November 22, 2010

Deo Duce, Ferro Comite: il Senso del Ferro, e l’Oro regale.

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 9:45 pm

Proseguiamo nella pubblicazione di alcuni articoli dell’amico Daniele tratti dal suo blog.
(Anticocodice)

Un motto di non so quale armigero stemma dice: “Deo Duce, Ferro Comite”: Dio come Guida, il Ferro come compagno. Sappiamo bene che il Ferro, le armi, il sapore del cuoio e del metallo, del Bosco, della pietra del castello, fan parte del sapore della vita del Cavaliere. E per una legge di rispondenze universali, tutto ciò che è ferreo è in qualche modo legato a Marte e allo Yang. Basti pensare che il Ferro conferisce il colore rosso al Sangue, come rosso è Marte, come rossa è la mia stella Antares, appunto “Simile a Marte”, “Pari a Marte”. Il simbolo del Ferro nell’Alchimia è proprio il glifo di Marte. Tant’è che il Ferro, inoltre, è proprio simile alla natura dell’uomo, della mascolinità: infatti, quando mi imbatto nei soliti luoghi comuni sulla forza delle donne, le solite polemiche trite e ritrite in cui qualcuno sostiene che la donna è il vero sesso forte, amo enunciare il principio per cui:
L’Uomo è come il Ferro, la Donna è come il Vetro: il vetro regge sforzi prolungati, ma un colpo deciso lo frantuma; se ferisce, facile che si spezzi nel farlo (le donne quando si arrabbiano si arrabbiano anche perché costrette ad arrabbiarsi). Il Ferro invece è duro, squarcia e protegge, ma lo logorano cose apparentemente stupide come l’umidità, o gli sforzi prolungati. Per questo motivo, dico io, le donne partoriscono e noi uomini temiamo le convalescenze ma pure facciamo gli eroi e gli smargiassi: è la nostra “metallurgia psichica”. Noi siamo eroi di sfida, le donne sono eroine di resistenza.
E anche per queste affinità cosmiche, ci piacciono tutte le cose genericamente ferrose: le armi, le automobili, la meccanica, le corazze, la forgia…. Ma è anche dono del Cielo: il ferro meteorico è l’arma che gli Dei donano all’Uomo: la radice sider designa sia le Stelle (siderale) che il Ferro (siderurgico). In “Conan” l’Acciaio è proprio il dono di Crom, che gli Dei hanno lasciato sulla Terra. Altra nota importante è che l’Acciaio è Ferro e Carbonio insieme: come dire Ferro e Diamante: troppo carbonio lo rende fragile ghisa, ma la giusta quantità lo rende acciaio, lucente ed elastico, proprio come la nobiltà d’animo e l’Onore, se non è fragile superbia, rendono l’eroe splendido: “lucente” ed elastico oltre che forte. Diventa quindi amico del Ferro, entra nella “Fratellanza del Ferro”, e Marte, che è la Spada ma anche l’Aratro che mette incinta la Terra, Padre Guerriero ma anche Fallo Generatore di Vita, ti farà scuola.

Ma altro metallo regale e solare è l’Oro: il simbolo del Sole (il punto cerchiato) e quello di Marte (il cerchio con la freccia) sono perfettamente sovrapponibili e integrabili. In un mito moderno, Iron Man (che è la versione tecnologica di un paladino in armatura, interpretato da un attore nato sotto l’Angelo dei Soldati e del Ferro) si attesta che l’armatura di Iron Man è di Titanio e Oro. Cosa sono Titanio e Oro? Sono due metalli curiosi, studiamoli:

° il Ferro citato nel nome “IronMan” è il metallo di Marte e il Dono Celeste, abbiamo visto;

° il Titanio è un metallo durissimo, leggero, elastico e resiliente, ossia puoi piegarlo quanto vuoi, se ci riesci, ma lasciato torna sempre come prima;

° l’Oro è il metallo solare e regale (in Mesopotamia il valore economico dell’Oro e dell’Argento era commisurato alla proporzione fra anno Solare e Mese Lunare, ossia 365:28). Resiste agli acidi, è bello e duttile: quindi non è duro, è facilmente fondibile, ma è invulnerabile all’acido. Se spargessi acido su un tesoro mezzo vero e mezzo fasullo, resterebbe solo il vero oro! E’ come il cuore nobile, amante e alieno alla cattiveria di un vero Re.

