Nelle acque profonde
Su “Il Foglio” di mercoledì, 19 maggio 2010, nell’articolo “No, il pupo al seno no!”, Ferrara denuncia la censura attuata dalla soprintendente, e dai custodi, della Pinacoteca di Brera nei confronti di due donne che allattavano al seno nell’ambito di una performance artistica dell’architetto Mario Bellini. Le mamme avrebbero dovuto rispecchiarsi insieme ai loro bambini in due “Madonne del latte”, capolavori del 1400 e del 1500, rispettivamente di Luca Signorelli e di Benvenuto Tisi. Censurate come un anno fa, continua Ferrara, quando Facebook rimosse le fotografie di mamme che allattavano, giudicandole oscene. Dunque la donna che abortisce, e magari col veleno della RU486, oggi è esempio celebrato di autodeterminazione femminile; quella che allatta, è visione oscena che suscita scandalo. Povere, povere donne di oggi. Ma poveri noi maschi tutti, padri e compagni perduti, corresponsabili di quest’odio contro la maternità e di questa violenza contro i nostri figli concepiti. Questi sì milioni, e documentabilissimi per nome e cognome di padre e di madre. La marea nera che progressivamente sta impestando in profondità le acque dell’Atlantico, è niente rispetto alla marea nera che dai massacri per aborto sta impestando il nostro inconscio collettivo e la nostra Anima.
Cesare















