August 12, 2009

Il cupio dissolvi di Umberto Veronesi

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 12:53 pm

di Armando Ermini

L’illustre prof. Umberto Veronesi, oncologo, ex ministro della Salute, a lungo corteggiato dal centro sinistra per la candidatura a sindaco di Milano, è la rappresentazione perfetta del maschio politicamente corretto che più corretto di così non si può: politicamente liberal, non credente in
Dio ma di assoluta fede nella scienza, antirazzista, antiproibizionista in fatto di droghe, maniaco della prevenzione (è uscita dai tipi della RCS una sua opera di ben 16 volumi che vorrebbe trasformare la nostra vita in un elenco infinito di esami diagnostici e misure antisettiche), eugenista, entusiasta della fecondazione artificiale in qualsiasi forma anche per donne single o coppie omosessuali, favorevole alla clonazione ed alla eutanasia (ha definito le persone come Eluana “morti viventi”), profeta della futura umanità bisessuale (dichiarò a Il Riformista, agosto 2007, che fortunatamente “l’uomo viene perdendo le sue caratteristiche maschili più rozze”), ovviamente a favore del diritto d’aborto ed a maggior ragione dell’introduzione della Ru 486 come elemento
di libertà delle donne di cui si è fatto paladino, etc. etc. etc.
L’esimio professore, c’era da scommeterci visto il quadro, teorizza l’assoluta uguaglianza fra i sessi in nome dell’orrore per le differenze (”io sono per la soluzione massimalista: le donne al pari dell’uomo, senza mezze misure”), ma contemporaneamente è convinto della superiorità delle donne, sia di pensiero che biologica.
Scrive il 10 agosto 2009 su Repubblica che è la donna a riportare ordine nel caos, e che il pensiero femminile è per molti aspetti superiore a quello maschile. Va da sè che il paragone dal punto di vista biologico non si pone neanche, perchè la donna può avere figli senza un padre ma non così
viceversa e soprattutto potrà in futuro clonare se stessa al contrario del maschio. Al quale infatti, sempre secondo l’illustre, non rimane che riproporre il primordiale modello di violenza aggressiva. Al massimo, come sta accadendo, la potrà rivolgere contro se stesso, suicidandosi. Da tutto
ciò discende che il futuro sarà al femminile. “Natura e cultura ci indicano con coerenza che la donna è la protagonista della prossima era…non c’è da temere, le donne non si fermano”. Come antirazzista non c’è male!
Insomma un cupio dissolvi, un’orgia masochistica di disistima nel proprio genere d’appartenenza (ma naturalmente non di se stesso), accoppiata con una ruffianesca esaltazione delle donne così accentuata che salta subito agli occhi trattarsi di un tragico inganno che, se dovesse realizzarsi, le getterebbe in una solitudine spaventosa.
Ma le imbecillità che rasentano (si fa per dire) la patologia psichiatrica di un soggetto che affoga nell’edipico (lui stesso ammette di essere cresciuto nel culto materno), non ci spaventano più di tanto. Siamo abituati alle dichiarazioni insensate di tanti pavoni. Quello che preoccupa è che un personaggio (non dico uomo per non offenderlo) con simili idee, sia stato nominato Ministro e che tanti politici (Fassino e D’Alema, per esempio) e uomini di cultura (Dario Fo’), sempre prontissimi a spezzar lance contro ogni dichiarazione in odor di razzismo, abbiano fatto a gara ad esaltarne figura e idee come possibile sindaco di Milano. E sgomenta, ma non sorprende, che un grande quotidiano nazionale autonominatosi campione della lotta contro ogni discriminazione, ospiti abitualmente i suoi vaneggiamenti discriminatori e razzisti.
C’è materia su cui riflettere per i cittadini votanti e per i lettori di quel quotidiano, maschi ma non solo. Speriamo lo vogliano fare senza nascondere, ancora una volta, la testa sotto la sabbia come gli struzzi, e inizino a guardarsi intorno, fra amici, conoscenti, parenti. Vedranno un mondo molto diverso da quello descritto sui giornali. E si renderanno conto, anche, di alcune gravi ambiguità contenute negli articoli, sia pure meritori per molti aspetti, di quei pochi giornali (Il Foglio, L’Avvenire) che hanno criticato Veronesi.

