July 30, 2011

COSA RESTA DEL PADRE?

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 7:46 pm

COSA RESTA DEL PADRE?
La paternità nell’epoca ipermoderna
Massimo Recalcati (Raffaello Cortina editore. 2011)

A cura di Armando Ermini

L’epoca ipermoderna, scrive Recalcati, è caratterizzata dal tramonto e dall’evaporazione del padre. Sembra non valere più la sua Legge, l’interdizione dell’incesto e la castrazione simbolica del figlio (quella che Claudio Risè chiama la ferita inferta dal padre, necessaria per staccarlo dalla simbiosi mortifera con la madre ed aprirlo alla vita sociale e adulta). Il padre è colui che pronuncia due distinti moniti che interdicono il reciproco desiderio incestuoso fra madre e bambino. A lei dice: “Non puoi divorare il tuo frutto” , mentre a lui: “Non puoi ritornare da dove sei venuto”.
La condizione strutturale per accedere al desiderio implica un divieto di accedere al godimento assoluto della Cosa materna (pag. 55), e quindi la la Legge si configura non come pura interdizione ma come dono della facoltà del desiderio (pag. 56).
In mancanza della Legge paterna, del suo limite, non può esistere neanche desiderio autentico, ma solo la tendenza ad un godimento immediato, caotico, smarrito, assoluto, privo di ancoraggi simbolici e di carattere, appunto, incestuoso.
E’ questa la condizione dell’ipermodernità, dove si realizza la “paradossale” convergenza fra la contestazione giovanile antipatriarcale (antipaterna) e l’affermarsi del discorso del capitalista, che sfrutta la convinzione che il soggetto sia libero, senza limiti, senza vincoli, agitato solo dalla sua volontà di godimento, per illuderlo di poter trovare soddisfazione nel consumo avido di oggetti, quando in realtà, “liberato” dal limite imposto dalla Legge e perciò dal desiderio autentico, ciò che lo spinge è la ricerca della Cosa assoluta del godimento (l’incesto materno).
Se in passato la Legge si faceva discendere direttamente da Dio, e il padre traeva la sua autorità dall’esserne il rappresentante in terra, oggi quel tempo, sostiene Recalcati, è definitivamente alle nostre spalle e la psicanalisi ha dato il suo contributo per denunciare le aberrazioni ideologico-moralistiche di quelle versioni della Legge, per tali intendendosi la sua cristallizzazione in norme burocratiche, anonime, fredde e repressive, ovvero non aperte a ciò che abbiamo già definito il dono della facoltà del desiderio. D’altra parte però, (more…)

July 22, 2011

Le carceri, una questione di genere.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:43 pm

di Armando Ermini

Emydio de Barros 32,2 x 48,5 cm óleo sobre papel 1970 Sovraffolamento, suicidi, pestaggi, umiliazioni. Questa sembra sia la situazione delle carceri italiane fra l’indifferenza generalizzata con l’unica eccezione, in questo caso lodevole, dei radicali e di Marco Pannella. E i carcerati, si sa, sono in massima parte maschi, e molti di loro emarginati. (more…)

July 17, 2011

Giovanni Lindo Ferretti in concerto

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 9:48 am

GL Ferretti A Venaria c’è questo posto grandioso che è la Reggia, una vecchia residenza dei reali sabaudi rimessa a nuovo, e alle 22 di mercoledì 13 luglio Giovanni Lindo Ferretti iniziava il suo concerto. Sul palco si sono posizionati due musicisti, uno alla chitarra l’altro al violino, Ferretti si è messo al centro un po’ indietro, per terra un bel bicchiere di vino rosso per ciascuno. Ha cantato tutto il tempo fino a mezzanotte, un sacco di brani, con le mani in tasca, maglietta bianca sotto la camicia color verde sporco, diritto sulla sua spina dorsale. Solo una volta si è avvicinato a salutare il pubblico e quando alla fine se ne sono andati tutti e tre con la sigaretta in bocca, ha allungato appena il braccio con un bel sorriso …”Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è”.
La musica è stata un crescendo e forse un percorso a ritroso (more…)

