February 27, 2009

Crimini di Stato

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 11:42 am

Da Repubblica on line del 25 febbraio 2009.

Padre uccide il figlio e si uccide
il bimbo aveva otto anni

Uccide il figlio di 8 anni a coltellate e poi si uccide con la stessa arma. E’ quanto avvenuto oggi pomeriggio intorno alle 17 a San Donato Milanese, all’interno del centro sanitario Asl di via Sergnano, un centro dove fanno incontrare i bambini in affido con le famiglie di provenienza. Il bambino era stato sottratto al padre naturale per problemi economici. Al momento dell’incontro nel centro protetto dell’Asl è avvenuta la tragedia. Sul posto la polizia municipale e i carabinieri di San Donato Milanese. articolo su Repubblica

Fu la Fallaci a dire che “quando un padre uccide il figlio poi si suicida, quando lo fa la madre, corre dal parrucchiere.

“…capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l’anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)…” (da Intervista a Oriana Fallaci sul Corriere della Sera del 13/01/2005)

February 25, 2009

Il padre? Basta sia in grado di produrre sperma.

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 1:43 pm

di Armando Ermini
La notizia, http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo441808.shtml è che un giudice di Pavia ha autorizzato su richiesta della moglie il prelievo di sperma dal marito in coma, per poi procedere all’inseminazione artificiale della donna.
Premetto, a scanso di malintesi, che non sono in causa le intenzioni di quella signora che, per quello che ne sappiamo, possono benissimo essere le migliori del mondo, così come del tutto sinceri il sentimento di affetto verso il marito e la volontà di crescere al meglio il futuro bambino.
Ma senso e significato della vicenda non possono essere dedotti dai sentimenti dei congiunti. E non solo perchè la percezione delle cose da parte di chi è emotivamente coinvolto (e sconvolto), è spesso alterata. Anche se così non fosse, esisterebbero comunque esiti e conseguenze di segno
più generale, e di questi voglio parlare brevemente.
Circa la signora in questione dico solo che nella sua richiesta non ha valutato due cose di fondamentale rilievo.
Non ha tenuto in alcun conto la volontà del marito, che finisce per essere considerato a “disposizione” per esaudire il di lei desiderio, e che sta programmando la venuta al mondo di un bambino orfano di padre.
Se, come ho scritto sopra, si può arrivare a comprendere il suo stato d’animo e l’ansia di fare in qualche modo rivivere nel figlio il marito, non così per altri protagonisti della vicenda. Per quanto riguarda eventuali amici/e o psicoterapeuti ai quali potrebbe aver chiesto consiglio, posso
solo sperare che l’abbiano vivamente sconsigliata. Non ci sono però dubbi su due altri personaggi: il legale tramite il quale quella richiesta è stata inoltrata, ed il giudice che l’ha accolta.
Per quanto riguarda il primo, sono convinto che, se la professione forense ha ancora un senso oltre la parcella, non avrebbe dovuto prestarsi a patrocinare una causa sbagliata sotto ogni punto di vista.
Ma più grave ancora è la decisone del giudice. In base a quale legge o norma, ha concesso quel permesso nell’impossibilità di accertare volontà o consenso del malato? L’autodeterminazione della persona è stato l’argomento principe in base al quale è stato emesso il provvedimento che ha consentito il distacco del sondino di Eluana Englaro.
Su quell’evento ho già espresso la mia opinione e non ci ritorno, se non per dire che almeno si era tentato di ricostruire a posteriori la volontà della ragazza, per ciò che questa pratica può valere ai fini di un vero consenso.
In questo caso assolutamente no. Il giudice ha disposto del corpo del malato come fosse una “cosa” a disposizione del desiderio della moglie. Ed è gravissimo, come gravissimo che non abbia sentito il dovere di valutare il bene del futuro bambino, condannato ad essere orfano.
Il senso complessivo della vicenda appare chiarissimo. Per la cultura egemone, di cui quel giudice si è fatto interprete insieme al legale ed anche ,forse (ma ho già chiarito), alla madre, il padre è solo uno strumento, un mezzo, un semplice fuco, affinchè il “diritto” alla maternità possa essere realizzato in tutta la sua superiore valenza.
Non conta la sua persona, non conta la sua volontà, non conta la sua opera di futuro educatore del figlio, della quale si pensa di poter fare tranquillamente a meno. Come accade in quei paesi che consentono la fecondazione eterologa per donne single o coppie lesbiche, il padre, semplicemente, non è. Il padre non esiste come persona e come uomo, ma solo come liquido seminale. Il miglior
padre, ormai, sembra essere quello che non esiste . Si può essere certi che i figli del domani senza padri non ringrazieranno.

