November 30, 2009

La violenza? Sì, ma questa fa ridere.

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 1:19 pm

di Cesare Brivio
Sull’ipotesi che Tiger l’americano, il migliore in assoluto sui capi di golf, un atleta potente e imponente, sia stato gravemente ferito dalla moglie con una mazza da golf, si ride nei tiggì italici. “La moglie Elin lo ha lisciato sul groppone con la mazza da golf” dice compiaciuto il mezzobusto di una tv commerciale, sorride ammiccante la conduttrice del tg serale. Informa Repubblica di oggi : “Chi volete che scommetta più sull’immagine di un campione picchiato come un Andy Capp qualsiasi?”. Tiger, solo per l’ipotesi di aver subito violenza dalla moglie, perderà comunque sponsorizzazioni milionarie. Già ha perso la sua dignità. E pare che l’incidente d’auto sia stato inscenato da Tiger, proprio per coprire la violenza subita. Quanto dolore Tiger. E quanti Tiger?

sulla vicenda ci scrive anche un lettore:

“…è proprio di oggi, mentre si commemorano “milioni” (ma perchè limitarsi, diciamo pure “miliardi”) di donne uccise dalla violenza maschile, la notizia che Tiger Wood (maschio decisamente “gentile”) è stato violentemente picchiato dalla moglie con una mazza da baseball.

Il nostro è quindi una vittima? Merita affetto e comprensione? Ha quindi denunciato la violenza della consorte?
Macchè! Subito la vera notizia è che forse ha tradito la fedeltà coniugale: la moglie è quindi la vera vittima!
Lui è solo un cretino che ha persino cercato di nascondere l’accaduto per proteggere la moglie simulando un incidente d’auto, cosa per la quale sarà ora perseguito.
E’ solo un povero fesso che ora perderà i contratti pubblicitari!

Irritare la consorte sino a costringerla alla violenza (cosa farebbe una donna per la famiglia!) è altamente immorale e merita una sanzione immediata!

Due pesi, due misure. Come sempre ormai a questo mondo.

E stiamo parlando di un uomo che ha tutti i mezzi per difendersi.”

November 25, 2009

VIOLENZA DI GENERE O VIOLENZA FRA GENERI

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 1:50 pm

Quello che segue è il testo elaborato sulla traccia di un intervento telefonico che avrei voluto fare per intero durante una trasmissione televisiva a Odeon Tv del 23/11 sulla violenza contro le donne, alla quale ero stato invitato. Come accade quando i talk show sono a tesi precostituite, prima che “cadesse” la linea ho potuto esprimere solo un paio di concetti, e in mezzo a interruzioni molto “democratiche”.
Armando Ermini

Premesso che il fenomeno violenza esiste, che la violenza va condannata senza reticenze contro qualsiasi persona si rivolga, e che vanno messe in atto tutte le misure preventive, oltre che repressive, atte a limitarlo, credo che come per ogni altro fenomeno sociale sia fondamentale conoscerlo con precisione, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, e proprio con lo scopo di approntare misure davvero efficaci. Da questo punto di vista la discussione in Italia è gravemente viziata da pregiudizi ideologici.
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Tertium non datur

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 1:48 pm

Di Cesare Brivio

E’ dal finire degli anni settanta che, secondo una progressione impressionante e maggioritaria, media privati e pubblici, istituzioni pubbliche e private, esponenti politici, si sono dedicati a raccontare gli eventi umani secondo un artificio interpretativo assolutamente ingiustificato, senz’altro folle. Infatti si sono messi a raccontare di episodi di cronaca nera non come tali, ovvero amarissimo retaggio del male che è in ogni essere umano, ma come attributo esclusivo e specifico del maschile e del paterno che, a seguito di questa azione di propaganda ossessiva e pervasiva, giorno dopo giorno, viene identificato con il Male. Nella coscienza collettiva, di minori, adulti e anziani. Col risultato di ottenere la distruzione della dignità, della credibilità dei cittadini maschi e di ogni loro ruolo primo fra tutti il più prezioso e importante: quello di padri. Al punto che maschio e padre sono ormai due termini percepiti e proposti nell’uso quotidiano e popolare con un’accezione negativa così che spesso vengono subito “corretti” con aggettivi positivi a mò di recupero e rassicurazione. La distruzione d’immagine del maschile e del paterno è giunta al punto che è ormai prassi giurisprudenziale che la parola di un maschio in tribunale vale nulla contro la parola di una donna divenuta prova: prima si va in galera, poi se si riesce a dimostrare l’innocenza non è detto che si esca ma è meglio. E questo proprio per i reati più gravi come quelli contro la persona. E’ giunta al punto che si fa a gara, ogni giorno, a legiferare e a proporre leggi speciali per “difendersi dai maschi e dalla loro violenza”. Una distruzione della autostima maschile che inizia fin dalla tenera età nelle aule scolastiche ed è quotidianamente proposta in tv durante tutto l’arco della giornata, tra reclame talk show, iniziative benefiche, studi scientifici, programmi di costume, motivazioni di politica estera, e persino riflessioni religiose e teologiche. Un fondamentalismo fondato su un manicheismo di genere e sono riusciti a farlo diventare l’unico vero credo condiviso da tutti e sotteso a tutti i credi . Allora delle due l’una: o chi compie questo artificio interpretativo che stabilisce un nesso esclusivo e necessitato tra il male e il genere maschile e il paterno, lo compie inconsapevolmente e allora abbiamo a che fare con degli irresponsabili che non sanno i crimini che commettono con questa aggressione distruttiva dei cittadini maschi che mette repentaglio la tenuta dell’intera società italiana e distrugge le sue stesse radici, oppure lo compie consapevolmente. E allora siamo di fronte alla consapevole pianificazione di una guerra contro il maschile e il paterno e al suo dispiegamento in ogni ambito del vivere privato e pubblico maschile con tutte le armi possibili.

