Il cupio dissolvi di Umberto Veronesi
di Armando Ermini
L’illustre prof. Umberto Veronesi, oncologo, ex ministro della Salute, a lungo corteggiato dal centro sinistra per la candidatura a sindaco di Milano, è la rappresentazione perfetta del maschio politicamente corretto che più corretto di così non si può: politicamente liberal, non credente in
Dio ma di assoluta fede nella scienza, antirazzista, antiproibizionista in fatto di droghe, maniaco della prevenzione (è uscita dai tipi della RCS una sua opera di ben 16 volumi che vorrebbe trasformare la nostra vita in un elenco infinito di esami diagnostici e misure antisettiche), eugenista, entusiasta della fecondazione artificiale in qualsiasi forma anche per donne single o coppie omosessuali, favorevole alla clonazione ed alla eutanasia (ha definito le persone come Eluana “morti viventi”), profeta della futura umanità bisessuale (dichiarò a Il Riformista, agosto 2007, che fortunatamente “l’uomo viene perdendo le sue caratteristiche maschili più rozze”), ovviamente a favore del diritto d’aborto ed a maggior ragione dell’introduzione della Ru 486 come elemento
di libertà delle donne di cui si è fatto paladino, etc. etc. etc.
L’esimio professore, c’era da scommeterci visto il quadro, teorizza l’assoluta uguaglianza fra i sessi in nome dell’orrore per le differenze (”io sono per la soluzione massimalista: le donne al pari dell’uomo, senza mezze misure”), ma contemporaneamente è convinto della superiorità delle donne, sia di pensiero che biologica.
Scrive il 10 agosto 2009 su Repubblica che è la donna a riportare ordine nel caos, e che il pensiero femminile è per molti aspetti superiore a quello maschile. Va da sè che il paragone dal punto di vista biologico non si pone neanche, perchè la donna può avere figli senza un padre ma non così
viceversa e soprattutto potrà in futuro clonare se stessa al contrario del maschio. Al quale infatti, sempre secondo l’illustre, non rimane che riproporre il primordiale modello di violenza aggressiva. Al massimo, come sta accadendo, la potrà rivolgere contro se stesso, suicidandosi. Da tutto
ciò discende che il futuro sarà al femminile. “Natura e cultura ci indicano con coerenza che la donna è la protagonista della prossima era…non c’è da temere, le donne non si fermano”. Come antirazzista non c’è male!
Insomma un cupio dissolvi, un’orgia masochistica di disistima nel proprio genere d’appartenenza (ma naturalmente non di se stesso), accoppiata con una ruffianesca esaltazione delle donne così accentuata che salta subito agli occhi trattarsi di un tragico inganno che, se dovesse realizzarsi, le getterebbe in una solitudine spaventosa.
Ma le imbecillità che rasentano (si fa per dire) la patologia psichiatrica di un soggetto che affoga nell’edipico (lui stesso ammette di essere cresciuto nel culto materno), non ci spaventano più di tanto. Siamo abituati alle dichiarazioni insensate di tanti pavoni. Quello che preoccupa è che un personaggio (non dico uomo per non offenderlo) con simili idee, sia stato nominato Ministro e che tanti politici (Fassino e D’Alema, per esempio) e uomini di cultura (Dario Fo’), sempre prontissimi a spezzar lance contro ogni dichiarazione in odor di razzismo, abbiano fatto a gara ad esaltarne figura e idee come possibile sindaco di Milano. E sgomenta, ma non sorprende, che un grande quotidiano nazionale autonominatosi campione della lotta contro ogni discriminazione, ospiti abitualmente i suoi vaneggiamenti discriminatori e razzisti.
C’è materia su cui riflettere per i cittadini votanti e per i lettori di quel quotidiano, maschi ma non solo. Speriamo lo vogliano fare senza nascondere, ancora una volta, la testa sotto la sabbia come gli struzzi, e inizino a guardarsi intorno, fra amici, conoscenti, parenti. Vedranno un mondo molto diverso da quello descritto sui giornali. E si renderanno conto, anche, di alcune gravi ambiguità contenute negli articoli, sia pure meritori per molti aspetti, di quei pochi giornali (Il Foglio, L’Avvenire) che hanno criticato Veronesi.

















Mi stupisce come nessuno si accorga del bieco sessismo delle affermazioni del Dott. Veronesi.
Sono un elettore di sinistra ma non mi sento minimamente rappresentato da questo individuo e dai suoi deliri.
Comment by paolo — August 28, 2009 @ 10:33 am
Veronesi non ha mai nascosto le sue idee. Se la sinistra lo ha fatto ministro, lo voleva sindaco di Milano e poi lo ha fatto eleggere senatore, significa che condivide quelle idee sessiste e, aggiungo, razziste. Razziste perchè esplicitamente proclamano una gerarchia fra i sessi su base biologica. I nazisti discriminavano in base al colore della pelle, questi in base al sesso, ma la differenza non è qualificante.
Chi non se ne accorge è perchè non “vuole”. Troppo doloroso per tanti ammettere di aver sbagliato tutto. Eppure è necessario e anche liberatorio.
armando
Comment by Administrator — August 28, 2009 @ 7:38 pm
Dalla salute delle donne alla salute della razza il passo può essere breve. E i vantaggi di chi si sceglie la “salute parziale” sono da sempre gli stessi e molto maggiori di chi si sceglie la salute di tutti. E’ importante dunque scegliersi la salute della “razza giusta”. Oltretutto oggi non è nemmeno richiesto danneggiare la salute della “razza sbagliata”. Perchè dunque esagerare?
Comment by cesare — September 9, 2009 @ 4:25 pm