February 24, 2011

La dote

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 4:38 pm

Il progetto di legge per garantire almeno (dicesi almeno) il trenta per cento di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa e di quelle a partecipazione statale, prima firmataria la deputata del popolo della libertà, Lella Golfo, dopo l’approvazione bipartisan incassata alla Camera è ora al vaglio della commissione finanze al Senato. La proposta deve vedersela con la contrarietà di Confindustria, espressa direttamente dalla presidente Marcegaglia, oltre a quella dell’Associazione Bancaria Italiana e dell’ Ania, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici. Ancora per poco, poi sarà promulgata. Non dobbiamo forse restituire centralità al merito per reggere la sfida globale? E non sono forse i giovani meritevoli il nostro futuro? Dunque avremo almeno il trenta per cento dei posti nei CdA riservati alle donne. I tempi cambiano e il progresso inarrestabile: come si dirà? le donne nascono sedute su una quota, intanto di posti in CdA. In tal senso premono deputatesse, deputati, persino le dirigenti dell’Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti di azienda, che raccoglie millecinquecento donne dirigenti d’azienda di ben cinquemila aziende. Finite dirigenti non per meriti ma perché di sesso femminile? Non credo proprio, come le donne che conosco e che si sono conquistate per merito il successo professionale e che invece si vergognano di questa legge: i mezzi distruggono i fini. Quando si tratta di rinnovare l’istituto della dote, in parlamento, padri, zii e fratelli, mariti, amanti, contrapposti su tutto, creano un formidabile flusso trasversale. Una corrente del Golfo vera e propria, calda e inarrestabile che fa fiorire le coste della casta: perché non le case ad affitti “confortevoli” del Pio Albergo Trivulzio? e perché non le assunzioni per via diretta all’ATAC o all’AMA di Roma? e perché in RAI non ci dovrebbe essere la più ampia raccolta di cognomi di politici a ricordare la Storia politica recente d’Italia? Infatti le “quote azzurro-rosa fai da te” sono già in vigore. E’ qui che la lungimiranza dei nostri politici è al di là di ogni possibile critica: dalle “quote azzurro-rosa fai da te”, fuorilegge, alle “quote rosa per legge”. Finalmente! Era ed è promozione dei soggetti socialmente svantaggiati, e carta Costituzionale alla mano nientedimeno. Qualche giornalista incarognito non le chiama “quote rosa”, ma ancora per poco: chi potrà più contestare i bivacchi familistici dei politici, organizzati questa volta nientedimeno che in nome delle “quote rosa per legge” nei CdA delle aziende italiane e ovunque? E qualcuno pensa che freneranno le “quote rosa fai da te”? anzi, saranno norma e dilagheranno. E dopotutto ai nostri leoni della casta italiana ormai scarseggiano le verdi praterie e pertanto si industriano ora a trovarne per le loro leonesse. Che sono più interessanti. E poi, a dirla proprio tutta, a questi leoni è più difficile trovare il coraggio di dir di no alle leonesse che a quelli sul tipo di Mirafiori: a loro le quote di produzione o disoccupazione, zitti e filare. Per questo è in nome del genere femminile che, ore rotundo, si urla. E i giovani? I giovani, magari con laurea, specializzazione e supermaster, ai quali, se va loro proprio bene, trovano dopo anni di disoccupazione uno stage di qualche mese, hanno anche loro le loro quote di privilegio: i buoni pasto della mensa aziendale come retribuzione mensile; il treno e il tram per recarsi al lavoro invece sono a carico. Ma sono buoni e bravi ragazzi: a ben guardare, dopo un po’ di casino, si accontentano di predichine postprandiali, compunte e lacrimose, elargite sui media. E chissenefrega delle aziende costruite col sudore e col sangue e la virtù dei padri! I successori, in politica, le hanno ereditate senza alcuna fatica, tanto più se nulla hanno fatto per farle nascere ed avviarle e affermarle. E si sa che spesso chi eredita il frutto del lavoro altrui, nutre ostilità per le testimonianze del valore dei padri : semmai sono bravissimi a mangiarsele, e appunto le considerano poco o nulla. Roba da dar via insomma, a quotate, con assoluta indifferenza; però con calcolo. E qualche consunto straccio ideologico ben sventolato, viene in soccorso a giustificare il sacco e l’invidia verso i fondatori e il disprezzo per il merito: dopotutto questi maschi non erano e non sono forse una banda di oppressori del genere femminile? Quelle povere donne che in casa dietro le inferriate ben munite guardavano piangendo fratelli e padri andare a divertirsi su lavoro. E si sa: troppo divertimento fa male, ci si ammala e e si crepa prima. In ogni caso la dote esce dalla porta, ma rientra dalla finestra.
Cesare

