March 3, 2009

LUCA ERA GAY

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 9:10 pm

di Armando Ermini

“Nessuna malattia, nessuna guarigione”
, solo una storia. Questo è il passaggio chiave della canzone sanremese di Povia che ha destato lo scandalo e l’indignazione di alcune associazioni gay e dei personaggi che ad esse ruotano intorno.

Povia racconta la sua storia, incentrata sull’assenza di un padre e su un amore materno soffocante, storia comune a molti omosessuali anche illustri, come Pier Paolo Pasolini (bisognerebbe rileggersi le sue parole alla madre) o Oscar Wilde, che si portano quella condizione per tutta la loro vita, accentandola più o meno serenamente.

Povia non giudica, non colpevolizza, non criminalizza.
E’ uno scandalo che si descriva la scoperta del proprio orientamento sessuale?

Visto il clamore suscitato, parebbe proprio di si’. L’omosessualita’ sembra debba essere descritta solo nei modi e nei termini confacenti al mainstream di genere e ai diktats delle lobbies omo. Cosi’, quando si passa dall’eterosessualia’ all’omosessualita’, si descrive e si interpreta il cambiamento come “scoperta del proprio orientamento sessuale”, come se l’altro fosse stato un velo costrittivo sul primo, ne celasse la scoperta; quando invece si passa dall’omosessualita’ all’eterosessaulita’, il passaggio non sarebbe spontaneo ma indotto dalla necessità di conformarsi a modelli imposti, oppure ancora ci si scaglia contro coloro che lo considererebbero come la guarigione da una malattia.

Eppure Povia, per fugare ogni sospetto afferma chiaramente, “Nessuna malattia, nessuna guarigione”, solo una storia.
E allora perche’ tutto questo clamore?
Non sorge spontaneo il sospetto che sia per un mero conflitto d’interessi di lobby?

La stessa OMS reputa indispensabile il rispetto della liberta’ e dell’autodeterminazione della persona in merito al proprio orientamento sessuale (OMS, ICD-10 n. F66 1) che non viene mai considerato come irreversibile ed acquisito una volta per tutte.
Dov’e’ dunque il problema?

Povia e’ stato persino accusato di imporre un modello offensivo per gli omosessuali (1).
Ma Povia non ha imposto nessun modello, come invece fece qualche anno fa la Regione Toscana, che nell’intento dichiarato di promuovere una campagna contro l’omofobia, diffuse un manifesto in cui compariva un neonato con al polso un braccialettino con su scritto “gay”.
E che dire delle varie televisioni, pubbliche e private, che si sono sentite in obbligo, praticamente in ogni trasmissione successiva al festival, di mandare in onda un profluvio di dichiarazioni, interviste etc. in cui si è fatta l’apologia dell’omosessualità? Apologia che, se vuole essere, come è evidente, una risposta alla canzone di Povia, è fuori luogo. Perché quella canzone non denigra nessuno, racconta solo un’esperienza soggettiva.
La peggior prova di sé l’ha data “Striscia la notizia”. Insinuando che il Luca della canzone fosse un ex frequentatore di un’associazione finita sotto inchiesta per motivi non ancora chiariti, ha dato in pasto ai telespettatori le immagini di una famiglia che con quella del protagonista di “Luca era gay” non c’entrano nulla. http://raffaelladimarzio.blogspot.com/.
Ma anzichè sminuire e togliere credibilità alla storia di Povia, per chiunque sia dotato di un minimo senso critico Striscia la notizia ha sminuito solo se stessa.

I movimenti omosessuali, inizialmente nati per contrastare le discriminazioni di cui i gay erano fatti oggetto, hanno perso negli anni la loro carica trasgressiva e libertaria e si sono trasformati in una potente lobby di pressione.

Mentre dichiarano di essere contro ogni discriminazione, lanciano accuse di oscurantismo e di omofobia a chiunque dissenta dalla loro impostazione, e di fatto, premono per zittire ogni voce che vada contro i loro interessi.
Anche quelle di semplice buon senso.

Note
1 - “Perche’ attraverso la storia di uno, si fa la storia di tutti”. Dichiarazione di Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell’Arcigay.

