March 29, 2010

Da oggi Psiche Lui è blog on-line: leggilo e commenta

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile - Administrator @ 3:03 pm

Da oggi Psiche Lui è un blog on line su “Io Donna”, Settimanale del Sabato del “Corriere della Sera”.

Leggi, scrivi a Claudio Risé e commenta sul blog Psiche Lui

March 25, 2010

Maschiofobia in Svezia

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 5:21 pm

di Armando Ermini

Dalla libera ed emancipatissima Svezia protestante, arriva l’ultima perla
di maschiofobia.
La ministra della giustizia del governo di centrodestra (sic!) propone che la
polizia spedisca a casa dei clienti delle prostitute una lettera con un
marchio ben visibile, in modo che sia inequivocabile la “colpa” di cui si
sono resi responsabili, e dunque costoro vengano messi alla gogna,
familiare e pubblica. Proposta inaudita. Non lo si fa per i ladri, per i
truffatori, per qualunque altro reato, ma lo si fa per i maschi rei di
pagare per fare sesso.
Non c’è da sorprendersi, però. Questo tipo di provvedimento era già nei
presupposti della legge sulla prostituzione in vigore dal 1999. La
Sexkoplagen (Legge sulla compravendita del sesso) prevede che vendere il
proprio corpo per denaro sia attività libera e ammessa, ma che pagare per
fare sesso sia un reato punibile con la reclusione. Una barbarie sotto tutti
i punti di vista.
1) Discrimina di fatto fra sessualità maschile e femminile, considerando la
prima esecrabile e sbagliata, da rieducare e all’occorrenza sanzionare.
Legge sessista allo stato puro che pone il genere maschile in una condizione di colpa per provare una pulsione naturale, e di subalternità sancita per legge rispetto al genere femminile. Libere le donne di fare ciò che vogliono di sé, non altrettanto liberi gli uomini. Dietro la legge si intravede con chiarezza il concetto che è la penetrazione stessa ad essere esecrabile, ossia la modalità naturale per un maschio di esprimere la sessualità.
2) Colpisce solo i maschi più sfortunati, diciamo così, quelli che non hanno
altro mezzo per soddisfare, quantunque limitatamente alla sola sfera
fisica, un bisogno che è profondamente umano. Non è credibile infatti
che gli uomini preferiscano pagare per fare sesso anche quando lo potrebbero
fare gratuitamente.
3) Sancisce il principio che fare denaro è lecito anche vendendo il proprio
corpo, ma non è lecito soddisfare un bisogno naturale pagando un’altra
persona che liberamente si proponga: mentre si legittima la sete di guadagno, avere un corpo maschile diventa reato potenziale.
4) Produce anche, mi pare, un monstrum sul piano giuridico. Stabilisce la disimmetria fra venditore e compratore dello stesso identico “oggetto”. Ma se vendere qualcosa, in questo caso il corpo, è lecito e acquistarlo è vietato, allora il reato non è il commercio (di sesso). Il reato si identifica ipso facto col compratore, di fatto il maschio. Sarebbe come se fossi libero di produrre e vendere a chiunque armi letali, ma il reato fosse solo di chi le acquista. Un non senso! E perché non l’inverso, allora? C’è una sola risposta. Perché il maschio è colpevole di essere maschio.

March 24, 2010

Due film sulla paternità: Alza la testa, Il figlio più piccolo

Filed under: Uncategorized, Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 5:48 pm