February 23, 2011

Il voto di Penelope

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 8:45 pm

Itaca è lontana, geograficamente, relativamente a questa vicenda anche storicamente. Si perde nel mito, tra le labbra dei padri Achei che la raccontano ai figli mentre li addestrano al valore delle armi.
Itaca è vicina, qui nelle terre basse, pochi decenni fa. Un uomo parte per la guerra. La moglie lo attende. Settimane, mesi, anni. Non sa più nulla di lui, non giungono notizie tra i campanili e i filari ordinati dei pioppi. La moglie fa un voto al Padre. Lo prega di fare in modo che il marito torni, in qualsiasi condizione, pur che torni. Anche ferito, zoppo, cieco, invalido. Pur che torni. L’uomo che ama, che ha sposato, a cui si è promessa per sempre. Fa voto di povertà. Non possiederà nulla, addirittura rinuncerà per tutta la vita ad usare belletti e trucchi, ad indossare orecchini e collane, a fare sfoggio di abiti eleganti. L’uomo è tornato. Penelope lo ha voluto e saputo attendere.
Paolo

February 20, 2011

Vecchioni, chiamami ancora amore

Filed under: Uncategorized, Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 12:29 pm

Roberto, ti seguo da sempre. Da “Il re non di diverte”. Non posso scordare “Figlia”, “Velasquez” “Per un vecchio bambino”, “Laura”, “Sergio”… ecc. ecc. Tutte canzoni che ogni tanto suono e canto. Ci incontrammo addirittura, negli anni settanta, durante un festa popolare… Come non passa il tempo…
Sono molto contento che hai vinto Sanremo. Mi va anche bene che dici che delle donne siano migliori di certi uomini (come negarlo? e come negare il contario?”).
Solo ti chiedo, per te, per noi: Non scordarti di “Milady”.
E a noi che ti seguiamo: chiamaci ancora amore
Marco

February 9, 2011

Lettera aperta ai maschi italiani

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile, Il Selvatico - Administrator @ 7:36 pm


Caro fratello maschio,
ci sono buone probabilità che il giorno 13 febbraio 2011tua moglie, la tua convivente, fidanzata o compagna partecipi ad una annunciata manifestazione nazionale.
Cosa che evidentemente ha tutta la libertà e il diritto di fare. Ça va sans dire!
Bene! Perché non approfittare di questa opportunità inattesa per organizzare qualcosa con i tuoi amici e colleghi? Qualcosa di esclusivamente maschile. Una escursione in montagna, con tanto di pranzo al sacco e pernottamento in rifugio o meglio ancora in un bivacco; un’uscita in barca con corollario di pesce, vin bianco, sigaro e chiacchiere; una emozionante discesa in grotta, giù nel ventre della terra, coi silenzi tipici che la caratterizzano… Ma anche una semplice partita di calcio, con doccia interminabile e col terzo tempo che così spontaneamente e goderecciamente slitta nel quarto e nel quinto… I più spirituali potrebbero pensare ad un incontro di riflessione e confronto in un convento, ad esempio.
Insomma quello che normalmente i maschi fanno quando sono fra loro.
Poi, dopo questa giornata di rinvigorente condivisione maschile, potrai tornare con maggior energia e forza alla tua vita familiare e di coppia, che senz’altro ne trarrà beneficio.
Ah… Può darsi che la tua moglie/fidanzata/compagna torni non troppo serena dal raduno, dove, probabilmente, avrà urlato per ore terribili slogan contro i maschi…
Tu vedi di essere paziente ed aiutarla per quel che puoi.
Falle intendere con ferma dolcezza che hai capito quella sua richiesta di autonomia – sì,è vero, senza prenderla poi così sul serio - ma che non per questo l’hai abbandonata a sé stessa, così come, allo stesso modo, tu non ti sei sentito abbandonato. Confermale che il tuo sguardo responsabile, libero e desiderante è ancora su di lei, e che ancora e ancora le garantirai la tua attenzione, il tuo amore, la tua autorevole e amorevole presenza.
Dille che ti dissoci da tutti e tutte coloro che la tradiscono, considerandola come un Panda capriccioso e incapace, e che la apprezzi per quel che è, per quel che fa e per quello che riuscite a costruire insieme.
Poi prenota con lei un week end che combini cultura e relax… un agriturismo nei pressi di una città d’arte, un centro benessere… fai decidere a lei, e ne sarete contenti entrambi.
Infine, pienamente… godetevela!

I Maschi Selvatici. Associazione culturale (www.maschiselvatici.it)

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