January 21, 2012

Concordia

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 8:44 pm

di Armando Ermini

Nessuno, se non messo alla prova concreta, sa con certezza come si comporterebbe in circostanze simili a quella del naufragio della Concordia. In tutti noi può albergare un comandante Schettino che si mette in salvo prima dei passeggeri affidati alla sua responsabilità. Tutti noi, messi alla prova, potremmo scoprirci tremuli codardi. E’ umano. Ma la domanda è se io, comportandomi da codardo (come può accadere), darei poi a me stesso delle pietose giustificazioni più o meno autoassalutorie o non mi direi, guardandomi allo specchio, “Armando sei un codardo”. Non so dire se sarei rimasto sulla nave, ma so che se non ci fossi riuscito mi sarei detto, dopo, “Armando sei un codardo”, e avrei dato mestamente ragione a chi me lo avesse rinfacciato. Schettino non è da linciare perchè ha fatto sbattere la nave sugli scogli. Quello è un errore grave ma un errore, fra l’altro nell’ambito di una prassi che sembra fosse usuale. Fra l’altro un errore, quello di non seguire le regole al 100%, molto maschile, perchè trasgredire, andare oltre, rischiare, è maschile. Schettino è da condannare moralmente (giudiziariamente non ci riguarda), e con lui i suoi ufficiali compresa una donna, perchè ha abbandonato la sua nave con ancora passegggeri a bordo. Inammissibile, anche se concretamente non sarebbe cambiato molto. Ma il gesto simbolico vale almeno altrettanto quanto le cose concrete. E un capo, comandante di una nave, di un aereo, di un plotome militare, di un reparto dei VVFF non scappa. Altrimenti non fa il comandante. Non gli è stato imposto. Fa, con tutto il rispetto, il cuoco o l’inserviente, molti dei quali peraltro si sono comportati con grande onore anche se non erano obbligati da nessun codice etico specifico, se non quello di essere e sentirsi uomini/maschi a tutto tondo. Carisma e rispetto ci si guadagnano sul campo, non ci vengono dal grado che si ha. E chi lo ha nominato comandante ha pesanti responsabilità perchè non ha saputo valutare l’uomo o ha ritenuto che certe qualità non fossero così indispensabili. E questo è un tremendo e maledetto segni dei tempi che viviamo, in cui le virtù maschili (Vir=uomo maschio) come l’onore, sono sottovalutate e stanno scomparendo. Fra l’altro non mi sembra che fosse una situazione disperata. A pochi metri da terra con la nave che era adagiata ma non affondata del tutto, non ci voleva un supremo eroismo per attendere che le operazioni di salvataggio dei passeggeri fossero concluse.
Quanto alle reazioni di massa, al netto degli ipocriti che si lamentano che sia scomparso proprio ciò che loro hanno voluto e fatto di tutto perchè scomparisse (dicasi le fucilate, le lapidazioni quotidiane di tutto ciò che rappresenta la virilità), possono essere lette in più modi. Personalmente ci vedo rabbia e disillusione. In questo mondo fatto di soli calcoli, di solo bla bla sui diritti e nessun accento sui doveri, di sole cose materiali, oggetti denaro successo potere, al fondo dell’anima delle persone (maschi e femmine), esiste sempre, nonostante tutto, la speranza che le virtù antiche sopravvivano, almeno in qualcuno. E nell’immaginario collettivo questo qualcuno è l’uomo deputato al comando. Comando vero intendo, non quello dei piccoli o grandi ma comunque meschini intrighi di potere, ma quello dal quale dipendono immediatamente le vite di cui si è responsabili. Da quì la disillusione e la rabbia quando la speranza viene frustrata da chi, invece, poteva darle corpo con l’esempio, e dandole corpo offrire un motivo di consolazione e di speranza a tutti, speranza per le cose del mondo ma anche speranza di poter arrivare, forse, a comportarsi con analogo coraggio. In fin dei conti linciare Schettino vuol dire linciare lo Schettino che è in noi, condannare la meschinità nostra e quella di un mondo che ha creduto di sostituire gli eroi con le regole e le procedure burocratiche. E’ il grido della disillusione. “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” è la frase maledetta di Brecht che condensa meglio di ogni discorso l’essenza della modernità femminizzata. Ma senza eroi muoiono il mondo e le speranze di tutti, perché è la vita stessa che richiede uomini che sappiano dare l’esempio agli altri, e in cui potersi identificare. Schettino ha contribuito a togliercela, quella speranza. Avrebbe potuto fare l’opposto, non l’ha fatto. Che se la veda con se stesso. Non gli sputerei certamente addosso, ma lo guarderei con tristezza e gli chiederei : “Perchè?”