August 10, 2009

Massacri suicidi dei padri

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 10:24 am

di Cesare Brivio

(Qui la notizia di cronaca cui ci si riferisce)

Di questi amarissimi tempi, sedicenti tempi di libertà e democrazia, maschi e padri traducono talvolta in atti di sanguinaria follia, la folle violenza delle leggi, delle istituzioni, della cultura dominante; leggi, istituzioni, cultura, antimaschili e antipaterne. Un contesto totalitario ed ostile, costruito sulle fandonie del racconto femminista, che letteralmente costringe oggi maschi e padri a diventare matti. Per poi giustificare su questi episodi di follia nuove ingiustizie antimaschili e antipaterne: un regime di violenza istituzionalizzata spacciata per conquista e progresso sociale. La responsabilità oggettiva di questi massacri suicidi, è di chi, avendo responsabilità politiche ed istituzionali, e nella elaborazione culturale, ha taciuto da decenni su questa situazione insostenibile, e anzi ha contribuito a costruire questa fabbrica legale della follia maschile. Esautorando per legge e prassi giuridica, i maschi e i padri di ogni voce in capitolo, basti pensare alla vita dei propri figli concepiti, e buttandoli come stracci fuori di casa, fuori degli affetti filiali e muliebri, spesso sulla base di veri e propri capricci spacciati per diritti sacrosanti della donna. Una società che annienta i padri che può poi aspettarsi? Chi annienta l’altro e chiama l’annientamento giustizia nei tribunali, quale comprensione e giustizia può aspettarsi, se non la reazione di un cuore e di una mente annientata dal dolore e dall’ingiustizia? Maschi e padri, ottimi padri e ottimi mariti, appassionati della loro famiglia, il sogno e l’ideale della vita, a cui hanno sacrificato fino all’ultima energia e capacità di se stessi, dati in balia della follia irresponsabile di sedicenti addetti ai lavori, imbevuti di ideologia femminista. Basta pensare alla giaculatoria recitata al TG1 delle 20.30 di sabato 1 agosto, dallo psichiatra “mediatico”, a spiegazione di una tragedia di questa portata. E’ con queste feroci e assurde banalità, da guerra tra i generi, che si parla del dolore umano? di questo dolore? È questo il livello di umanità, consapevolezza e competenza professionale che sa esprimere la società nei suoi rappresentanti ufficiali? Basta pensare ai “guerrieri” e alle “amazzoni” che girano intorno alle famiglie in difficoltà, che hanno come unica cifra di lettura e intervento l’assunto del maschio-genere-criminale e si sono autoeletti interpreti della guerra contro i padri e i maschi; ministri della guerra contro il genere maschile, l’unica che si sta vincendo davvero e a rovina di tutti, al servizio della nuova ideologia profeminist del potere. Per intimidire tutti i padri, per tenere tutti zitti e tutti buoni, fare strame di chi ha la schiena dritta e il cuore integro di padre e marito appassionato. Tutti zitti e tutti buoni, tranne le furbissime, a cui si dà voce e si apre la strada per ogni arbitrio, tra gli applausi e gli incitamenti di chi le ha arruolate a puntellare il proprio potere. Maschi distrutti nella considerazione sociale, privati del lavoro, della casa, dei figli, della famiglia, del futuro, della dignità, sulla base di menzogne studiate a tavolino per cavarne vantaggi di ogni genere in sede giudiziale. Chi gioca sul piano politico e culturale ad annientare la paternità e la responsabilità paterna in famiglia, rilanciando su ogni tragedia familiare, campagne di repressione e criminalizzazione maschile e paterna, chi gioca questo gioco infame, è sulla sua testa che ricade la responsabilità del sangue di queste vittime e la rovina della società.

August 6, 2009

A Il Manifesto sulla Ru486

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 6:18 pm

Pubblichiamo la lettera che Cesare Brivio ha inviato a Il Manifesto che sollecitava commenti dei lettori sul tema Ru486. Naturalmente a tutt’oggi il quotidiano “comunista” si è ben guardato dal pubblicare la missiva. Forse perchè c’è un riferimento preciso al primo Marx e non si può facilmente bollare Cesare Brivio come il solito oscurantista clericale. O forse perchè l’appassionata invettiva va a toccare un nervo scoperto dei redattori di quel quotidiano, un’ombra terribile di tutta questa “sinistra” che ha dimenticato, e tradito, le sue origini, i suoi ideali e i sogni di un mondo davvero diverso, per approdare ad una integrale subordinazione ai canoni culturali (ed alle esigenze economico/produttive) del moderno capitalismo, che a parole si dice di combattere. Ma quelle parole ogni giorno si dimostrano sempre più vacue e pura formalità, apparendo dietro di esse lo spettro incombente di una società massimamente alienante e alienata. Con buona pace dei così detti “diritti” divenuti in quell’accezione l’arbitrio del più forte verso il più debole. E con altrettanta buona pace della libertà individuale, ridotta alla possibilità che presto diverrà un obbligo “sociale” di allontanarsi sempre più velocemente dall’uomo così come è stato concepito in millenni di storia, per accedere, finalmente, all’essere “perfetto” fabbricato artificialmente.
I Maschi Selvatici

