel linguaggio sottende il rovesciamento totale del concetto che vi è sotto. E&#8217; la rivendicazione del privilegio di chi si sente superiore ed esige gli onori correlati a quella supposta superiorità senza volerne anche gli oneri. Stupefacente ribaltamento delle pratiche &#8220;patriarcali&#8221; quando i maschi, proprio in virtù del fatto che si riservavano gli onori del comando, ne accettavano anche gli oneri. E&#8217; come se i bambini rivendicassero contemporaneamente il loro status speciale necessitante di speciali protezioni e attenzioni ma contemporaneamente rivendicassero gli stessi poteri degli adulti. In pratica la rivendicazione del capriccio contraddittorio che assurge a tirannide irresponsabile. Un simile bambino sarebbe (o meglio dovrebbe essere) messo subito a tacere. Ma le donne non sono bambini, sono esseri adulti. Dunque scelgano. O davvero alla pari degli uomini, quindi con identici doveri oltre che diritti e nessun privilegio sotto nessun punto di vista,  oppure confessino di avere ancora bisogno di protezioni e attenzioni maggiori rispetto agli uomini, e quindi ammettano l&#8217;inammissibile che ne consegue. Ogni altra strada porta al privilegio ingiustificato. E gli uomini facciano con se stessi (e con le donne) altrettanta chiarezza. Decidano come rapportarsi con l&#8217;altro genere, se considerare le donne come propri pari, oppure riservare loro le antiche attenzioni  con quello che ne consegue su tutti i piani.  Ogni altra strada è deleteria e non giova a nessuno. Non a se stessi perchè finiscono per viversi come quei genitori tiranneggiati dai figli piccoli, non alle donne, indotte a non crescere mai ed a credersi come tante principessine capricciose a cui tutto è dovuto e che niente devono.<br />
armando
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		<title>by: Administrator</title>
		<link>http://maschiselvatici.blogsome.com/2012/03/12/la-violenza-e-la-prima-causa-di-morte-in-europa-per-le-donne-tra-i-16-e-i-44-anni/#comment-1138</link>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 23:00:36 +0000</pubDate>
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					<description>&quot;calunniate, calunniate, qualcosa resterà&quot;, usava dire il ministro della propaganda del terzo Reich. Armeni e company applicano alla lettera quell'alto &quot;insegnamento&quot;, nel silenzio impaurito e vile, o peggio con la complicità interessata delle trasmissioni che le ospitano. 
Saranno mai chiamati, costoro, a render conto non delle proprie opinioni ma delle bugie che profferiscono? 
armando</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;calunniate, calunniate, qualcosa resterà&#8221;, usava dire il ministro della propaganda del terzo Reich. Armeni e company applicano alla lettera quell&#8217;alto &#8220;insegnamento&#8221;, nel silenzio impaurito e vile, o peggio con la complicità interessata delle trasmissioni che le ospitano.<br />
Saranno mai chiamati, costoro, a render conto non delle proprie opinioni ma delle bugie che profferiscono?<br />
armando
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