4 Comments »

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  1. “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”
    Il punto non è riconoscere se saremmo capaci di un atto di vigliaccheria come quello di Schettino, ma di riconoscere le vigliaccherie che commettiamo in prima persona ogni giorno!
    Allora, sapremmo guardare con giustizia ma anche con misericordia i colpevoli, senza linciaggi, senza assurgere al ruolo di indignati moralisti, senza mandare in giro a tutto il mondo, a tutte le radio e televisioni, i pur giusti richiami imperiosi di qualcuno che sta comodamente seduto dietro una scrivania.
    Le magliette, subito pronte, con la scritta “Torni a bordo, cazzo!” sono l’emblema non già di una presa di coscienza dei doveri di ciascuno, ma di un moralismo vigliacco dell’ “armiamoci e partite”.
    Perché la stessa copertura mediatica non è stata data ai tanti atti di eroismo che pure ci sono stati in questa vicenda, come in tante altre precedenti? Questa società non vuole eroi, ma colpevoli da punire come capri espiatori delle nostre meschinità. Io non ci sto.

    Comment by Francesco — January 24, 2012 @ 12:05 pm

  2. Ai tanti atti di silenzioso eroismo non viene data la stessa copertura mediatica perchè, secondo me, da un uomo ci si aspetta sempre che dia il meglio di sè. Nonostante decenni e decenni di denigrazione di tutto ciò che è maschile, di svalutazione della maschilità in ogni sua manifestazione, alla prova dei fatti siamo sempre lì. Chi salva, chi si sacrifica gratuitamente per altri che neanche conosce è il maschio. E’ inscritto nel dna di uomini e donne ed emerge prepotentemente in queste circostanze, al netto delle speculazioni mediatiche che sotto sotto gioscono del non coraggio di Schettino perchè è un punto a favore delle loro tesi. Un punto, contraddetto da mille altri punti che però vengono fatti passare sotto silenzio perchè smentirebbero le loro idee. Però non sono d’accordo con la tua conclusione. Di eroi esiste sempre una grande fame, e più alte le aspettative, anche inconscie, più virulenta la reazione quando vengono disattese. Per il resto, Francesco, la misericordia per le umane debolezze che ci coinvolgono, me per primo, è auspicabile (non scrivo dovuta perchè mi sembrerebbe troppo pretendere, considerandomi dalla parte di chi di quella misericordia necessita), ma non esime dalla valutazione dell’azione. Voglio dire che Cristo impedisce la lapidazione dell’adultera con quella tremenda domanda, ma ciò non significa che approvi il suo comportamento. Nel nostro caso, poi, non si tratta affatto di una vicenda solo privata, ma avente forti implicazioni psico/sociali.
    armando

    Comment by Administrator — January 24, 2012 @ 9:32 pm

  3. Ma siete incredibili, un castello di castronerie mito-antropologiche per sostenere le visioni più insostenibili e incoerenti tra loro… Dunque tra i tipici e sani tratti maschili ci sarebbe la trasgressione delle regole, per il ruolo propulsore del cambiamento, dopo che sapevamo che c’è anche la loro creazione, per il ruolo paterno & affini come quelli di comando… Non sprecate tempo e parole per contrastarmi con nuovi castelli di castronerie colossali che fanno acqua da tutte le parti più del Concordia e del Titanic - so che lo farete ugualmente, a “beneficio” dei vostri sciagurati lettori, ma difficilmente tornerò a leggerle. Strano però che non abbiate trattato i successivi aggiornamenti sulla figura maschile di Schettino, che le ultime testimonianze dipingono come un donnaiolo passionale e generoso, molto in linea con le vostre teorizzazioni sul “dono”…

    Comment by Enoc — February 16, 2012 @ 12:42 pm

  4. Ben scarsa perdita quella di chi, come il lettore Enoc, non tornerà più a leggerci senza aver capito una virgola fin dall’inizio. Auguri.
    armando

    Comment by Administrator — March 6, 2012 @ 11:59 pm

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