January 28, 2011

Memoria e rimozione

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 12:34 pm

Mercoledì 29 gennaio, alla sera, ho seguito il programma “Ausmerzen, vite indegne di essere vissute” di Marco Paolini su La 7. E’ la memoria documentata del progetto Aktion T4, l’eliminazione dei “mangiatori a sbafo”, alias gli “inutili”, ovvero i disabili, i malati di mente e i bambini non “recuperabili”. E comunque di quelli fuori dei parametri economici e sanitari delineati dalle commissioni di scienziati all’opera su direttive politiche a “difesa” della salute e della prosperità del popolo tedesco. I luminari progressisti della psichiatria e della medicina usciti dalle università tedesche nei primi decenni del novecento, si sono messi solerti al lavoro per liberare gli inutili dalla loro vita “indegna di essere vissuta”. Paolini parla della percezione di normalità che questi fatti suscitavano nei medici di famiglia e nelle brave persone dei paesi sul cui territorio sorgevano questi “ospedali” cui venivano portati, in corriere dai vetri oscurati, da tutta la Germania, quelli che dovevano essere sottoposti al “trattamento”. La gente li vedeva entrare a migliaia ma non li vedeva uscire. Vedeva il fumo nero dei camini dei forni crematori: dopo qualche domanda e perplessità, pensava in bene, si abituava e taceva. Soltanto dopo ci sarebbero stati i campi di sterminio. Paolini parla, e, orrore dopo orrore, la memoria si ricrea. Ma a me viene in mente anche il presente: i seimilioni di concepiti “fuori parametro” psicologico od economico o altro che sia, che sono stati per questo eliminati in Italia e i centri di eliminazione presenti in ogni nostro ospedale e, nei più moderni, anche i forni crematori, dove il “materiale biologico” viene bruciato. Anche noi oggi abbiamo i nostri “fuori parametro” e se ci pensiamo, non possiamo non vederli entrare a centinaia di migliaia ogni anno nei nostri ospedali e non uscirne se non in fumo. E anche noi brave persone abbiamo i nostri buonissimi motivi perché l’eliminazione di questi “non-utili” abbiamo a percepirla come normale. Anzi, più che normale: un diritto sancito per legge. I supporti tipici della rimozione: l’abitudine e la legittimazione dell’ordine costituito. Riusciremo ad avere memoria anche di loro?
Cesare

2 Comments »

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  1. Ho visto anche io quella trasmissione. Ciò che ha raccontato Paolini, i suoi accenni al fatto che l’eugenetica non è affatto stata inventata dal nazismo, che semmai l’ha “perfezionata” con la crudeltà e “scientificità note”, ma dalla scienza così detta “progressista” e attuata da paesi e governi sempre “progressisti” come la Svezia socialdemocratica e gli USA sotto la pressione di grandi Fondazioni “umanitarie” (Rockfeller) di cui furono protagoniste anche alcune femministe “d’antan” come Margaret Sanger, tutto questo poteva essere l’occasione per una riflessione sull’oggi. Ma così non è stato a causa della conduzione di Gad Lerner, il quale, appena si è profilato all’orizzonte il tema più importante, ha stoppato prima e poi deviata la discussione post-spettacolo su questioni come il taglio agli insegnanti di sostegno, che certo sono anch’esse importanti ma che non centrano assolutamente il punto focale, che è così rimasto sullo sfondo. Di più, la conduzione del dibattito è stata tale da fare emergere l’esistenza di un ritorno a concezioni assonanti col nazismo proprio nei tagli di cui dicevo prima (quindi attribuibili al governo), quando invece il problema è ben altro.
    L’eugenetica dei tempi attuali non è “statale”, non è costrittiva, non è diretta alla purezza della razza. E’ “democratica” nel senso che ciascun individuo sceglie “liberamente” di far o non fare nascere un bambino malformato in nome della sua “felicità”, oppure di far morire un demente o un malato gravissimo come Eluana Englaro perchè la sua vita “non è degna” di essere vissuta in funzione di indeterminati parametri socialmente accettabili. Nei tempi attuali l’eugenetica è anche la scelta di far vivere l’embrione più “sano” e eliminare l’embrione sfavorito nelle tecniche di fecondazione assistita. Come ricorda il biologo J. Testart nel suo libro “La vita in vendita”, ogni discriminazione postiva ne implica una negativa. E chi potrebbe biasimare quel genitore che posto di fronte ad una simile alternativa, scegliesse l’embrione sano? Nessuno, ovviamente. Eppure sempre di eugenetica si tratta. E, come invece ventilava Lerner, non si tratta in primo luogo di una questione economica di “costi” di quei malati o peggio potenziali tali. In primo luogo c’è l’ossessione per la perfezione. Nel nazismo perfezione della razza ariana, nei nostri tempi perfezione dei corpi e attraverso di essi, pudicamente taciuta, perfezione della specie umana. Sul nostro sito www.maschiselvatici.it nella sezione “Accade Oggi”, Bioetica, ci sono diversi articoli che trattano la questione e che invitiamo a leggere (in primo luogo quello dal titolo “Eugenetica” che riporta anche una serie di dichiarazioni di scienziati e politici “progressisti”).
    Ed è questo il vero punto focale. Allorchè vengono introdotti parametri che sono necessariamente sociali e quindi soggetti a cambiamenti, atti, si dice, a misurare la dignità di una vita e la sua supposta felicità, siamo un terreno scivoloso al termine del quale ci sarà ineluttabilmente l’eliminazione dei “non perfetti”. Non per obbligo di legge, ma per “obbligo sociale”, conformandosi a quei parametri che si avvertiranno culturalmente come “normali”. Tutta questa problematica, purtroppo, è rimasta completamente fuori dalla discussione, ripeto per responsabilità del conduttore. E con essa è rimasto fuori anche un altro tema scottante, quello della trasformazione della medicina prima da curativa a preventiva ed infine a predittiva, tale che il medico è portato oggi a consigliare di non far nascere un bambino potenzialmente destinato a soffrire di alcune malattie. Si tratta però di un rovesciamento della missione del medico e del giuramento di Ippocrate.
    Peccato, occasione colta solo a metà, con occhio più al passato che all’oggi. Quasi che il giusto orrore per quel passato terribile, sollevasse gli uomini d’oggi dal guardare la propria ombra per cullarsi nel pensiero consolatorio di essere esenti dal male.
    armando

    Comment by Administrator — January 28, 2011 @ 9:02 pm

  2. Bello Armando, da sottoscrivere in toto.
    Non c’è persona più -magari inconsapevolmente - pericolosa di quella che ti dice: lo faccio per il tuo bene
    Marco

    Comment by Marco — January 31, 2011 @ 2:47 pm

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