Quindi, prendiamo bene questi esempi: coltiviamo in noi l’Oro, il Ferro, il Titanio, l’Acciaio: facciamoci insegnare dalla Natura a essere Uomini.

November 20, 2010

Vieni via con me?

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 10:50 am

Il seguente articolo di Cesare non è firmato a nome dei Maschi Selvatici solo perchè fa generosamente riferimento a un doloroso momento della sua vita privata. Facciamo però interamente nostri i suoi contenuti e la passione con cui sono espressi.
I Maschi selvatici

Nella trasmissione “ Vieni via con me”, il Fazio eutanasico e la sua compagnia della “buona” morte, offende in modo pesantissimo anche me, e la mia famiglia, come i tantissimi che si sono raccolti intorno al familiare malato per decenni, magari per una vita intera. Facilissimo sarebbe stato per noi familiari consentire per pietà alla disperazione di nostro padre, per cui invocava la morte. Al prezzo della sua vita, che lui stesso rifiutava, secondo questi tragici personaggi da passerella a “Vieni via con me”, avremmo salvato la nostra, perdendola irrimediabilmente e per sempre. Invece abbiamo combattuto il muro della sua disperazione riaprendo a lui giornate bellissime di speranza, di serenità e di gioia. E a noi, che non ci siamo arresi al suo dolore che sembrava senza fondo, nostro padre ci ha donato in cambio una invincibile serenità, l’intuizione di che cosa è la gioia, una insopprimibile gratitudine. E’ nella lotta a fianco di questi sofferenti che si scopre che la vita è un dono straordinario, e che la gioia di questo dono è per sempre. Sono questi sofferenti che misteriosamente hanno la chiave della felicità per chi li difende e sostiene. Il popolo Italiano questo mistero lo conosce per esperienza personale e diretta nella sua grande e dolorosa Storia. Per questo ritengo che Fazio offenda anche il popolo italiano, come lo offende Fini, come lo offende il papà di Eluana e tutta la compagnia della “buona” morte. Sono l’incarnazione di quel maschile che è perduto alla maschilità, alla sua potenza vitale, alla fedeltà fino in fondo al cuore maschile che custodisce la passione l’impegno e la difesa della vita. Sono perduti all’anima del popolo cui appartengono e di cui si propongono come guide. Sono gli stessi uomini che per “amore” delle donne esaltano come diritto la loro scelta di dare la morte al figlio che hanno nel ventre. Questi sono uomini che hanno parole di morte proprio là dove è la sorgente della vita. Espressione di una cultura alienata e terribile.
Cesare

November 18, 2010

Brescia? Brescia!

