I padri e la crisi
Di Paolo Mombelli
Riprendere il lavoro dopo la polmonite, a guidare betomiere. La cava chiude, dovrà andare ogni giorno a 40 km per lavorare e forse soltanto per qualche mese, se le cose non prenderanno una piega diversa. Moglie e due figli piccoli a carico.
Sei mesi fa lavorava 2 ore al giorno di straordinario, in ferriera. Adesso lavora 10 ore al giorno e il giorno dopo è a casa. Fa di tutto, nel frattempo, piccoli lavori da muratore, tinteggiatore, giardiniere. Moglie e due figli piccoli a carico.
Ha perso la moglie (38 anni) improvvisamente, un malore, a fine estate. Responsabile degli operai di un’officina meccanica, 250 operai. In due mesi diventeranno 150. Tocca a lui scegliere chi deve essere licenziato. 1.800 euro al mese. Senza la moglie, due figli piccoli a carico.
Un papà va dal maestro di tennis, i suoi due bambini sono bravi, hanno passione per questo sport. Ha perso il lavoro, non potrà più mandarli a lezione. Moglie e due figli piccoli a carico.
Decine di padri hanno già perso il lavoro, e senza prospettive. Moglie e figli a carico.

















…almeno il papà può abbracciare le sue creature…anche senza soldi…io nn potrò mai farlo poichè la mamma ha deciso di abortire….avrei dato tutto per vederlo nascere…
Comment by rosario — February 23, 2009 @ 9:40 pm
Su Il Corriere della sera di oggi 1 marzo, c’è un articolo in cui si dice che in Gran Bretagna la crisi economica porta al licenziamento di un numero di uomini superiore a quello delle donne, tanto da far pensare che continuando questo trend l’occupazione femminile potrebbe superare quella maschile. Ciò accade sia perchè i settori più in crisi sono a prevalenza maschile (finanza, edilizia) mentre si salvano istruzione e sanità dove il lavoro femminile è più massiccio, sia perchè i datori di lavoro pagano alle donne stipendi più bassi e con contratti part-time.
Il che dimostra alcune cose politicamente scorrettissime ma vere:
1)Il soffitto di cristallo è una balla. L’impresa, per sua stessa logica interna, privilegia sempre la convenienza economica. Licenza o promuove non in base al sesso ma allo scopo di massimizzare profitti e produttività.
2)Le donne, ormai da decenni, somigliano a ciò che Karl Marx definiva “l’esercito industriale di riserva”, quel settore cioè di lavoratori pronti ad accettare condizioni peggiori e salari più bassi in concorrenza cogli altri. Bella conquista, non c’è che dire.
3)Come in tempo di guerra quando i maschi andavano a morire al fronte e le donne accupavano i posti di lavoro forzatamente lasciati liberi e non più restituiti al ritorno, così ora in tempo di crisi economica, l’occupazione femminile, contrariamente alla vulgata corrente, sembra venire privilegiata rispetto a quella maschile.
Come scrive una donna di cultura, l’antropologa Ida Magli, “le donne vanno bene perché il mondo va male.”
Armando
Comment by Administrator — March 2, 2009 @ 11:36 pm