July 22, 2011

Le carceri, una questione di genere.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:43 pm

di Armando Ermini

Emydio de Barros 32,2 x 48,5 cm óleo sobre papel 1970 Sovraffolamento, suicidi, pestaggi, umiliazioni. Questa sembra sia la situazione delle carceri italiane fra l’indifferenza generalizzata con l’unica eccezione, in questo caso lodevole, dei radicali e di Marco Pannella. E i carcerati, si sa, sono in massima parte maschi, e molti di loro emarginati.

I “buoni”, gli “onesti”, sono fuori, e come le stanze del buco servono a far dimenticare il problema dei tossicodipendenti e tacitare la coscienza del bravo cittadino, così le carceri diventano un ghetto in cui ammassare gli irregolari affinchè non disturbino. Non è pietismo, non è buonismo. So bene che molti carcerati sono colpevoli. Chi sbaglia deve pagare, e il padre severo che sappia fare il padre punisce il figlio. Ma mai lo umilia, mai gli toglie la dignità. Lo punisce per amore e direi anche “con amore” , e con tutto il dolore che un padre può provare nel dover punire un figlio. Non così, pare, nelle carceri italiane venate di sadismo gratuito e aggressività repressa. Rovesciando un luogo comune politicamente corretto, direi che la civiltà di un paese non si misura sulla condizione femminile, bensì su quella dei carcerati.
L’altro giorno, curiosando in una libreria domestica non mia, ho casualmente (?) trovato un libro, “L’Ergastolo azzurro” (Todariana editrice, Milano 1971), che racconta una storia che non conoscevo. E’ quella dell’ergastolano Alfredo Bonazzi, tipico irregolare che scalò tutti i gradi della piccola criminalità fino all’omicidio di un tabaccaio milanese, fino al manicomio criminale e all’ergastolo nel penitenziario di Porto Azzurro. Ma è anche la storia di un uomo lacerato, che si è riscattato diventando poeta e scrittore. Allora voglio offrire ai selvatici due sue poesie fra le tante che a me sembrano bellissime, pubblicate in quel libro. A testimoniare che il selvatico, ma direi meglio, l’uomo, lo si può trovare dappertutto, spesso più facilmente nelle fogne che nelle suite degli hotel a cinque stelle. Anche Gesù amava circondarsi di prostitute, di pubblicani, di peccatori e di emarginati, insomma.

1) E ora, amico che hai scavato (a Teodoro Giuttari)*
Ora, amico, che hai scavato
con mano bianca e ferma
nel giaciglio delle mie memorie
non ti attendere che io stenda
un fazzoletto all’aria azzurra:
c’è solo un ragazzo, cantore
orfano sulla strada senza sosta
che dalla sua forca di pietre
ti dice sottovoce”Ciao”.

* Teodoro Giuttari è il curatore del libro che racconta le vicende di Alfredo Bonazzi

2) Credevo
Credevo di essere il solo
a possedere la sofferenza
e l’unico all’ergastolo
a soffrire tutte le pene
in una pena sola
-finchè ho visto dolce oscillare
un pendolo alle sbarre:
eri tu, povero burattino, stanco
d’ingannare la morte
con i gesti vuoti del giorno.
La favola che ti raccontavi
nelle ore del campanile
svettante sotto il cielo magro di sogni
ti giaceva crocifissa
nella pupilla smisurata.
Hai lasciato scritto:
“Non s’inventa la vita ogni giorno
senza morire un poco alla volta”.

3 Comments »

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  1. Sì adesso basta questo incivile e feroce massacro dell’anima e del corpo maschile in ogni campo, perchè tanto è scontato che i maschi siano carne da macello in guerra e carne da macello sul lavoro e carne da macello in carcere, carne da macello sui media. Maschi massacrati e rovinati da una cultura che ritiene normale, naturale, il loro massacro, e ritiene educativa e progressista la rovina della loro dignità e della loro vita. E’ inziato il tempo in cui tutto questo non è più ammesso.

    Comment by cesare — July 25, 2011 @ 4:45 pm

  2. Al 27 marzo 2011 i dati sull’affollamento nelle carceri italiane (in via di peggioramento di mese in mese) evidenziano già alla data la condizione di estremo disagio prossima alla tortura sistematica per 21.597 maschi carcerati:
    posti maschili disponibili regolamentari: 42.689
    effettivamente carcerati: 64.286

    (maschihttp://www.garantedetenutilazio.it/notizie/dati_statistici/popolazione_carceraria/index.html_elem_0030.html)

    ben diversa invece la situazione fenminile:
    posti femminili disponibili regolamentari: 2.616
    femmine effettivamente carcerate: 2.938

    E’ evidente, da quello carcerario a quello lavorativo, da quello domestico (dove i morti e i feriti gravi per lavori in casa sono praticamente solo maschili) alla sanità (i maschi campano sette anni meno delle donne), dalle occupazioni più disagevoli e usuranti al trattamento pensionistico discriminante, dalle leggi che annientano la paternità e condannano centinaia di migliaia di padri alla miseria alla attività giurisdizionale che di fatto ha introdotto per i cittadini maschi un regime di trattamenti speciali annullando il principio della presunzione di innocenza e di uguaglianza davanti alla legge, è evidente, dicevo, che in ogni settore della vita sociale la chiave di lettura degli eventi tramite il criterio anche di genere maschile è diventata indispensabile pena l’assoluta incomprensione della realtà sociale e una sostanziale gravissima consapevole opera di mistificazione da parte delle agenzie di informazione.
    La condizione maschile è talmente drammatica che ormai si impone una seria riflessione sulla Questione Maschile. Cesare

    Comment by cesare — July 29, 2011 @ 3:35 pm

  3. Non perdonerò mai ai Radicali (nelle persone di Rita Bernardini e D’Elia) l’essere andati a trovare gli stupratori di Guidonia pestati dai Carabinieri.

    Comment by Daniele YLH — November 2, 2011 @ 6:49 pm

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