November 19, 2009

Embrioriduzione, selezione eugenetica ed altro

Filed under: Bioetica - Administrator @ 7:14 pm

Di Armando Ermini

Il Sussidiario.net ci informa
http://www.ilsussidiario.net/articoloinstampa.aspx?articolo=47594
della nuova pratica di “Embrioriduzione” consentita all’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna di Torino, dove esercita anche Silvio Viale, medico ed esponente politico radicale.
Questo termine è usato per definire la tecnica di “riduzione” degli embrioni, “generalmente effettuata nel primo trimestre di una gravidanza gemellare, eseguita iniettando cloruro di potassio nel cuore del feto da eliminare, così da procurarne l’arresto cardiaco, oppure occludendone il cordone ombelicale, ad esempio con il laser, in modo da bloccare l’afflusso di ossigeno. La scelta è tra far morire l’embrione soffocato o ucciderlo con un’iniezione letale.” Si parla di almeno quattro future mamme sottoposte a fecondazione assistita, che di fronte alla prospettiva di una gravidanza trigemellare (circostanza non rara nella fecondazione artificiale) hanno deciso di selezionare i loro figli facendone venire al mondo solo due. “Quello che viene soppresso è in genere il feto più facilmente raggiungibile con l’ago di una siringa che inietta nel cuore cloruro di potassio: un metodo rapido, che nel giro di pochi secondi ferma il battito. Oppure si sceglie il più piccolo dei tre, dopo un’ecografia. Si adotta una tecnica simile a quella utilizzata per l’amniocentesi, ma in questo caso la siringa e l’ago non prelevano liquido amniotico per essere analizzato alla ricerca di eventuali malformazioni. L’iniezione intra-cardiaca ferma all’istante lo sviluppo di uno dei tre feti.”
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November 10, 2009

Quando l’ANTIVIOLENZA diventa VIOLENTA

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 2:27 pm

Diciamo le cose come stanno. IN ITALIA E’ LEGALE RAPIRE I BAMBINI. Leggendo sotto potete capire come.

ANTONIO E MICHELLE - Antonio 31 anni e la piccola Michelle di 6. Ennesimo rapimento materno, in questo caso con la complicità di un centro antiviolenza donna.
Vedete il filmato RAI1, 2/11/2009 , firmate la petizione: http://www.liberatemichelle.org/

I CENTRI ANTIVIOLENZA DONNA - Ricordiamo che i centri antiviolenza donna sono molti e sparsi in tutta Italia, istituiti e mantenuti con fondi pubblici non sono nuovi ad iniziative violente e completamente immorali come questa.

IL CASO FURLANETTO - Vogliamo ricordare il caso di Furlanetto un padre ipovedente di Firenze, la cui moglie fu segretamente ospitata per fuggire con la bambina in Giappone. La scusa erano molestie fisiche, poi rivelatesi FALSE. Fortunatamente fu bloccata all’aeroporto di Fiumicino dalle autorità che erano state allertate dal padre.

