Matrimoni per amore, matrimoni per forza
Di Armando Ermini
Così inizia una splendida canzone di Fabrizio De Andrè (Viaggio di nozze). Sullo stesso tema, il matrimonio, si cimenta nel supplemento letterario della domenica de Il Corriere della Sera del 26 febbraio 2012, Isabella Rossi Fedrigotti. “Matrimoni, le 5 pagine memorabili della storia della letteratura”, è il titolo dell’articolo. E vediamole, queste cinque pagini memorabili scelte dalla giornalista/scrittrice.
1) Omero, il padre di tutti gli scrittori matrimonialisti, che ci racconta dell’unico matrimonio con happy end scelto, quello fra Ulisse e Penelope. Buona scelta, si direbbe, ma secondo la valente giornalista, il lieto fine sarebbe dovuto unicamente al fatto che mentre Omero, ligio all’antica regola maschilista di stampo mediterraneo, concede a Ulisse tutte le scappatelle che desidera con femmine di varia estrazione, Penelope è relegata nel ruolo sottomesso e accettato, di vestale. (more…)


Questa mattina, in città, passa un autobus delle linee urbane che reca su una fiancata una grande striscia pubblicitaria: un cucciolo di cane, forse un setter, bianco, con in bocca uno stetoscopio ti guarda con occhi tranquilli. L’immagine è commentata dalla seguente scritta: “Garantiamo al vostro cucciolo un grande futuro”. Il tutto è firmato da una associazione di veterinari. Finalmente! sono anni che mi domando se io solo, fatti i conti precisi, mi accorgo che nelle strade della mia città il numero di bambini portati a passeggio è assai basso e sostanzialmente inferiore al numero dei cani. Sia chiaro: amo anch’io gli animali e conosco quale amore offrono e meritano. Ma come sempre è una questione di quantità e di proporzioni nei numeri. E non solo: quei pochi bambini che si incontrano sono spesso legati sui passeggini così che non diano fastidio con i loro passetti alla passeggiata dei grandi. Grandi che, se non appaiono campioni di pazienza per i cuccioli di uomo, di pazienza ne mostrano tanta verso i cani, di cui aspettano diligenti l’adempimento di ogni tipo di necessità fisiologiche. Mi sono sentito più sereno grazie a quella pubblicità: mi conferma che anche i veterinari se ne sono accorti, tanto che giocano in pubblicità con l’ambivalenza del linguaggio e usano per i cuccioli di cane le espressioni che da sempre si usano per i cuccioli di uomo, per cui garantiscono un grande futuro a chi, con ogni evidenza, oggi ha un grande peso nei nostri cuori: i cuccioli di cane. Viva i veterinari!