July 14, 2011

Cose selvatiche

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 7:09 pm

di Davide Giandrini

Con le braccia aperte al cielo. I profumi vanno respirati. Te Deum. Con voce intima e furore di fuoco. Vanno respirati con gli occhi della tigre e il cashmere sulle spalle. Ecco come vanno respirati. Che l’amore non gioca col calcolo. Gira le spalle. L’amore al calcolo. E le cose vanno come fiume. Non conosce prigione l’amore. Piange, tutto qui. Non li risparmiare gli abbracci mai. Qui, tra le rose e la croce, è la matematica, finalmente, l’espulso. Tra le rose e la croce, male che vada si piange, tutto qui. Che il roditore rimane fuori a pensare. A rimestare. A ragionare. E soppesare. Il roditore è sempre inchinato al calcolo. Come una troia da marciapiede. Venduto come essere del gruppo. Che io sono io e nessun altro. Non ho bisogno di latte grazie.

Non l’ha mica ordinato il dottore l’ordine. L’ordine non è un ordine. Non è in fila con altri. E non appartiene. E quando il lenzuolo sale e scende danzando il gioco degli amanti. Lui appassionato è lì. In preghiera. Tra corpi sudati e sperdutezza. Tra gemiti e pance appiccicose. E lì. Presente. Diventa altro l’ordine subito dopo. E poi ancora. Si muove che non gli stai dietro. Non c’è niente da inseguire. E nessuno da seguire. Che l’ aquila che non ha memoria. Ci si culla dentro. All’aria.

E’ il risparmio la catastrofe. E’ tutta quest’acqua sul fuoco. La catastrofe. Tutto queste parole sul silenzio. Questo brodino del coro. La catastrofe. Questi bimbetti incravattati. Lamentosi.

Con le braccia aperte al cielo. I profumi vanno respirati. Che il quadrato è come il quattro. Mi prostro ai tuo piedi Padre. Rendendomi morbido per come sò fare. Ti offro il mio cuore Padre. Tutto. Fanne roba da gigante.

July 11, 2011

Kills more than the word

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile - Administrator @ 3:42 pm

Scrive Sofri su Il Foglio di mercoledì 6 luglio 2011: “Io ho largamente ceduto a un pregiudizio favorevole alla signora Nafissatu Diallo nel noto caso DSK. Dunque ora devo riconoscerlo. Però penso che tutti quelli che sostennero dall’inizio la causa di DSK, e oggi si trovano ad aver avuto ragione, lo avessero fatto per il pregiudizio peggiore”.
Domanda: quale sarebbe il pregiudizio peggiore? che per far fuori umanamente un uomo basta la parola di una donna? non è forse vero e sotto gli occhi di tutti che l’accusa di stupro non appartiene più al diritto ma è semplicemente un linciaggio, una esecuzione sommaria e immediata in piazza, una damnatio memoriae? il rito collettivo della espiazione maschile? e l’ accusa di maltrattamenti e violenza è la via per risolvere a proprio vantaggio qualunque contenzioso, in particolare familiare (*)? Il maschio è il nuovo capro espiatorio (**), che sembra svolgere un ruolo decisivo nel contenere il male di vivere e ricompattare un consenso sempre più precario in Occidente, a prescindere assolutamente dalla colpa vera o inesistente. Un rito falsamente liberatorio, un atroce inganno, uno spettacolo in piazza, sulla piazza globale, a cui vengono chiamate ad assistere e partecipare masse impoverite, disorientate e manipolate, a cui si dà in pasto a scopo di divertimento, edificazione e intimidazione lo spettacolo della esecuzione pubblica e al rallenty di quella nuova costruzione politica, sociale e mediatica che è ” il maschio colpevole”. Di che cosa poi non importa: oggi lo si costruisce con l’ accusa di stupro, poi si vedrà, a seconda delle necessità della ragion politica. Intanto si fa spettacolo e lo si tiene in ginocchio. E si tiene il meccanismo ben oliato pronto per qualsiasi sostituzione di accusa. Il processo interessa a nessuno: sentenza e sanzione sono già state erogate all’atto dell’accusa. Pertanto può anche (more…)

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design