7 Comments »

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  1. Concordo su quanto dite sulla canzone di Povia. In merito a Striscia la Notizia credo siate stati anche troppo gentili. Purtroppo la famiglia vista a Striscia non è l’unica che ormai da anni subisce una persecuzione inverosimile da chi odia quella “associazione finita sotto inchiesta per motivi non ancora chiariti”. Oltretutto sembra che la trasmissione di quel filmato non fosse neanche autorizzata (http://groups.google.it/group/parliamo-di-arkeon/msg/862afa6b5fba2bfb?hl=it).

    Per il resto, non posso che citare Raffaella Di Marzio: “E poi ho provato una grande indignazione per l’ingiustizia di cui la famiglia messa alla gogna è stata oggetto. L’innocenza e l’intimità di persone ignare sono state esposte senza alcuna necessità, senza valide ragioni e utilizzando una forma di violenza psicologica che ha fatto di quelle tre persone tre vittime, vittime di quegli abusi psicologici di cui si parla tanto e che si riescono a vedere solo dove fa comodo che si vedano.”
    A presto.
    Fioridiarancio

    Comment by Fioridiarancio — March 3, 2009 @ 9:41 pm

  2. Grazie Armando, un articolo lucidissimo.
    Condivido praticamente in toto su quanto e’ stato scritto, perche’ se l’orientamento omosessuale non deve essere biasimato, l’istigazione all’omosessualita’ non puo’ invece essere permessa.
    Il problema della tracimazione dei movimenti omosessuali nasce dal fatto che questo confine, tra diritto e valore, e’ totalmente assente.

    Antonio

    Comment by Antonio — March 4, 2009 @ 5:36 am

  3. A me colpiscono le tecniche di dinsinformazione utilizzate: prima la parola d’ordine “malattia”, e ora l’accostamento all’associazione sotto inchiesta. Nulla di vero, più volte smentito, ma i media continuano a rilanciare i messaggi. Intanto una povera famiglia viene usata per un fine politico e paga su media e blog, per aver detto alcune cose, probabilmente senza autorizzarne la diffusione, che non piacciano alle lobby. L’intento, credo, sia di dare anche un duro monito a chi prova a “sgarrare” alla legge del pensiero dominante.
    Tanta tristezza e grazie del post.
    S&P

    Comment by sudorepioggia — March 4, 2009 @ 10:14 am

  4. La canzone di Povia narra di una storia verosimile, sono d’accordo con te. Mi fa piacere allora che siamo d’accordo (quasi mai succede) su una cosa: che il maschile, l’essere uomini, non è solo un dato naturale, ma si costruisce anche con le esperienze che si fanno, con gli incontri e, nel caso di Luca, nel visitare tutte le “sponde” possibili… Il Luca della canzone in effetti ha una relazione di quattro (4, mica una botta e via) anni con un uomo, con cui, a detta sua, fa a gara a chi fa meglio il sesso (”meglio” indica una certa immedesimazione, o no?). Poi a una festa incontra una ragazza e parte il colpo di fulmine e, in due giri di do, si trova padre.
    Trovo allora strano che commenti questa canzone solo citando un verso, o parlando dei gay che si sono alterati già solo a partire dal titolo. Per me ci sono altre questioni:
    - in quei quattro anni, sarebbe stato meglio per Luca vivere in una società accogliente o censurante? In una società pericolosa, dove ti impiccano se ami un uomo, o in una società aperta?
    - ad una festa incontra lei, una “lei giusta” e infatti sarà “l’unica donna che abbia mai amato”. Con la sintesi estrema dell’incedere delle strofe, in due battute è compagna e madre e sullo sfondo di questa immagine appaiono anche il papà (da perdonare… di che?) e la mamma. A me è sembrato proprio che la “lei” che Luca incontra alla festa abbia qualcosa di materno, o per lo meno Luca è molto infantile, passivo nel rappresentarla: “lei mi ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva”. Direi che lei si prendeva cura di lui. Non viene in luce un’intraprendenza di Luca, ma la soddisfazione dei bisogni di Luca da parte di questa ragazza. L’idea che Luca abbia avuto una madre opprimente a questo punto si associa alla natura asimmetrica di questo incontro.
    - Come è lei? Non lo sappiamo: le canzoni d’amore di solito mettono in scena “una maglietta fina tanto stretta al punto che immaginavo tutto”, o almeno degli “occhi blu”. Qualcosa di concreto, una voce, un calore… Niente. Sembra la descrizione di una badante… Una tata che il giorno dopo già manca al bambino viziato. Un futurista direbbe che Luca è un rammollito. Comunque l’autrice di un così importante cambiamento non appare in scena. Forse Luca non vuole che lei gli rubi la scena della sua redenzione? Potrebbe essere questa l’ultima perversione in fatto di vanità?
    - Luca forse è un eterno immaturo, arrabbiato: come quegli uomini che diventano misogini perché rimasti delusi da un grande amore da giovani, vissuto con una mancanza di concretezza e con un narcisismo mai guariti. Il suo rapporto con questa donna materna è anche un dispetto nei confronti dei suoi ex? Il raccontarlo con una canzone sembra quasi una ripicca. Luca sembra uno permaloso che non si è sentito adorato abbastanza… Non si è sentito mai abbastanza necessario.
    - “caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato”, dice Luca. Cosa c’era da perdonare al padre? Che arroganza in questo perdono pubblico… Ma adesso Luca forse capirà che il mondo non ruota attorno a lui. Adesso c’è un bambino di cui Luca è padre, un bambino attorno a cui dovrà ruotare il mondo. E dovrà ruotare anche Luca… Oppure fai fare tutto a lei? Raccontaci come va, Luca…