February 24, 2009

L’identità

Filed under: Uncategorized, Fondamenta - Administrator @ 10:47 pm

E’ un teatro, una vita del profondo che occorre.
Per i ragazzi. Per me. Per tutti.

Dopo l’ultima curva dico, dopo aver digrignato sorrisi ci sarà pur altro!
Il luogo delle profondità, trafficato più spesso da spaventosi mostri che da angeli di luce è sconosciuto comunque. Umido, buio. Maleodorante.
E’ all’incipit fanghiglia dei tempi passati con trapassati.
Dove il Fallo non offrendo svilisce.
Dove il cuore non amando zittisce.
Questo era.

Ora invece, Padre, ti posso, a macchie, frequentare.
Libero ti offro un ‘Identità.
L’ho conquistata vomitando dolore.
E’ tutto quello che ho.
E’ tua, Padre. Tutta tua.

Davide Giandrini

February 20, 2009

Il punto fondamentale: la scelta

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 1:52 pm

di Roberto Pelusio

A - Il mio amico Ale chiudendo la portiera dell’auto mi ha rotto il pomello dell’ombrello che era appoggiato là, ora devo trovarne uno e sostituirlo. Questo 2009 comincia come l’anno delle “riparazioni” …
R - Il pomello è il manico di plastica vero?
A - Si, ora ne cerco un altro e lo metto al posto di quello rotto. Aggiustare, non cambiare sempre. E’ questo il segreto, forse…
R - Dici una cosa importante, siamo abituati a buttare via ciò che si rompe, anche nei rapporti, appena c’è crisi ci viene di buttare via anche le persone o noi stessi.
A - Già, riflettevo proprio su queste cose.
R - Buttata via una moglie o un marito o un lavoro etc. poi ne trovi un altro.
A - Si, ma non sarà mai come quello prima.
R - Non sarà mai come quella di prima, sarà un’altra e sarà comunque “imperfetta”, perciò cambiarla può forse sistemare qualche cosa, ma non la sostanza, e cioè che camminiamo in un mondo imperfetto, possiamo cercare che lo sia un pò di meno lì dove ci troviamo noi.
Una delle cose belle dell’essere padri e uomini, tra l’altro, è proprio quella di insegnare un mestiere, un lavoro manuale e anche riparare gli ombrelli rotti…
A - Non è tanto quello, quanto sapere che se vuoi puoi ripararlo. Poi scegli tu, ma sappi che hai una scelta e la scelta è il punto fondamentale.
R - ecco!!

February 19, 2009

I padri e la crisi

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile - Administrator @ 9:04 am

Di Paolo Mombelli

Riprendere il lavoro dopo la polmonite, a guidare betomiere. La cava chiude, dovrà andare ogni giorno a 40 km per lavorare e forse soltanto per qualche mese, se le cose non prenderanno una piega diversa. Moglie e due figli piccoli a carico.
Sei mesi fa lavorava 2 ore al giorno di straordinario, in ferriera. Adesso lavora 10 ore al giorno e il giorno dopo è a casa. Fa di tutto, nel frattempo, piccoli lavori da muratore, tinteggiatore, giardiniere. Moglie e due figli piccoli a carico.
Ha perso la moglie (38 anni) improvvisamente, un malore, a fine estate. Responsabile degli operai di un’officina meccanica, 250 operai. In due mesi diventeranno 150. Tocca a lui scegliere chi deve essere licenziato. 1.800 euro al mese. Senza la moglie, due figli piccoli a carico.
Un papà va dal maestro di tennis, i suoi due bambini sono bravi, hanno passione per questo sport. Ha perso il lavoro, non potrà più mandarli a lezione. Moglie e due figli piccoli a carico.