di Armando Ermini

Due film sul rapporto fra padre e figli (maschi), diversi perché mettono in scena due lati opposti della paternità, ma entrambi importanti, e da vedere. Ne Il figlio più piccolo (di Pupi Avati, con Christian De Sica, Luca Zingaretti e Laura Morante) il padre è assente, anzi peggio, è un padre che passa direttamente dall’assenza alla strumentalizzazione del figlio. Neanche per pura cattiveria, rappresentata invece dalla potente figura luciferina del frate sfratato Zingaretti; piuttosto per la debolezza di un carattere che si lascia abbagliare dalle luci sfavillanti del potere economico e della ricchezza. In loro nome non vuole vedere e sentire il desiderio e il bisogno di padre di un figlio rimasto impigliato nelle maglie di una mamma fin troppo volonterosa e buona. E’ la figura di un uomo che ha svenduto la sua maschilità/paternità e la cui parabola finisce, non per caso, nel malinconico ritorno fra le accoglienti braccia della ex moglie, nel quale, al di là della psicologia del personaggio interpretato da Laura Morante, si celebra la vittoria della Grande Madre. Non della Grande Madre terribile che consapevolmente rivendica il potere, ma di quella così tanto amorevole e avvolgente che, se non bilanciata da un maschile e paterno adulti e forti, finisce per essere anch’essa negativa per il figlio.
Tutt’altra storia in Alza la testa (di Andrea Angelini, con Sergio Castellitto, Gabriele Campanelli e Giorgio Colangeli). Qui il padre è ben presente, forse anche troppo. Ama perdutamente il figlio di cui desidera il bene, un bene però in cui proietta anche i propri desideri e le proprie frustrazioni. L’evento più traumatico innescherà in quel padre un processo che lo porterà, per amore del figlio e di ciò che di lui rimane, non solo a superare (con realistica difficoltà) i suoi pregiudizi, ma soprattutto a conquistare una paternità che va oltre la propria, una paternità universale di cui afferra funzione e senso ultimo, e per la quale si spende rischiando con generosità in prima persona, allo scopo di offrire nuove possibilità di vita a chi, bambino donna o altro, ne ha disperatamente bisogno.

March 20, 2010

Il rito, terzo anno

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 8:53 am

Le chiese stasera erano piene di famiglie. I miei amici, dalle varie parrocchie coinvolte, hanno tutti parlato di circa 100 famiglie, 400 persone. A Manerbio, dov’ero io con la mia famiglia (compresa Silvia), il parroco mi ha concesso di leggere quanto avevo mandato in lista e sul blog 2 settimane fa. Commozione (c’erano anche molti nonni e molte giovani coppie con figli neonati), alla fine del rito la chiesa si è svuotata lentamente, tutti salutavano tutti, anche se non si conoscevano, era come se non volessero smettere quel momento così particolare. Li accomunava la paternità, l’essere sulla pialla e sul martello della vita come il falegname di Dio. E’ stato bellissimo, ogni anno è sempre più importante, un evento dell’Anima e dello Spirito. Per l’anno prossimo batterò la provincia, andrò a parlare con i parroci. I padri si rialzano, riprendono in braccio i figli, li presentano a Dio e gli donano Dio. Auguri a tutti i papà. Auguri a chi non è padre biologico ma come maschio adulto si sente ed è padre di tutti i figli del mondo. Auguri soprattutto agli uomini che sono padri ma non possono vivere fino in fondo questo dono. Vi sono accanto, teniamo duro, tutti insieme. Io ci sono. Se posso essere di qualche utilità battete un colpo sul tamburo.
Paolo

March 16, 2010

Nuova frontiera della libertà in GB. Lotteria con in premio ovuli umani

Filed under: Bioetica - Administrator @ 10:42 pm

di Armando Ermini

E così, dopo la banca del seme garantito “vichingo “, ora per le aspiranti mamme c’è anche la possibilità di scegliersi un ovulo ad hoc. Lo spiega Il Corriere della sera del 15 marzo. L’iniziativa è del Bridge Centre di Londra, clinica specializzata nella cura dell’infertilità , che annuncia una vera lotteria che consentirà a donne infertili di vincere per sorteggio un ovulo doc: sono garantite l’origine, la salute della cellula, il titolo di studio della donatrice (almeno di scuola media secondaria), la salute della “donatrice” che non deve essere sovrappeso né fumatrice, l’età della stessa compresa fra 19 e 32 anni, e la rispettabilità della professione. Tutto ciò in previsione di una vera e propria attività su larga scala, che a regime si prevede consisterà in 25 interventi al mese del costo ciascuno di 18.000 sterline. Per aggirare i divieti della legge inglese sulla comprevendita di materiale genetico, si è ricorsi ad un accordo con un centro statunitense, la IVF di Fairfax (Virginia), che compenserà le donatrici con 10.000 dollari. La clinica americana ha predisposto un catalogo da cui si potrà selezionare l’ovulo più adatto in base alle preferenze della futura mamma, scegliendo anche la razza e il colore della pelle.
Ci siamo già occupati in passato delle questioni relative alle varie tecniche di fecondazione artificiale, e rimandiamo al sito www.maschiselvatici.it , Accade Oggi, Bioetica, nonché ad altri articoli su questo stesso blog.
(more…)

Il ritorno del padre

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 8:46 am

L’Associazione Aeduca, in collaborazione con l’Associazione Culturale Eliot presenta
il ciclo di incontri sulla figura del padre

Incontro di presentazione, a cura di
Claudio Risé e Paolo Ferliga.