    Comment by Massimo M. — March 4, 2009 @ 8:09 pm

  5. Massimo M.,
    non capendo dove vuoi arrivare , perche’ fai ‘il processo alle intenzioni di Luca’, e non ne capisco il motivo, ti rispondo semplicemente riprendendo una frase dal testo:

    Dov’e’ il problema?

    Animus

    Comment by Animus — March 5, 2009 @ 6:31 am

  6. Per Massimo.
    Il mio non era tanto un commento alla canzone, di cui ho colto solo l’aspetto per me essenziale, quanto a ciò che è accaduto intorno ad essa.
    Riguardo a quello che scrivi:
    è scontato che ognuno debba avere il diritto di vivere senza stigmi la propria sessualità, ma ti muovo due obiezioni.
    Può anche essere che, come scrivi nella tua attenta analisi del testo, Luca viva il rapporto con la ragazza in modo un po’ filiale, come del resto avviene, purtroppo, anche per alcuni eterosessuali da sempre. Ma, se era l’eccessivo amore materno che gli impediva di relazionarsi sessualmente con una donna, il passaggio alla ragazza rappresenta comunque un segno di trasformazione e di superamento di quel blocco psichico. Trasformazione che con la nascita del figlio troverà il suo banco di prova vero e dovrà approdare al definitivo superamento di una concezione egoica dell’esistenza.
    In questo contesto il “perdono” al padre non lo leggo in modo negativo. Ognuno di noi ha qualcosa da perdonare ai genitori, per un motivo o per l’altro. Riuscire a farlo significa non essere più invischiati in una relazione nevrotica, e vedere che i limiti e le mancanze altrui, nel caso specifico l’incapacità paterna a imprimere al figlio la ferita narcisistica del distacco dalla madre, non esimono dall’assunzione di responsabilità in prima persona per quello che si è. E lo stesso avrei detto se il perdono fosse avvenuto in presenza di una accettazione serena della propria omosessualità.
    Finisco dicendoti che, come c’è omosessualità e omosessualità, non esiste per essa una causa unica, e che non è vera l’affermazione di Mancuso per il quale raccontando la storia di uno si racconta la storia di tutti. Questa è ideologizzazione del fenomeno, che finisce col non prestare attenzione al vissuto reale, vero, concreto, delle persone e inchiodarle in una gabbia, qualsiasi sia. Ed è la cosa peggiore, questa si foriera di infelicità.
    armando

    Comment by Administrator — March 5, 2009 @ 1:37 pm

  7. In merito alla tematica in discussione, mi pregio di lasciare in pasto dei lettori di questo blog il seguente link:
    http://www.grillini.it/show.php?6050
    Si tratta di un articolo un po’ lunghetto, in cui Grillini (quello che ha fatto la sceneggiata a Sanremo) verso la fine afferma che “…Anch´io sono stato etero fino a 27 anni, lo scrivo nel mio libro Ecce omo…”

    Ne deduco: se si decide di cambiare il proprio orientamento sessuale, è molto meglio chiamarsi Franco che non Luca. Così è la vita….

    Carlo
    http://metromaschile.blogspot.com/

    Comment by Carlo — March 5, 2009 @ 3:32 pm

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