I GIUDICI SEGNALANO IRREGOLARITA’ - Già due PM resp. sezioni maltrattamenti di tribunali del nord hanno espresso disapprovazione su (more…)

November 9, 2009

Condizione maschile: la verità si fa strada

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 9:31 pm

Di Armando Ermini

Dopo decenni di silenzio, finalmente inizia ad emergere una verità indicibile che solo l’ipocrisia e la pavidità dei media dominati dall’ideologia “politically correct” imposta da un certo femminismo, avevano sotterrato sotto una spessa cappa di silenzio.
La prima notizia è che anche a Roma, dopo Bolzano e la Liguria, verrà aperta una Casa per padri separati. E’ il riconoscimento di una situazione divenuta insostemibile per tanti padri colpevoli solo di non essere più “accettati” dalla moglie, e solo per questo buttati fuori di casa, impediti di avere coi figli rapporti di normale frequentazione, obbligati a pagare assegni di mantenimento insostenibili che li gettano in uno stato di estrema indigenza e povertà. Notizia bellissima di cui va reso merito a tutte le associazioni di padri separati che si sono battute per questo sacrosanto obbiettivo. L’auspicio è che iniziative come questa si estendano in tutta l’Italia. Ora occorre prendere spunto da questo evento affinchè l’opinione pubblica prenda consapevolezza che nella maggioranza delle separazioni la vera parte debole, oltre naturalmente i figli, sono i padri. Ed occorre anche che si apra una seria riflessione sulle cause che hanno portato a questa situazione. Il pregiudizio antimaschile e antipaterno, l’ideologia punitiva contro gli uomini, non sono più tollerabili. Guai se così non fosse. Quelle case per padri separati diverrebbero un alibi consolatorio per non vedere una verità più ampia e complessiva, ghetti in cui ammassare i nuovi “giudei” affinchè non disturbino il normale andamento della società.
La seconda notizia è che, sempre a Roma, è stato aperto un centro d’ascolto per uomini maltratti a cura del Centro di pedagogia clinica di Roma. http://www.plurale.net/?p=83
La terza notizia è che anche Famiglia Cristiana, con cui abbiamo alle volte polemizzato, ne da notizia con un pregevole articolo di Franca Zambonini, con il quale siamo quasi completamente d’accordo, http://www.sanpaolo.org/fc/0944fc/0944f182.htm. Nel pezzo, finalmente, si ammette che esiste anche una violenza femminile, fatta per lo più non di pugni o calci, ma di disprezzo, umiliazione, svalutazione e ricatti verso l’uomo, come diciamo da tempo in controtendenza alle false statistiche ripetute come un mantra dai media di tutte le tendenze, e come sostiene anche la dott.sa Rosanna Alfredi, presidente del Centro romano che ha dato vita all’iniziativa.
La verità su una condizione maschile che si è sempre supposto essere di privilegio e di oppressione verso le donne inizia a farsi strada, dunque. Riconoscendo il giusto merito alla giornalista di F.C. ed alla direttrice del Centro di pedagogia clinica di Roma, donne intellettualmente oneste e controcorrente, non possiamo però non sottolineare l’assenza di voci maschili. Accade spesso quando si discute di questi argomenti. Gli unici uomini che parlano lo fanno per condannare i maschi e il maschilismo, e quando, molto raramente, si contestano le cervellotiche cifre sui milioni e milioni di donne violentate, vengono censurati. E’ accaduto il 6 novembre a Vittorio Sgarbi durante la trasmissione “Pomeriggio sul 5”, condotto da Barbara D’Urso.
Dobbiamo constatare che esiste nella stragrande maggioranza dei maschi un interdetto psichico, una enorme difficoltà a riconoscere una realtà tanto amara da far voltare la testa da un’altra parte, da indurli ad occuparsi d’altro. Di politica, di economia, di sport, di tutto ma non di se stessi come maschi e padri. Finchè questo muro di autocensura non verrà rotto, sarà difficile modificare in profondità lo stato delle cose.

__._,_.___

November 5, 2009

PRESUNTO COLPEVOLE

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 10:47 pm

Sulla pelle dei bambini
PRESUNTO COLPEVOLE
La fobia del sesso e i troppi casi di malagiustizia
Edizioni Chiarelettere 2009

a cura di Armando Ermini

“Nei programmi televisivi, terreno di una sconfortante banalizzazione spacciata per approfondimento,…..viene sempre proposta una breve fiction introduttiva nella quale gli attori interpretano quei ruoli che sono già definiti dal subconscio collettivo: il bambino molestato, sempre posto in penombra, generalmente seduto su un letto, in modo che sia chiaro il collegamento; la presenza femminile telegenica e rassicurante dell’eroina di turno, sia essa poliziotta o assistente sociale; il turpe individuo di mezza età con la barba mal curata che assolve al ruolo di maniaco”.