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 5:58 pm

Brescia è città il cui nome è anche simbolo di carità e solidarietà efficace e industriosa: ovunque nel mondo ci sia dolore e fatica per le condizioni di vita avverse, lì ci sono Bresciani a dare con la propria vita un aiuto decisivo. Nel silenzio più totale dei media. Nella storia di Brescia si susseguono generazioni di uomini e donne, laici e cristiani, che hanno dato vita a opere e organizzazioni di aiuto al prossimo. Oggi ogni cittadino di Brescia è di fatto erede della straordinaria ricchezza di questa tradizione ed è riconosciuto ovunque come appartenente ad una popolazione intraprendente, aperta e generosa: il Bresciano che viaggia, e soprattutto nei paesi emergenti dal sottosviluppo, esperimenta ad ogni incontro personale, l’orgoglio di appartenere ad una città di tradizione così grande e nobile. A due passi dalla chiesa di S. Faustino e Giovita, dalla gru del cantiere della metropolitana su cui lavoratori migranti si erano da settimane issati per chiedere di veder regolarizzata la loro posizione, lunedì 16 novembre, alle 21, a seguito di una intesa con le autorità competenti, i migranti sono scesi a terra. Fiduciosi nel cuore solidale dei Bresciani. Sono nostri fratelli, migranti come lo erano i nostri migranti, e fratelli come lo sono coloro ai quali i Bresciani nel mondo, spesso rischiando la vita per il contesto ostile, prestano aiuto nel loro paese. Bresciani che con la loro opera onorano i propri concittadini incarnando lo spirito di donazione della città. I patroni di Brescia, i Santi Faustino e Giovita, nostri fratelli maggiori, esempio di fede, sapienza cristiana e coraggio virile, intervennero a protezione della città in un momento di estrema difficoltà. Siamo certi che hanno continuato e continuano ad aiutare il cuore dei cittadini Bresciani anche oggi di fronte alle sfide attuali, fra cui decisiva quella di onorare, rispettare e confermare verso i lavoratori migranti, presenti in Brescia e provincia, lo spirito di intelligente, pragmatica e operosa umanità, aperta ad ogni prossimo, che ha sempre illuminato la Storia della città di Brescia.

I maschiselvatici

November 16, 2010

Condominio sociale per padri separati

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:07 pm

di Armando Ermini
E’ un progetto, solo l’ultimo in ordine di tempo, del comune di Prato. Presentato nel corso di un convegno organizzato dal presidente del Tribunale della città toscana avente come argomento i riflessi della crisi economica sulla famiglia, il progetto ha già individuato l’edificio adatto all’uopo e il Comune ha già stanziato 450.000 euro da affidare alla gestione della Caritas per l’attuazione pratica (leggi quì)Ben vengano iniziative come questa, che oltre al valore pratico per i padri separati in difficoltà, costituiscono anche il riconoscimento sociale dell’ingiustizia, dell’intollerabilità e del dolore di una situazione sempre più diffusa. (more…)

November 11, 2010

Andrea Soffiantini: l’attore selvatico

Filed under: Uncategorized, Il Selvatico - Administrator @ 9:39 am

Andrea SoffiantiniTrovo che il mestiere dell’attore sia, per lo meno anche, il mestiere del “saper dire”. Intendo, avere un di più di possibilità, di capacità, di talento del ” saper dire”. Un di più del comunicare. A chi? Agli altri. Cosa? Ecco, “the Question”. Qui, casca “l’attore”. Avere. Qualcosa. Da dire. Qualcosa per cui spendere fiato. Qualcosa attraverso cui il fiato prenda Forma.
Trovo ancora che “l’attore”, in genere, negli ultimi tre quattro decenni non offra nessuna Forma. Spudoratamente alita. Come fosse la Parola, da altro orifizio, “peto”. Ecco, l’attore “peta”. Della bocca fa trombetta.
Non avendo o non trovando (giustificazione) qualcosa da dire, si nasconde, nel migliore dei “prodotti”, dentro la prigione della tecnica. Dove il fondamentale, non è più “Cosa” dire, ma “come” dire. Il mattone su cui appoggiare la propria statura non è più “Cosa” dire, ma “come” dire. Dunque, pullulano le scuole di teatro, dove ti insegnano a pronunciare bène, e non béne.
Male. Dico, molto male, è ac-conciato “l’attore”. Anche di questo è responsabile l’allontanarsi dal Padre. (more…)

November 10, 2010

Appuntamenti

Filed under: Uncategorized, Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 8:43 pm

In occasione del “CICLO DI INCONTRI FORMATIVI PER GENITORI E FUTURI GENITORI”
vi segnaliamo:

Venerdì 12 Novembre ore 20,30 “L’ECLISSI DEL PADRE IN OCCIDENTE”

Venerdì 26 Novembre ore 20,30 “PADRI E MADRI ASSENTI, FIGLI A RISCHIO”

Venerdì 10 Dicembre ore 20,30 “LE NUOVE GENERAZIONI: VALORI, INTERESSI, EMOZIONI.”

