Il primo battito selvatico
Su Il Foglio del 2011-11-24, Francesco Agnoli, scrive un articolo dal titolo: “Censure neutrali. Il fastidio dei laici di fronte ad una ecografia e a un feto che (orrore) ha un cuore che batte”. Nell’articolo si scrive: “Che al feto batta il cuore, è soltanto un fatto, ma a qualcuno dà fastidio: non si deve sapere. Altrimenti crollerebbe il principio del “faccio ciò che voglio” (…)”. A chi evidenziasse il dato di realtà, l’articolo continua, “La risposta sarebbe pronta e articolata in due punti (è sempre così): 1) sei un maledetto credente integralista che vuole imporre agli altri la sua religione; 2) sei contro l’”autodeterminazione”, che uno Stato laico deve garantire. Del tutto inutile far notare che: 1) l’ecografia non è monopolio dei credenti; 2) l’autodeterminazione del feto, di quella creatura viva il cui cuore già batte, è sacrificata dagli abortisti in nome dell’ “autodeterminazione del più forte”. Che è tutto ciò che rimane quando si tolgono di mezzo i “principi non negoziabili”.
Queste le evidenze di realtà portate da Francesco Agnoli nel suo articolo, evidenze che contribuiscono a consolidare in me la convinzione che il battito del cuore del concepito è il primo battito del cuore del Selvatico: è lui che richiama direttamente tutta la potenza della natura e della vita, è lui che abita la foresta primigenia del ventre materno, è lui che viene da un lungo viaggio dai lombi paterni, è lui che ha tutta la forza potenziale e la sapienza potenziale, è lui il cui silenzio è la voce stessa di Dio nel cuore e nella coscienza e nella mente degli uomini, è lui che irromperà fra la gente portando cose assolutamente nuove, è lui che sosterrà la nuova volta del cielo.
Cesare















