Smutandamenti e risarcimenti
di Armando Ermini.
La notizia è del 28 dicembre. Una avvenente commessa romana era stata denunciata dalla madre di due adolescenti (12 e 14 anni) perchè, in topless sulla spiaggia, si spalmava la crema solare in modo ritenuto troppo sensuale e tale, a giudizio di quella madre, da turbare i due ragazzi. La ragazza, che si era rifiutata di aderire alla richiesta di ricoprirsi, non solo è stata assolta dal tribunale, ma a sua volta ha denunciato la donna ottenendo un lauto risarcimento di ben 25.000 euro. Non entro nel merito giudiziario della vicenda, che comunque indica mancanza di rispetto verso la sensibilità altrui, come se l’affermazione di un diritto non dovesse più trovare un limite nel diritto altrui. Il diritto a non vedere lesa la propria salute fisica, ad esempio dal fumo degli altri, è ormai ampiamente tutelato per legge. Non così, per i nostri giudici, quello di non essere “sollecitati” con gesti e immagini atte a turbare la psiche, ancora in formazione, di due giovani ragazzi. Non si tratta di moralismo sciocco, ma di rispetto. Ed anche del fatto che, ormai, esiste nei fatti un diritto femminile incondizionato di esibirsi. Combinato con quello di non essere guardate (si ricordi la sentenza di condanna a tre mesi di carcere per quel giovane monzese reo di aver guardato con insistenza fastidiosa una signora su un treno), ne risulta una situazione di assoluta asimmetria, tale che un maschio dovrebbe ormai, per evitare guai o turbamenti, camminare a testa bassa, col rischio pressocchè certo di essere considerato un povero timido sfigato.
Asimmetria che risulta ancor più clamorosa considerando anche un altro aspetto. Se una denuncia per un fatto tutto sommato banale vale 25.000 euro , quanto dovrebbe essere il risarcimento per un marito/padre accusato ingiustamente e strumentalmente di molestie verso i figli e poi assolto per non aver commesso il fatto come nell’80% dei casi? Vista la gravità dell’accusa, ben altrimenti devastante, 250.000 euro? Un milione? Non saprei, ma certamente molto, molto di più di quanto ha ottenuto quella commessa.
Nella realtà quel padre e marito non ottiene nulla, e nel frattempo rischia di vedere deteriorato per sempre il rapporto coi figli. I tecnici del diritto possono pure affannarsi a spiegare in mille modi, alla stregua di moderni “azzeccagarbugli”, perchè non si può procedere contro l’accusatrice, ma si tratterà sempre di giustificazioni formalistiche che non possono nascondere la sostanza della questione.
Che è quella di una “Giustizia” che sancisce l’ingiustizia. Ed è la dimostrazione di quanto oggi i padri vengono considerati da leggi e magistrati. Meno di una tetta al vento.
Questa mattina sono infreddolito e nervoso alla fermata dell’autobus, anche se non piove l’acqua scorre ovunque, anche lungo i tronchi degli alberi per via della neve caduta la sera prima. Tengo d’occhio l’incrocio per vedere se spunta il bus che deve portarmi in ufficio e nella mente seguo il filo dei miei pensieri. Dal flusso di auto un fuoristrada rallenta accosta e si ferma proprio davanti a me, centrando in pieno la pozzanghera che mi schizza l’acqua sui piedi. Dall’auto scende un tipo piuttosto anziano, cappello di lana e pompon in testa, barba non fatta, tuta da ginnastica e giubbotto. Saluta il suo accompagnatore e inizia a chiedermi se il 56 passa di lì, se è quello che va verso il centro, se è passato da poco… Non sono molto disposto ad ascoltarlo: perchè proprio io? ho perso il filo dei pensieri, poi l’acqua della pozzanghera… ma lui va avanti dicendo che per via dell’età ormai sta perdendo la memoria. Mi racconta che una volta era stato un grande, “io operavo” – dice - e tra me e me concludo che è stato un chirurgo, e infatti poi gli ho notato delle mani fini e belle, dalla pelle incredibilmente giovane, ma forse mi sbaglio. Ho perso il momento per chiederglielo. Ai suoi tempi aveva passato dei guai brutti sul lavoro e