Ho riportato in apertura questo passo a pag. 247 del libro perché con poche efficaci parole indica quale sia il vero significato di ciò che sta accadendo intorno allo spinoso tema della pedofilia, significato che va molto al di là di procedure poliziesche e giuridiche che lasciano amplissimo margine agli errori e che sono benissimo descritte in questa pregevole opera di controinformazione.
Viviamo, su questo sito lo si dice da anni, in una società formalmente democratica in cui però, in realtà, la presa del potere sulle persone è sempre più onnipresente e raffinata e si avvale di diversi strumenti, culturali e organizzativi, che producono il (non) stupefacente risultato di stimolare la psicosi di massa ma non di incidere per davvero sul bubbone malefico, in questo caso il fenomeno pedofilia. Anzi, più la psicosi di massa dilaga, più innocenti vedono distrutta la vita propria e quella dei figli, meno credibile diventa la Giustizia e quindi, in definitiva, più facile per i pedofili veri continuare indisturbati nelle loro turpi pratiche, se non altro perché risorse ingenti, di personale ed economiche, vengono distolte per dare la caccia ai fantasmi. Tanto da far scrivere all’autore che
“la battaglia contro la pedofilia in Italia non si fa. Se ne fa una rappresentazione simbolica….”.

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November 4, 2009

Carriere? Basta Profumo di Passera

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 6:33 pm

di Armando Ermini

Il Corriere Economia del 2 novembre ospita due lunghe dichiarazioni di Alessandro Profumo e di Corrado Passera, rispettivamente Amministratore delegato di Unicredit e Consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, sulla necessità delle quote rosa per favorire l’ascesa femminile ai vertici delle rispettive banche. “Servono misure drastiche”, dice Passera, mentre Profumo lancia un ambizioso piano novennale di sovietica memoria per conseguire la parità di genere nel 2018.
Una domanda sorge spontanea. Poiché i due sono i grandi capi dei rispettivi gruppi bancari internazionali, poiché non c’è dubbio che abbiano a cuore i profitti delle loro imprese, se ritengono che esistano tante preziose energie femminili inutilizzate, perché invece di fare dichiarazioni reboanti e lanciare programmi altisonanti non utilizzano il loro potere nel senso che credono giusto?
Sorge il sospetto che dietro ci sia altro, sospetto che conferma puntualmente una delle manager intervistate nei servizi, Cristina Compagno, rettore dell’università di Udine, secondo la quale le quote sono necessarie “perché ci sono forti resistenze, anche culturali, non solo da parte degli uomini ma anche da parte delle stesse donne, riluttanti a competere e a chiedere il riconoscimento delle proprie potenzialità e talenti”.
Ora è chiaro. In nome del paradgima ideologico dell’identità omologante fra maschi e femmine, si tratta di obbligare le donne a competere per le carriere ai vertici anche quando i loro interessi e le loro passioni sono, legittimamente e liberamente, rivolti altrove.
In nome della libertà, naturalmente.

Influenza E

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 3:05 pm

di Cesare Brivio

Le sedicenti alte corti di giustizia, europee e non, ci hanno abituato, ahimè, a sentenze che non hanno nulla a che fare con il sentire e la vita reale delle persone: ovvero con il profondo senso di giustizia e desiderio di verità che abbiamo sedimentato nel cuore e nella nostra tradizione in millenni di esperienze di popolo pagate con lacrime e sangue. Così fra le tante sentenze strampalate, quanto tragiche nelle loro conseguenze, una delle alte corti, quella europea per i diritti dell’uomo, intanto che si prepara a imporci nel nostro vivere quotidiano, pena la galera, l’applicazione della teoria gender, ovvero una visione del vivere fuori del mondo, si preoccupa di buttar fuori del nostro mondo, pena la galera, quanto da duemila anni regge il nostro sentire nel mondo ovvero il Crocefisso.

November 2, 2009

Figli e videogames? Una guida per i padri

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 5:09 pm

Videogames(A cura di Antonello Vanni, collaboratore della Lista per il padre, e-mail: listaperilpadre@alice.it)

I tuoi figli vogliono continuamente l’ultimo videogame in vendita? Passano tutto il loro tempo incollati alla consolle? Hai vietato loro di giocare e l’effetto è stato quello di spingerli a traslocare dall’amico vicino di casa? Hai dubbi sull’effetto diseducativo di questi media? Hai l’impressione che perdano tempo utile allo studio? Forse questi consigli possono esserti utili…

Innanzitutto informati con attenzione sui videogiochi che destano l’attenzione dei tuoi figli: siti internet sul tema, riviste, copertine dei giochi stessi, pareri dei genitori dei loro amici… permettono di farsi una prima idea sui contenuti del gioco che i tuoi figli vorrebbero acquistare. Qual è il tema trattato? Sono presenti scene di eccessiva violenza o di pornografia che non si addicono ai valori morali cui vuoi educare i tuoi ragazzi? Il linguaggio dei personaggi è accettabile o spinge a comportamenti comunicativi che ritieni poco educati? Sono presenti scene che spingono all’uso di alcol o droghe? E questo gioco per quali età sarà più adatto?
Un buon modo per valutare la validità di un videogioco è quello di (more…)

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