Attraverso quale percorso, a sinistra si sia arrivati dall’umanesimo integrale dei Manoscritti economici filosofici del ‘44 a questa spietata e brutale reificazione del fenomeno vita umana e del concepimento, a questa feroce banalizzazione alienante della relazione che fonda dall’origine il rapporto tra persona e persona, è un mistero su cui è opportuno che ci si interroghi tutti. La perdita a sinistra di ogni passione umanistica marxista a sostegno della vita è una drammatica perdita per tutti. Questo becero scientismo, da fattoria degli animali, che celebra la festa per l’introduzione della Ru 486, è osceno e straziante per tutti quelli che ancora hanno a cuore i destini umani, comunisti o no che siano. Ci pensino bene le donne ad appaltare a questi maschi, che fanno festa col sangue altrui, la vita propria e del loro figlio e la propria immagine da consegnare ai tempi futuri.


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Dopo il vino potremmo pensare ai bambini?

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 5:42 pm

di paternita.info

01/08/09 - lettera aperta invata al Sindaco di Firenze - oggetto: separazioni, legge 54/06 e giudici fiorentini

Caro Signore, ho ascoltato tempo fa il Suo discorso sulla “resistenza civile” contro la legge europea che vieta la consumazione serale di alcool presso i trippai ed ho seguito poi l’approvazione della delibera salva-trippai fatta ad hoc in questi giorni per garantire questo diritto ai cittadini fiorentini.

Le scrivo in quanto padre e suo coetaneo per segnalarle la “resistenza civile” di molti padri separati fiorentini che ogni anno subiscono processi civili, penali, pressioni, sanzioni, incursioni notturne di carabinieri armati di mitra, solo per il semplice fatto che, come i mangiatori di trippa volevano garantito il loro diritto al vino, questi padri invece volevano garantito il più importante diritto dei loro figli e figlie a poter continuare a vedere e frequentare dignitosamente “entrambi” i loro genitori.. anche dopo la separazione.

Perciò se Lei ritiene i diritti fondamentali dei bambini (in particolare il diritto alla BIGENITORIALITA’, convenzione internazionale ONU di New York del 1989 ratificata dall’Italia nel 1991) quantomeno al pari di quelli di un bicchiere di vino, La prego di emanare un’ordinanza, delibera o legge che ci tuteli dai giudici fiorentini che, a differenza di molti altri tribunali e comuni maggiormente “virtuosi”, violano gravemente e ogni giorno la legge 54/2006 sentenziando ancora affidamenti che DI FATTO privano i bambini del diritto alla salute, all’affetto ed all’opportunità che comporta mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori.

Chi Le scrive è il responsabile del portale www.paternita.info, movimento per la paternità, l’infanzia e l’adolscenza, fondato per promuovere la cultura dell’educazione, della famiglia, della fiducia e della vita.
La mia vicenda personale è emblema (seppur comune) dei nostri tempi;
quando ero adolescente una separazione familiare mi tolse il padre, e 6 anni fa quando ero appena diventato padre (28 anni) un’altra separazione mi tolse mia figlia.
La speranza è che un giorno finalmente queste cose possano non accadere più.

Infine qui sotto potrà trovare e leggere alcune brevi storie di padri e figli negati, con tanto di articoli di giornale, filmati, conferenze ed interviste sulle principali emittenti:

Mi auguro di poterLa sentire presto per risolvere il problema fiorentino.

Il Responsabile

August 1, 2009

Libera scelta

Filed under: Bioetica, La Grande Madre terribile - Administrator @ 1:43 pm

di Cesare Brivio

Da Repubblica 31 luglio 2009: “L’Agenzia del farmaco ha dato a maggioranza il proprio assenso alla Ru 486”. E’ il Cyclon B che ritorna? però mutuato, da ASL, casalingo, democratico e progressista, ecologista e libertario-femminista? Sulle grandi tragedie collettive c’è sempre un popolo che può scegliere, e sceglie le sue grandi tragedie. E quando le sceglie, le sceglie sempre fra gli applausi suoi e dei suoi medici, dei suoi scienziati e dei suoi intellettuali e dei suoi leader politici.

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