September 25, 2009

Sbianchettare la morte

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 4:28 pm

di Cesare Brivio

Muoiono con un ritmo giornaliero, gli uomini; ogni giorno muoiono i padri, a due, a tre, a sette, e più per volta, e muoiono i mariti o compagni ogni giorno. Non si può dire che a morire sono i padri, non si può dire che sono i mariti o compagni, non si può dire che sono i figli: perché non si può dire che sono gli uomini che muoiono. I loro volti e il loro nome devono restare nell’ombra. Non si può parlare del loro dolore, per chi e di chi hanno lasciato morendo. Si deve dire “morti bianche”. Maschi, padri, mariti, figli, danno la vita in silenzio, e nel silenzio della coscienza mistificata di un popolo.

17 Comments »

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  1. Si, morti bianche, sembra come se fossero morti dei bambinoni che giocavano; non si parla di uomini che da sempre fanno i lavori più ingrati per mandare avanti il mondo, per pagare il parrucchiere alle mogli, L’uomo fà il suo dovere e basta.

    Comment by Gorka — September 26, 2009 @ 8:48 am

  2. Quello che però io mi chiedo è: ma perché gli uomini non protestano mai? Perché nessuno alza la voce? Perché gli intellettuali maschi non spendono neppure una parola in merito?
    Dalle donne non mi aspetto certamente nulla, vista e considerata la loro slealtà.

    Comment by Daniele — September 28, 2009 @ 11:38 am

  3. Hai ragione Daniele, dovrebbero farlo i maschilisti, in una qualche maniera; i maschi pentiti sono troppo rimbambiti dalle donne, per alcuni di loro è un vanto lavorare pesante, mantenere una donna, penso un intellettuale che sia misogino oggi ha poco spazio, lo aveva schopenhauer nel diciannovesimo secolo, bisognerebbe far studiare a scuola il suo trattato sulle donne e non solo

    Comment by Gorka — September 28, 2009 @ 12:40 pm

  4. Nè misogini, nè maschilisti, nè maschipentiti: in queste vite maschili spezzate, sì ingiustamente, è da riconoscere comunque il dono, l’abbondanza maschile da cui nasce “l’amore non contabile”. Il dono fino a quello supremo della propria vita, il dono di sè, tratto distintivo del maschile. Da cui trae vita la Storia, il dono maschile della Storia. Di cui Schopenauer, non sapeva che farsene. Riconoscere il dono maschile nelle vite che gli uomini ogni giorno e da sempre immolano per la donna, i figli, la società, l’Umanità intera, è una questione di verità, di libertà e di vita per tutti. Una società che per calcolo e opportunismo politico, si nega questa consapevolezza e occulta questa realtà, è più fragile che mai.

    Comment by cesare — September 29, 2009 @ 2:01 pm

  5. Una società che rifiuta, come l’attuale, di riconoscere il dono maschile, e anzi lo svilisce, è malata nel profondo, fino alla follia.
    Questo blog e il sito dei Maschiselvatici è stato, se non il primo, comunque fra i primi a denunciare questo scempio ed a farne oggetto di puntuale rilevazione.
    Tuttavia la cura non può essere quella di un maschio che si “ritira in se stesso”.
    Cosa che anzi accentuerebbe la malattia.
    Non si tratta di essere succubi delle donne. Il vero succube è il maschio che assume modi di pensare e di agire femminili, in questo caso il rifiuto del rischio. Finisce per agire sul terreno altrui snaturando la sua natura profonda. Alla fine il vero maschiopentito sarebbe lui.
    Credo che gli uomini, più che occupare il campo dei diritti, debbano rivendicare quello dei doveri ed esigere che anche le donne facciano altrettanto coi propri.
    Non si tratta, ovviamente, di “andare cantando alla morte”, che sarebbe semplicemente stupido, ma di lavorare affinchè la società tutta riconosca il valore maschile come suo fondamento. E a proposito di slealtà femminile, che pure esiste, non dimentichiamo mai che fra la realtà delle persone normali, maschi o femmine che siano, e la rappresentazione che ne danno i media dominati dalla vociante elite intellettuale, esiste uno scollamento che ogni giorno viene di più alla luce.
    armando

    Comment by Administrator — September 29, 2009 @ 8:04 pm

  6. Personalmente non credo che esistano delle vere e proprie “cure” - certo, si può migliorare - e so benissimo che l’élite intellettuale dà una rappresentazione distorta della realtà. Tuttavia, devo dire che anche nella vita di tutti i giorni, mi è quasi impossibile sentire una donna comune (non una intellettuale femminista) spendere “due parole” in favore degli uomini. Solitamente i commenti femminili sono pieni di rancore, di derisione, di senso di rivalsa nei confronti degli uomini; e le poche che riconoscono il sacrificio maschile sono donne che hanno avuto “dietro” degli uomini che hanno aperto loro gli occhi oppure che sono state stimolate dall’interlocutore di turno. Ma di loro non tirano fuori mai nulla, salvo i lamenti.
    Perlomeno questa è ed è stata la mia personale esperienza.

    p.s.: con questo non sto dicendo che gli uomini sono “perfetti”: mai pensata una stupidaggine del genere. Basti dire che detesto la gran parte degli uomini che conosco.
    (A volte detesto pure me stesso).

