June 22, 2011

Cameron e l’altra metà del vero

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 12:40 pm

di Alberto Ferrari
I padri assenti vanno stigmatizzati, come guidatori ubriachi”. Lo ha detto ieri il premier inglese, David Cameron, aggiungendo che “i figli dei padri lontani sono più esposti al rischio di vivere in povertà, fallire a scuola, finire in carcere e restare senza lavoro”, e proponendo un riconoscimento fiscale alle coppie sposate. Finalmente un po’ di sana biopolitica, mi sono detto.
Il fautore della ‘Big Society’ ha però anche aggiunto che in caso di rottura tra coniugi i padri debbono sostenere “i figli finanziariamente ed emotivamente, stando con loro nei weekend, partecipando alla recita di Natale ed occupandosi della loro istruzione”. Eccoci.
Se le parole del leader conservatore sono a mio avviso condivisibili fino alla seconda citazione ed utilissimi ad aprire un dibattito sul padre assente, è la terza frase che svela il retropensiero del primo inquilino di Downing Street.
Accollando tutte le responsabilità, i doveri ed evidentemente anche le colpe al Signor Padre, Cameron ha omaggiato il pensiero comune ed il politicamente corretto, ma non ha certo detto che una parte della verità. In tutto questo, dove sta infatti l’altra metà del cielo? Perchè non riconoscere che la crisi dell’istituto familiare, come ha ricordato anche ieri il papa dalla stupenda Rocca del Titano a San Marino, riguarda “la diffusa fragilità” di entrambi i coniugi, insomma una crisi dell’umano che è anche crisi del femminile e della sua specificità? Ben venga ogni misura a sostegno delle famiglie regolari (sarebbe ora anche in Italia, tra l’altro, dove tutti i politici si riempiono la bocca con assegni familiari mai elargiti a nessuno); ma accreditare ulteriormente l’idea che il maschio sia l’imputato numero uno nonchè unico per ogni problema della società mi pare esercizio sin troppo facile e scontato.
Non a caso a quanto pare le associazioni inglesi dei padri separati hanno contestato il primo ministro; non a caso sul Corriere della Sera di oggi il giornalista e scrittore Paolo di Stefano ricorda il saggio di Luigi Zoja, Il gesto di Ettore, dove il padre Geppetto, onesto ma troppo mite, si sostituisce al padre Re Lear, ed è destinato ad essere abbandonato dal figlio Pinocchio - che preferirà seguire il ‘cattivo’ Lucignolo, presenza infida ma autorevole.
Dobbiamo essere sempre e solo noi a ricordare che il padre chioccia lascia solo una scia di bava dietro di sè?

__._,_.___

4 Comments »

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  1. Il Cameron-pensiero non si discosta dall’andazzo corrente. E’ già un progresso, bontà sua, quando ammette che la presenza del padre è fondamentale per i figli (e di fronte alle statistiche non si potrebbe fare altrimenti, almeno se si ha un minimo di onestà intellettuale), ma cade pesantemente in contraddizione quando non si accorge che l’assenza crescente del padre non è causata dalla sua innata “cattiveria” (ed è ovvio che padri assenti ci sono sempre stati e ci saranno), ma che è la società col suo modo di strutturare la vita e il lavoro, e con le sue stesse leggi che la favoriscono quando non la promuovono direttamente. Si è predicato per molti decenni che il padre è inutile nella migliore delle ipotesi, un padrone cattivo nella peggiore, si sono fatte leggi per espellerlo dalla famiglia e fargli capire che tanto non conta nulla se non per i soldi che porta, e poi ci si meraviglia che non faccia il padre e lo si colpevolizza oltre il lecito contemporaneamente assolvendo in tutto colei a cui è stato “affidato” , in mille modi diretti e indiretti, proprio il compito di farlo fuori. E meno male che Cameron è un conservatore (ma di cosa?). Figuriamoci i progressisiti. Tanta è la strda ancora da fare per, almeno, offrire una rappresentazione più veritiera della realtà.
    armando

    Comment by Administrator — June 30, 2011 @ 5:49 pm

  2. Sul tema segnalo anche questo articolo
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/9361
    armando

    Comment by Administrator — June 30, 2011 @ 5:54 pm

  3. io sto creando un movimento civico a Milano che va nella direzione in cui è andato Cameron, ma voglio di più: la riduzione drastica del numero degli amministratori pubblici. Sto organizzando una manifestazione pro-children per chiedere agevolazioni e contributi in favore dei bambini e del tempo che i genitori DEVONO passare con loro. La famiglia va difesa. E penso di aver elaborato una teoria che smonta la cultura anti-famiglia, che si radica non nelle persone sensibili, ma in quelle che scelgono in fretta il politico per cui tifare, come “adolescenti”. Chi vuole può contattarmi al 3358243045, mi chiamo Federico, vivo a Milano e ho anche abbastanza esperienza di politica, di impegno civico e soprattutto di come canalizzare quelle forze che scorrono nella società, ma fanno un pò fatica ad aggregarsi!!! ;)

    Comment by freddy78 — June 30, 2011 @ 10:17 pm

  4. Freddy, la tua iniziativa mi sembra benemerita. Se vuoi parlarcene, e parlarci anche della tua teoria, ci farai cosa gradita.
    Personalmente sono altrettanto convinto di te della necessità che i genitori debbano passare più tempo coi figli, non per gratificare se stessi ma per i loro bisogni educativi. Da questo punto di vista i tanto decantati permessi di paternità mi sembrano una grandissima truffa.
    Sono concepiti non nell’interesse dei bambini ma nell’ottica delle pari opportunità fra genitori, in sostanza per spingere il padre ad occuparsi materialmente dei figli piccoli con lo scopo di liberare tempo alla madre affinchè possa meglio dedicarsi al lavoro. I permessi di paternità li renderei OBBLIGATORI a partire, chessò, dai sei anni in sù fino all’età dell’adolescenza. E’ allora che i figli hanno necessità assoluta del padre, più della madre. Mentre il bisogno è rovesciato a favore della figura materna nei primissimi anni di vita. Una politica seria e non demagogica e dissimulatrice di altri scopi, dovrebbe impostare in questo modo il problema. Ma è troppo pretendere, purtroppo.
    armando

    Comment by Administrator — July 4, 2011 @ 7:51 pm

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