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	<title>Comments on: Obama e i padri</title>
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	<description>The men's movement in Italy</description>
	<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 20:50:51 +0000</pubDate>
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		<title>by: carlo</title>
		<link>http://maschiselvatici.blogsome.com/2009/06/25/obama-e-i-padri/#comment-484</link>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 18:02:32 +0100</pubDate>
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					<description>Da che mondo è mondo, la &lt;b&gt;responsabilità senza poteri &lt;/b&gt;(intendendo per potere non il potere di conculcare  qualcosa o qualcuno, specifichiamo, ma intendendo effettiva CAPACITA’ DI AGIRE E DI GESTIRE) si chiama semplicemente servitù, sottomissione, diminutio capitis,   e non si può pretendere da chicchessia la gioiosa accettazione di qualcosa del genere: in altri termini, non si può pensare che i tacchini festeggino il Natale, anche se qualcuno lo fa. 

Questo è quanto hai sinteticamente e secondo me efficacissimamente riassunto nei punti di questo articolo: il richiamo alla responsabilità paterna che sempre più spesso si leva dalla società, da tutte le società,  fino ad uscire dalla bocca dell’uomo più potente del mondo, è destinato semplicemente a rimanere vano, perché quella che si chiede in realtà non è una assunzione di responsabilità come sopra delineata, ma si chiede bensì la sottomissione ad una serie di regole che altro non fanno che prefigurare una serie di obblighi di prestazione, obblighi di fare o non fare (come direbbero i giuristi) derivanti semplicemente dall’appartenenza ad un preciso genere. 
Altro che responsabilità. 

Appello quindi che cadrà nel nulla, oppure – e questo lo sospetto fortemente –  funzionale per &lt;b&gt;dare avvio ad un ennesimo giro di vite contro la paternità&lt;/b&gt;, se è vero come è vero che nel proseguo del discorso Obama afferma di voler fare  &quot;...una campagna sulle responsabilità dei padri in tutti gli Stati uniti,...&quot;.  Ho l’impressione, insomma, che siamo alle solite problematiche della &lt;b&gt;“rieducazione del maschio”&lt;/b&gt;, sic et simpliciter. 

Anch’io sottoscriverei ad una ad una le parole che avete citato, ma personalmente non mi fido, vorrei vedere anch’io più fatti. &lt;b&gt; Non dimentichiamoci che gli Stati Uniti sono il paese dell’incredibile vicenda di Carlo Parlanti, o il paese in cui si deve continuare a pagare gli alimenti anche stando in galera (ed aggravando così la propria posizione). E, soprattutto, non dimentichiamoci dell’estrazione politica di Obama e dei suoi recenti provvedimenti in favore dei finanziamenti a tutte le associazioni abortiste eccetera d’America. Mi fermo qui, ma si potrebbe continuare….&lt;/b&gt;

Non fidiamoci, e lo dico con dispiacere: sul mio blog ancora riporto, in prima pagina, le entusiasmanti parole che Obama ha pronunciato sulla paternità nel discorso di Chicago.   Ma potrei anche toglierle, nel prossimo futuro… 
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		<content:encoded><![CDATA[	<p>Da che mondo è mondo, la <b>responsabilità senza poteri </b>(intendendo per potere non il potere di conculcare  qualcosa o qualcuno, specifichiamo, ma intendendo effettiva CAPACITA’ DI AGIRE E DI GESTIRE) si chiama semplicemente servitù, sottomissione, diminutio capitis,   e non si può pretendere da chicchessia la gioiosa accettazione di qualcosa del genere: in altri termini, non si può pensare che i tacchini festeggino il Natale, anche se qualcuno lo fa. </p>
	<p>Questo è quanto hai sinteticamente e secondo me efficacissimamente riassunto nei punti di questo articolo: il richiamo alla responsabilità paterna che sempre più spesso si leva dalla società, da tutte le società,  fino ad uscire dalla bocca dell’uomo più potente del mondo, è destinato semplicemente a rimanere vano, perché quella che si chiede in realtà non è una assunzione di responsabilità come sopra delineata, ma si chiede bensì la sottomissione ad una serie di regole che altro non fanno che prefigurare una serie di obblighi di prestazione, obblighi di fare o non fare (come direbbero i giuristi) derivanti semplicemente dall’appartenenza ad un preciso genere.<br />
Altro che responsabilità. </p>
	<p>Appello quindi che cadrà nel nulla, oppure – e questo lo sospetto fortemente –  funzionale per <b>dare avvio ad un ennesimo giro di vite contro la paternità</b>, se è vero come è vero che nel proseguo del discorso Obama afferma di voler fare  &#8220;&#8230;una campagna sulle responsabilità dei padri in tutti gli Stati uniti,&#8230;&#8221;.  Ho l’impressione, insomma, che siamo alle solite problematiche della <b>“rieducazione del maschio”</b>, sic et simpliciter. </p>
	<p>Anch’io sottoscriverei ad una ad una le parole che avete citato, ma personalmente non mi fido, vorrei vedere anch’io più fatti. <b> Non dimentichiamoci che gli Stati Uniti sono il paese dell’incredibile vicenda di Carlo Parlanti, o il paese in cui si deve continuare a pagare gli alimenti anche stando in galera (ed aggravando così la propria posizione). E, soprattutto, non dimentichiamoci dell’estrazione politica di Obama e dei suoi recenti provvedimenti in favore dei finanziamenti a tutte le associazioni abortiste eccetera d’America. Mi fermo qui, ma si potrebbe continuare….</b></p>
	<p>Non fidiamoci, e lo dico con dispiacere: sul mio blog ancora riporto, in prima pagina, le entusiasmanti parole che Obama ha pronunciato sulla paternità nel discorso di Chicago.   Ma potrei anche toglierle, nel prossimo futuro…
</p>
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