Mercoledì 17 marzo 2010 ore 21,00
Il ritorno del padre
Le patologie della società senza padre
Importanza simbolica e psicologica del padre
Il ritorno del padre
Sala Aurea della Camera di Commercio di Parma
via Verdi, 2 – Parma
Ingresso libero

Laboratori sulla figura del padre,
a cura di Paolo Ferliga

Giovedì 25 marzo 2010, ore 20,45
Il segno del padre
L’immagine del padre e il senso di colpa
L’ importanza del padre nella vita dei figli dalla nascita ai sei/sette anni
… e dall’adolescenza all’età adulta
Giovedì 8 aprile 2010, ore 20,45
L’amore del padre
L’archetipo del padre e l’iniziazione al sentimento
Padri e figli maschi
Padri e figlie

Biblioteca Pavese
via Newton, 8a – Parma
È prevista una quota di partecipazione: 10 euro a persona e 15 a coppia per ciascun incontro.
Gli incontri sono a numero chiuso.

Per l’iscrizione inviare la propria adesione all’indirizzo email: associazione.aeduca@gmail.com
oppure telefonare al 389.1971659
Per ulteriori informazioni:
Associazione Aeduca,
Via Quingenti, 46
San Prospero – Parma
associazione.aeduca@gmail.com
Con il patrocinio del Comune di Parma
Assessorato al Welfare, Inclusione

March 15, 2010

Non nominare la donna invano

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 11:08 pm

di Cesare Brivio

Da Repubblica sappiamo (vedi qui articolo su Repubblica.it) che dire: “Carcere, per dirigerlo serve un uomo” e ancora “”sarebbe meglio una gestione al maschile” si incorre in una denuncia penale e relativo indennizzo (diecimila euro), per offesa alla dignità di genere e discriminazione. Bene! Donne, genere santissimo, che cosa non si fa per voi! Si torna a tirar fuori persino il reato di opinione? Per gli audaci e gli allegri, dilagheranno forse le barzellette, e forse nascerà un samizdat umoristico (che carogne però!). Per i predisposti alla tristezza e i remissivi, invece, il Cielo non voglia!, una paranoia depressiva: “Taci, che la donna ti ascolta”; un mugugnare pallido e assorto davanti alla Trionfante. Che invece, quando, allegrissima ed energetica, fa riempire a pagamento i muri e le riviste patinate d’Italia con la foto di un bambino nudo, indicandolo con una didascalia come carnefice di una bimba fotografata nuda al suo fianco , il tutto perchè sia chiaro che il bimbo ha la “colpa” di appartenere al genere maschile, sembra scatenare il consenso del pubblico. Di certo il silenzio delle Istituzioni, oggi evidentemente determinatissime alla tutela della dignità di genere. Magari anche a costo di qualche discutibile bello strappo alle libertà fondamentali. Ma il fine giustifica i mezzi, o no? Però peccato che, proprio nel merito della dignità dei generi, la Giustizia si interessi persino della correttezza politica del pensiero dei cittadini, ma solo, appunto, oggi. Perché con la valanga di articoli, tiggì, talkshow, conferenze, interviste, istituzioni, statistiche, film, manifesti e foto, costruiti a denigrare sistematicamente e quotidianamente, da decenni, il genere maschile, a citare in giudizio e ottenere cospicui indennizzi da tutti coloro che col pestaggio morale antimaschile ci hanno, fino ad oggi, fatto carriera, ci si sarebbe potuti davvero campare, e campare bene, in tanti.

March 13, 2010

Oscar 2010 a Kathryn Bigelow con The Hurt Locker

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 6:42 pm

“Dedico questo Oscar agli uomini e alle donne che portano una divisa, ai nostri militari che combattono in Iraq e Afghanistan, ai vigili del fuoco che ci sono sempre quando abbiamo bisogno di loro”.

Brava Kathryn!

E guardatevi anche Point Break!

March 11, 2010

La differenza retributiva fra uomini e donne è una balla.

