February 16, 2010

Può esistere paternità senza autorità?

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 1:36 pm

di Armando Ermini

In controtendenza alle mode politicamente corrette che infestano la nostra cultura falsamente libertaria, la mia risposta alla domanda posta nel titolo è NO. Nessuna autorità è tale solo perché è autorevole ovvero amata: bisogna che sia efficace perché spesso l’autorevolezza non basta. Perché un autorità sia efficace e non imbelle, deve avere pertanto strumenti coercitivi, ovvero punitivi. Deve anche essere temuta. Lo Stato può punire mio figlio a malefatte commesse al fine di educarlo, e lo può punire con misure gravissime che lo rovinano per sempre. Un padre non può punire il figlio a malefatte non commesse al fine di educarlo con misure infinitamente meno gravi di quelle messe in atto dallo Stato. Vien fuori così che se io che lo amo rifilo un paio di schiaffoni a mio figlio al fine di educarlo , commetto un reato punibile con due anni di carcere, se un magistrato che non lo ama rifila due anni a mio figlio e lo rovina per sempre e lo fa per educarlo non commette alcun reato. Nella società contemporanea i ragazzi sono sottoposti a influenze esterne alla famiglia in misura straordinariamente maggiore che in passato, e si identificano nel gruppo dei “pari” di cui vogliono imitare azioni, stili di vita, abbigliamento, pensieri. Un padre di un figlio o una figlia tredicenni, per fare un esempio, ai quali ha spiegato tante volte i buoni motivi per cui devono rientrare alle 21 e che si sente mandato a quel paese per un rimprovero causato da un rientro alle due di notte perché “così fan tutti”, che strumenti ha per far rispettare le regole che ha non il diritto, ma il dovere di dettare?
E’ chiaro che un padre non basta sia amato, ma bisogna che sia anche temuto. Altrimenti non può fare il padre. Ed esiste un’altra fondamentale differenza fra il padre e lo Stato che ad esso vuole sostituirsi. Il padre , casi patologici a parte, ama suo figlio. La sua “auctoritas” ha fondamento, anche scontando errori ed eccessi, nell’amore verso il figlio concreto, suo figlio, e nella responsabilità di farne un uomo adulto. Autorità ed amore possono allora fondersi, e la prima venire accettata dal giovane che intuisce cosa c’è dietro la norma paterna.
Lo Stato è invece entità astratta e impersonale. Per definizione non può offrire amore, la sua autorità poggia solo sul timore della punizione, dunque è debole anche se forte, perchè manca il fondamento dell’accettazione interiore dell’autorità, l’intuizione di essere amati. E tanto più è mancante tale fondamento, quanto più lo Stato sarà indotto ad usare dosi massicce di forza per farsi rispettare. Ecco perchè i “corsi di legalità” non servono assolutamente a nulla. Sono pannicelli caldi su un malato grave, perchè lo Stato può solo imporre o “correggere”, ma mai puo educare in profondità come può fare un padre, a patto che venga dotato, come è stato da sempre, degli strumenti necessari.

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