December 30, 2010

Smutandamenti e risarcimenti

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 11:50 pm

di Armando Ermini.
La notizia è del 28 dicembre. Una avvenente commessa romana era stata denunciata dalla madre di due adolescenti (12 e 14 anni) perchè, in topless sulla spiaggia, si spalmava la crema solare in modo ritenuto troppo sensuale e tale, a giudizio di quella madre, da turbare i due ragazzi. La ragazza, che si era rifiutata di aderire alla richiesta di ricoprirsi, non solo è stata assolta dal tribunale, ma a sua volta ha denunciato la donna ottenendo un lauto risarcimento di ben 25.000 euro. Non entro nel merito giudiziario della vicenda, che comunque indica mancanza di rispetto verso la sensibilità altrui, come se l’affermazione di un diritto non dovesse più trovare un limite nel diritto altrui. Il diritto a non vedere lesa la propria salute fisica, ad esempio dal fumo degli altri, è ormai ampiamente tutelato per legge. Non così, per i nostri giudici, quello di non essere “sollecitati” con gesti e immagini atte a turbare la psiche, ancora in formazione, di due giovani ragazzi. Non si tratta di moralismo sciocco, ma di rispetto. Ed anche del fatto che, ormai, esiste nei fatti un diritto femminile incondizionato di esibirsi. Combinato con quello di non essere guardate (si ricordi la sentenza di condanna a tre mesi di carcere per quel giovane monzese reo di aver guardato con insistenza fastidiosa una signora su un treno), ne risulta una situazione di assoluta asimmetria, tale che un maschio dovrebbe ormai, per evitare guai o turbamenti, camminare a testa bassa, col rischio pressocchè certo di essere considerato un povero timido sfigato.
Asimmetria che risulta ancor più clamorosa considerando anche un altro aspetto. Se una denuncia per un fatto tutto sommato banale vale 25.000 euro , quanto dovrebbe essere il risarcimento per un marito/padre accusato ingiustamente e strumentalmente di molestie verso i figli e poi assolto per non aver commesso il fatto come nell’80% dei casi? Vista la gravità dell’accusa, ben altrimenti devastante, 250.000 euro? Un milione? Non saprei, ma certamente molto, molto di più di quanto ha ottenuto quella commessa.
Nella realtà quel padre e marito non ottiene nulla, e nel frattempo rischia di vedere deteriorato per sempre il rapporto coi figli. I tecnici del diritto possono pure affannarsi a spiegare in mille modi, alla stregua di moderni “azzeccagarbugli”, perchè non si può procedere contro l’accusatrice, ma si tratterà sempre di giustificazioni formalistiche che non possono nascondere la sostanza della questione.
Che è quella di una “Giustizia” che sancisce l’ingiustizia. Ed è la dimostrazione di quanto oggi i padri vengono considerati da leggi e magistrati. Meno di una tetta al vento.

December 14, 2010

La politica che verrà

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 8:52 pm

Ho un sogno. I giovani non si interessano alla politica. I politici cambiano partito, a volte idee, ma invecchiano sul loro scranno, imperturbabili. Ho un sogno. Giovani che hanno una passione per la collettività, e che non accettano di entrare a fare parte dell’ingranaggio politico tradizionale. Allora vanno a scuola di politica, che poi è andare a scuola di vita. Immagino i loro maestri. Un giovane disoccupato e un disoccupato padre di famiglia, un operaio e un’operaia, una sarta, una cuoca, un pastore transumante, un falegname, un fabbro, un contadino, un artista, uno scalatore, un professore di greco e latino, un filosofo, un poeta, un imprenditore, un economista, un giurista, un missionario, un monaco benedettino.
Paolo

Quel tipo di maestri ci sono eccome. Se guardo nel luccichii dei consumi non li vedo. Se guardo nel bosco si.
Sembra anche che occorra, ormai, volerlo essere un maestro. Più che cercarlo.

Quello che è difficile trovare è un maestro che sia libero dal volermi conformare alla sua verità.
Questo Maestro, che ami più la Strada del discepolo dell’idea di verità che ha lui, soprattutto in occidente (impossibile forse nella religione organizzata) è prezioso come una perla.
Davide

December 12, 2010

Alla fermata del bus

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 9:57 pm

pozzanghera Questa mattina sono infreddolito e nervoso alla fermata dell’autobus, anche se non piove l’acqua scorre ovunque, anche lungo i tronchi degli alberi per via della neve caduta la sera prima. Tengo d’occhio l’incrocio per vedere se spunta il bus che deve portarmi in ufficio e nella mente seguo il filo dei miei pensieri. Dal flusso di auto un fuoristrada rallenta accosta e si ferma proprio davanti a me, centrando in pieno la pozzanghera che mi schizza l’acqua sui piedi. Dall’auto scende un tipo piuttosto anziano, cappello di lana e pompon in testa, barba non fatta, tuta da ginnastica e giubbotto. Saluta il suo accompagnatore e inizia a chiedermi se il 56 passa di lì, se è quello che va verso il centro, se è passato da poco… Non sono molto disposto ad ascoltarlo: perchè proprio io? ho perso il filo dei pensieri, poi l’acqua della pozzanghera… ma lui va avanti dicendo che per via dell’età ormai sta perdendo la memoria. Mi racconta che una volta era stato un grande, “io operavo” – dice - e tra me e me concludo che è stato un chirurgo, e infatti poi gli ho notato delle mani fini e belle, dalla pelle incredibilmente giovane, ma forse mi sbaglio. Ho perso il momento per chiederglielo. Ai suoi tempi aveva passato dei guai brutti sul lavoro e (more…)

December 10, 2010

Assange, Wikileaks e lo stupro. Di chi?