    Comment by Daniele — September 29, 2009 @ 11:08 pm

  7. Perchè non procedere con un’iniziativa trasversale fra i siti, blog interessati per una petizione ai vertici RAI, stampa e al parlamento, che si occuperebbero di cose veramente importanti, perchè venga usato il termine corretto di morte sul lavoro, togliendo il bianco per le valenze, proiezioni assunte, verosimilmente in contrapposizione al rosso,evocativo delle armi da sparo,sangue, guerra in sè nobile? Sarebbe interessante sapere quando il termine di morte bianca è stato usato per la prima volta e che termine usino in merito altri stati europei.

    Comment by Michele — September 30, 2009 @ 6:21 am

  8. Da che mondo è mondo le donne hanno sempre comandato, l’uomo fà il suo dovere, le femmine si aspettano sempre molto dai maschi, sono stato anche aggredito fisicamente dalle femmine, perche non ubbidiente; io non sono un maschio selvatico, io non sò donare. Se le donne riconoscessero il sacrificio e la superiorità del maschio, sarebbe la fine per loro; le donne attraggono per la loro sopravvivenza egoistica.

    Comment by Gorka — September 30, 2009 @ 1:11 pm

  9. Gorka, personalmente non condivido molto la tua tesi secondo cui “da che mondo è mondo le donne hanno sempre comandato”. Ti chiedo: di quale mondo parli? Forse di quello primordiale? Be’, dubito fortissimamente che in un’ epoca in cui la forza fisica maschile era necessaria e predominante e in cui le donne avevano un ASSOLUTO BISOGNO DEGLI UOMINI le donne comandassero… Diverso è il discorso se fai riferimento all’odierna società in cui il potere sessuale femminile è liberissimo di fare tutti i danni che vuole.
    Inoltre, per quanto mi riguarda, non mi è mai capitato di essere aggredito da delle femmine, innanzitutto perché peso quasi 100 kg e sono stato anche un pugile dilettante (ho pure praticato il karate per due anni), e poi perché non sono certamente un tipo remissivo…
    Insomma, appena mi vedono le femmine intuiscono subito che col sottoscritto non c’è trippa per gatti.

    Comment by Daniele — September 30, 2009 @ 6:17 pm

  10. Per Daniele: sono stato pochi giorni orsono ad un convegno sulla paternità nel quale sono intervenute due donne portando argomenti che potrebbero essere stati i miei (quasi). Certamente quelle donne avevano dei vissuti che hanno aperto loro gli occhi. Certamente quelle donne erano le compagne di uomini con la schiena dritta. E forse è vero che in situazioni diverse prevale spesso la derisione e il rancore, ma questo rappresenta un motivo in più per non abbandonare il campo. I fatti parlano da soli per chi li subisce, ma senza la parola maschile che la illumina rischiano di non essere visti.

    Per Michele: sono d’accordo, ma direi ancora di più. Fra i travestimenti linguistici atti ad edulcorare il significato degli eventi, c’è anche il nascondimento del fatto che i caduti sul lavoro sono quasi esclusivamente maschi, uomini, persone di sesso maschile, e non semplicemente “lavoratori” o “operai”. Che anche questa verità venga detta, che anche questi numeri vengano portati alla conoscenza del pubblico!
    armando

    Comment by Administrator — October 1, 2009 @ 1:11 pm

  11. Si, comunque Daniele non sappiamo come era il passato, non crederai mica al cavernicolo con la clava,le popolazioni che oggi ancora vivono in tribu , hanno le loro usanze, le loro regole e soprattutto le loro religioni.

    Comment by Gorka — October 2, 2009 @ 8:09 am

  12. Infatti, caro Gorka, proprio perché nessuno al mondo possiede “the Time Machine”, non ha senso affermare che “Da che mondo è mondo le donne hanno sempre comandato”.

    Comment by Daniele — October 2, 2009 @ 4:48 pm

  13. Vero, però io parlavo di qualcosa di innato, come hai detto tu ASSOLUTO BISOGNO DEGLI UOMINI, vuol dire attrarre per sopravvivenza egoistica, è quello il comando che dico io, che gli uomini si occupino di loro; non è una cosa banale.

    Comment by Gorka — October 2, 2009 @ 5:39 pm

  14. Gorka, all’origine di tutto ciò non c’è la donna (e nemmeno l’uomo, ovvio), bensì Madre Natura.
    Perciò se proprio si vuole accusare qualcuno, bisogna prendersela con la suddetta Natura.

    Comment by Daniele — October 5, 2009 @ 5:10 pm

  15. Si, la natura, infatti ho citato un filosofo pessimista in qualche post più sù, qui il cerchio si chiude: ci vuole un tipo di societa diversa da questa, dove viene ridimensionata la figura dell’uomo e della donna, al di là dei moralismi.

    Comment by Gorka — October 6, 2009 @ 7:02 am

  16. Un tuffo nella realtà (3 maschi morti e 27 feriti ogni giorno) e nella mistificazione terminologica dei media(persone e morti bianche): dal Corriere on line di oggi 9 ottobre 2009
    ROMA - Sono 2.500 gli incidenti sul lavoro che si verificano ogni giorno sul posto di lavoro, 3 persone perdono la vita e 27 rimangono ferite. Lo dicono i dati riportati dall’Anmil, l’associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro. Domenica a Verona si celebra la 59esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Le morti bianche sono una delle prime cause di morte in Italia e battono del doppio gli omicidi. (RCD)

    Comment by cesare — October 9, 2009 @ 3:57 pm

  17. Si ma qui siamo in pochi a dirlo, quando si sveglieranno gli altri?!!

    Comment by Gorka — October 12, 2009 @ 3:44 pm

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