Gli incontri si terranno presso la Parrocchia di S. Michele Arcangelo di Puegnago d/G. (BS), sono organizzati da Gruppo Genitori Puegnago, Parrocchia Puegnago S. Michele Arcangelo, Parrocchia Raffa Madonna della Neve.

Relatore Mombelli dott. Paolo, psichiatra e psicoterapeuta.

November 9, 2010

Minatori in Cile

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 9:54 pm

Di Armando Ermini
Ora che la vicenda dei 33 minatori sepolti nella miniera cilena si è conclusa felicemente ed è stata consegnata alla memoria collettiva del popolo cileno e del mondo, ora che l’emozione e l’ansia per la loro vita si sono placate non, fortunatamente, per essere dimenticate o rimosse, bensì per sedimentarsi nel profondo dell’anima di ciascuno, ora si può fare qualche riflessione sul senso di quella vicenda che tanto ha colpito l’immaginario collettivo e sui suoi protagonisti, cercando anche di leggerla in filigrana nei suoi aspetti simbolici. (more…)

November 5, 2010

La differenza fra Selvatico e Ambientalista

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 11:05 pm

Di Daniele
Con questo articolo, tratto dal suo blog, http://anticocodice.blogspot.com/2010/08/la-differenza-fra-selvatico-e.html,
inziamo la collaborazione con Daniele.

I Maschi selvatici

Esiste una certa differenza fra ambientalisti e selvatici. Un ambientalista è un uomo tutto sommato moderno, scientifico, tecnico se vogliamo, e che ha a cuore le sorti dell’Ecosistema. Difende gli animali e le piante, ma non è necessariamente un Selvatico. L’Uomo del Selvatico è diverso: non concepisce tanto la Natura come ecosistema, o meglio non solo: la Natura è la Forza, è il teatro delle dinamiche degli Dei, non solo l’equilibrio di tutti gli organismi viventi in senso meramente biochimico o etologico. La visione del Selvatico include, ovviamente, la Biologia: certo, un cervo è un cervo, una formica è una formica ed è tutto vero quello che scopre la Scienza: il plancton nutre le balene, i coralli sono fatti in un certo modo, i ragni predigeriscono le prede, i funghi mantengono il nutrimento del terreno del bosco ben bilanciato e distribuito, i saprofagi smaltiscono le carcasse e così via. Ma l’ambientalista ritiene che il Pianeta sia in pericolo, e che sia necessario non interferire con l’Ambiente. Spesso è ‘verde’ anche nelle abitudini, non inquina, predica la rivoluzione della Canapa, e spesso è anche vegetariano. Il Selvatico è diverso, anche se le due cose non si escludono per forza: il Selvatico non reputa il Pianeta così in pericolo, sa bene che, come dice Ian Malcolm in Il Mondo Perduto di Michael Crichton, la Vita se la cava benissimo da sé, e come le piante si sono adattate all’Ossigeno (che era un gas mortifero per le prime forme di Vita che andavano ad Azoto), chissà, forse domani avremo piante che vanno a Smog. (more…)

November 3, 2010

Il carbone è un estratto del Rimmel

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 4:59 pm

Qualcuno pensa che la storia dell’attività estrattiva sia storia antica come l’uomo, e sia storia di morte e dolore ed eroismo esclusivamente al maschile? uno degli straordinari doni maschili di cui la Storia dell’Umanità è costituita? e pensa che un servizio TV sui 33 minatori cileni estratti salvi da una morte certa a 700 m. di profondità possa essere finalmente l’occasione per un tributo al dono che i maschi hanno fatto di se stessi sacrificando la vita in condizioni terribili per estrarre dalla Terra risorse indispensabile alla sopravvivenza umana? Pensiero stupendo da giornalismo coraggioso, direi illuminante e forte come la verità delle cose. Ma ci ri-pensa la Rai TV a ri-costruire la storia. (more…)

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design