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 5:54 pm

di Armando Ermini

Non ho particolare simpatia per Julian Assange, anzi. Ritengo, ad esempio, che la sua opinione sugli attentati dell’11 settembre sia figlia di pregiudizi ideologici. Credo anche che Wikileaks sia tutt’altra cosa da un giornalismo d’inchiesta vero, meglio se supportato anche da documenti, che si proponga di svelare i retroscena opachi di accadimenti tragici. La diffusione indiscriminata di migliaia di documenti segreti o riservati, molti dei quali contengono pettegolezzi, si presta anche all’accusa di essere voluta per scopi incoffessabili da qualcuno ben più potente di Assange. In ogni caso è figlia di una pseudo cultura per la quale non debbano esistere “segreti” o aree di riservatezza, una concezione secondo cui tutto debba per forza essere illuminato a giorno. Non è così per i singoli, e sfido chiunque a sostenere di esprimere sempre liberamente, ad alta voce e in ogni ambiente, le sue opinioni sugli altri. Sarebbe la guerra puramente distruttiva di tutti contro tutti, e renderebbe impossibile qualsiasi relazione umana. A maggior ragione lo stesso criterio vale per i rapporti fra Stati (e fra Statisti).
Chiarito questo, ritengo anche, però, (more…)

L’aperitivo

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 8:29 am

Corso Indipendenza angolo Via Castel Morrone, Milano. L’aperitivo lo bevo lì.
Un ragazzo 42 enne colombiano prepara la migliore sangria di Milano.
Mi dice, tra un bicchiere e l’altro “mio padre stà morendo, non lo vedo da 7 anni”
Perchè? “storia lunga, ha lasciato mia madre, si è sposato con un altra donna, io poi sono venuto in Italia……………”

I suoi occhi sono quelli di un uomo commosso. Poche parole. Una lacrima. Piccola.
Quelli di un uomo robusto dalla storia dolorante, ma non misera.
Ha quattro figli. Tre mogli diverse. (cazzi suoi non mi hanno creato per giudicare)

Dico “mio padre è morto, mentre gli accarezzavo il viso, sei anni fa…..quanto vorrei rivederlo…..devi andare”
Non ho soldi, poi è un casino, donne, figli”
“vai a salutarlo. è importante. per lui. per te.”
Poche parole. Una lacrima. Piccola.

Passano cinque sei giorni, vado a bere una sangria (buonissima!!)
“Ho trovato un biglietto per il primo di gennaio mio padre non riesce più a parlare perché è pieno di morfina, spero di fare in tempo a vederlo vivo”

Davide

December 6, 2010

Il coraggio maschile

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 10:12 pm

Cade sui binari e viene salvato dal coraggio di un uomo.
clicca qui per vedere il video

video uomo salvato sui binari

December 3, 2010

La morte di Mario Monicelli

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 9:25 pm

di Armando Ermini
Di fronte ad un gesto estremo come il suicidio, il silenzio e il non giudizio sono gli atteggiamenti più appropriati, gli unici. Tutte le ipotesi sui motivi personali che hanno spinto Mario Monicelli a quella decisione sono irrilevanti, anzi appaiono come forzature, volontà di entrare nella più privata delle vicende e sfrucugliare nell’animo di un uomo che aveva vissuto, per quanto possiamo capire dall’esterno, una vita fortunata: un mestiere che lo appassionava, una famiglia e amici che ancora lo circondavano di affetto. L’unica cosa certa è che, per lui come per tutti i suicidi, la vita aveva perduto di senso, quali che ne fossero i motivi. Qui è d’obbligo fermarsi, ricordandolo per i suoi film alle volte allegri, altre tragici o malinconici come sempre è la vita e come sono gli esseri umani: coraggiosi e vigliacchi, meschini e improvvisamente capaci di gesti che da soli riscattano una esistenza intera, crudeli e teneri, beffardi e pietosi. Nessuna condanna moralistica, quindi, dell’uomo Monicelli, ma anche nessuna esaltazione del suo gesto o la sua strumentalizzazione. In genere i media hanno avuto, questa volta giustamente, molto pudore nel dare la notizia della sua morte, quasi nascondendo fra le pieghe dei servizi giornalistici che era stato un suicidio.
Ma anche in questo frangente non sono mancate le eccezioni. (more…)

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