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 10:51 pm

di Armando Ermini

In passato ci siamo già occupati della leggenda metropolitana secondo la quale le retribuzioni femminili sarebbero inferiori a quelle maschili (leggi qui l’articolo: salario uguale per lavoro disuguale), leggenda periodicamente riproposta da giornali e TV che si divertono a sparare numeri a caso, diversi l’uno dall’altro, ma tutti accomunati dal fatto di non citare i criteri con cui quei numeri sono elaborati.
Su La7, ci venne addirittura detto che le donne guadagnerebbero il 50% in meno degli uomini.
Finalmente Il Corriere della sera dell’ 8 marzo inizia a fare giustizia delle bugie citando lo studio dell’”Osservatorio sulla gestione della diversità” dell’Università Bocconi, secondo il quale le differenze retributive fra uomini e donne sarebbero nell’ordine del 2% (quindi praticamente nulle), a parità di qualifica, mansioni, inquadramento e anzianità.
La differenza rispetto ad altre ricerche è notevole. L’Istat aveva stimato, nel 2007, la differenza al 7%, Unioncamere, nel 2008, al 17%, mentre per Eurispes, nel 2009, il differenziale avrebbe toccato il 16%. Il “segreto” della nuova verità si alligna proprio nei criteri della ricerca, che, differentemente da altri studi, non si limita a mettere a confronto il monte salari di uomini e donnne deducendo la discriminazione dal diverso ammontare. “La novità- dice la coordinatrice dell’Osservatorio Simona Cuomo- è che non ci siamo fermati a valutare la differenza tra lo stipendio medio delle donne e degli uomini ma siamo andati a vedere quanto guadagnano esattamente un uomo e una donna a parità di qualifica, mansione, inquadramento, anzianità di servizio”.

(more…)

March 6, 2010

Dieci bambini denudati e umiliati dalle maestre per aver sporcato un bagno

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 10:24 am

di Armando Ermini

I fatti, come raccontati dai quotidiani: in una scuola elementare di Novara, due maestre e una bidella, dopo aver fatto uscire dall’aula le bambine, hanno costretto i dieci bambini maschi rimasti a denudarsi dalla cintola in giù per scoprire il “colpevole” di aver sporcato di cacca il bagno. Pare sia stata la bidella, esasperata per dover pulire, ad “esigere” quella misura, e che le maestre si siano adeguate. L’episodio, emerso su denuncia di una mamma e fatto risalire ad un problema di dissenteria di un bambino a cui non era stato concesso di andare per tempo al bagno, ha sollevato polemiche e, in attesa di eventuali sviluppi giudiziari, anche la riprovazione del direttore didattico.
Molte le considerazioni da fare sull’episodio, in ordine crescente di importanza.
La prima: fra i compiti ordinari della bidella c’è quello della pulizia. Non accettare di fare il proprio dovere, che pare diventata abitudine diffusa, è indice di una grave malattia sociale. Peggio ancora quando il rifiuto si traduce in comportamenti sadici verso i più deboli.
La seconda: ancora più grave è che le maestre, che si dice fossero esperte, non si siano rese conto del significato del loro atto e si siano piegate al volere della bidella, o peggio che l’abbiano condiviso coscientemente. Per la funzione stessa che ricoprono, avrebbero potuto e dovuto capire. La maestra dovrebbe avere qualche pur minima nozione di psicologia, o in mancanza dovrebbe possedere quel buon senso innato e quella considerazione per i piccoli che si dice essere prerogativa femminile. Avrebbe portato a risolvere il problema, ammesso e non concesso che di problema si tratti, in modo diverso, mai comunque con l’umiliazione di nessuno. Vogliamo sperare che non questo sia il livello medio del corpo insegnante, ma certo l’episodio è inquietante.
La terza: ancora più inquietante il fatto che episodi di sadismo e violenza verso i deboli sembrano in aumento, e certo non solo nella scuola. La nostra sta diventando una società sadica, senza che i protagonisti (noi tutti), se ne accorgano. Si umilia per oscuro senso di frustrazione, per “vendetta” cieca e generica. Il pensiero non può non andare a quanto ha scritto Claudio Risè, nel suo libro “Il padre, l’assente inaccettabile”, sul sadismo della società senza padre. Significativo è anche che l’umiliazione avvenga per mezzo dello sfregio dei corpi, perché tale è il costringere i bambini a denudarsi. L’uomo non ha un corpo, è prima di tutto un corpo. Sfregiarlo, si ricordi Abu Graib, è uccidere l’anima di una persona.
La quarta: vedremo quali saranno gli sviluppi giudiziari, tuttavia già da ora una domanda sembra legittima. Se quei bambini fossero state bambine e quelle maestre maestri, penso sarebbe automaticamente e giustamente scattata l’imputazione di violenza sessuale. Sugli sfregi e le violenze contro le donne, molto è stato scritto e molto fatto, con misure perfino dubbie dal punto di vista dell’oggettività della legge e del diritto. Il presupposto è che il corpo è inviolabile. Vedremo se sarà così anche per il corpo maschile

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