May 6, 2009

Violenza femminile. Cos’è, come se ne parla

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 2:09 pm

di Eugenio Pelizzari

Quello della violenza femminile, in generale, e contro i partner in particolare, è uno dei temi tabù della nostra società.

Difficile persino sollevarlo senza essere immediatamente sommersi da una valanga di critiche, se non di accuse di misoginia, avvalorate dal riferimento ad un’ancora più massiccia messe di ricerche e dati che semplicemente negano o, più frequentemente, ignorano questo aspetto.

La situazione in Italia è ulteriormente compromessa dal fatto che non esistono, di fatto, ricerche qualificate e comprensive che indaghino l’esistenza o meno del fenomeno e l’eventuale sua rilevanza.

L’unica ricerca nazionale svolta riguarda esclusivamente la violenza verso le donne (e su essa torneremo), mentre per la violenza femminile siamo in presenza di poche tesi universitarie, scarse ricerche per di più svolte su campioni solitamente molto limitati.

Ben differente è la situazione oltreoceano dove il tema è al centro dell’attenzione almeno a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. E può rappresentare, per qualcuno non addentro a queste tematiche, una curiosa sorpresa apprendere che la ricerca ed il dibattito tra i ricercatori non siano affatto concentrati sull’esistenza o meno di una violenza femminile, di cui pochi dubitano, bensì sul tema della simmetria – o meno - tra i due generi nell’esercizio della violenza. Un decisivo input al dibattito, come vedremo già di per sé scottante, è venuto da una ricerca del 2006 del più autorevole organo di ricerca americano, il CDC (Centers for Disease Control), che concludeva appunto – come altre ricerche precedenti - su una sostanziale simmetria nella violenza tra i generi, nel caso specifico tra studenti delle scuole superiori americane. Anche su esso torneremo.

Leggi tutto l’articolo di Eugenio Pelizzari su Psychomedia

2 Comments »

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  1. scusate ma in altri contesti citate la differenza di testosterone e qui no?

    non è il testosterone che rende piu fisica l’esigenza di muoversi, lo stesso ormone che nel caso della violenza, porta meno autocontrollo?

    e poi c’è da sottolineare il fatto che ci sono di sicuro piu uomini che picchiano le donne che viceversa. e che le conseguenze dei colpi sono ben diverse dal momento che la forza fisica è diversa.

    Comment by mara — August 6, 2009 @ 11:04 am

  2. Evitiamo, gentile Mara, commenti fuori luogo. L’articolo, e le ricerche a cui si riferisce, dicono una cosa ben precisa. Che la violenza non è un fenomeno a senso unico, nel senso dei maschi che la esercitano sulle femmine, ma è violenza fra i generi. E’ questa una verità che in Italia ci si rifiuta persino di indagare ma che anche nei paesi anglosassoni viene celata dai media.
    Verità scomoda, che ribalta antichi stereotipi, ma che tuttavia, se si vuole davvero agire contro la violenza, non può essere taciuta.
    Se leggesse tutto l’articolo di Pellizzari ed anche le altre sue ricerche in merito, si accorgerebbe che non si negano le diverse conseguenze della violenza maschile rispetto a quella femminile.
    Ma a parte il fatto, che pure è fondamentale, che esiste una violenza psicologica per la quale non occorre forza muscolare nè testorone, lei sembra intendere che alle “deboli” donne (ma non sono loro che si vantano di competere cogli uomini anche sul terreno fisico?)possa essere quasi concessa licenza di picchiare. Il che, francamente, è inaccettabile sotto ogni punto di vista, in primo luogo morale.
    armando

    Comment by Administrator — August 7, 2009 @ 11:53 am

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