Decine di padri hanno già perso il lavoro, e senza prospettive. Moglie e figli a carico.

February 17, 2009

La settimana per i padri

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 9:00 am


La Settimana per i padri

Lunedì 16 marzo ore 20.45
Cinema Teatro “Politeama” P.zza Mons.Bianchi - Manerbio (BS)

Conferenza sul tema del padre

Relazioni:

Il segno del padre nel destino dei figli e della comunità
Prof. Paolo Ferliga, docente di Storia e Filosofia al liceo classico “Arnaldo” di Brescia, docente di Psicologia dell’Educazione alla Facoltà di Medicina dell’Università di Milano Bicocca, psicoterapeuta, autore de “Il segno del padre” (Moretti & Vitali Ed.), www.paoloferliga.it

Adolescenti tra dipendenze e libertà: il ruolo del padre nella prevenzione
Prof. Antonello Vanni, educatore e studioso di problematiche adolescenziali, docente di Lettere, autore di “Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti” (San Paolo Ed.), www.antonello-vanni.it

Introduzione: dr. Paolo Mombelli, psichiatra, psicoterapeuta
-
Giovedì 19 marzo ore 18.30 - c/o Chiesa Parrocchiale di Manerbio (BS)
Santa Messa per la festa del papà e Rito della Benedizione dei figli chiesta dai padri. Presiede e celebra mons. Tino Clementi, parroco di Manerbio
-
Sabato 21 marzo ore 21.00 - c/o Piccolo Teatro P.zza C.Battisti - Manerbio (BS) con il patrocinio del Comune di Manerbio
“PARSIFAL” - Spettacolo teatrale scritto e interpretato da Davide Giandrini tratto dall’omonimo libro di Claudio Risé per la regia di Franco Palmieri musiche di Arvo Part, Zbigniev Preisnier, www.davidegiandrini.it

Accompagneranno la serata le cornamuse di Alberto Buizza (musicista)
Ingresso libero, spettacolo adatto per adulti e ragazzi dai 12 anni in poi

Manifestazione nazionale dei genitori separati e non solo

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 8:47 am

Segnaliamo:

Mercoledì 25 Febbraio dalle ore 10 alle ore 16
ROMA – Ministero della Giustizia (P.zza B.Cairoli)

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI GENITORI SEPARATI E NON SOLO

Per il Tribunale Unico della Famiglia.

Per l’abolizione dei Tribunali Minorili (competenze civili).
Contro la persecuzione giudiziaria ed i falsi abusi sui minori.
Contro l’operato dei servizi sociali.

(www.gesef.it)

February 16, 2009

Oggettività del bene

Filed under: Uncategorized, Fondamenta - Administrator @ 3:38 pm

di Cesare Brivio

Sulla base di quanto ho letto sulle scelte di chi si è trovato a decidere di questioni di vita o di morte altrui, ho capito che la differenza non è tanto nel vissuto soggettivo, ma solo se uno poi ha privato della vita l’altro o no. Un esempio? Un operaio della Beretta mi raccontò un giorno di quando, diciottenne, ad El Alamein faceva controguerriglia agli Inglesi. Una notte gli capitò di intercettare e sorprendere una pattuglia di incursori inglesi che i suoi commilitoni, e lui stesso, ferirono a baionettate (tutto doveva avvenire in assoluto silenzio, all’arma bianca). Il suo inglese, il suo nemico, era stato da lui ferito ad un rene, era a terra e regola di ingaggio voleva che lui lo finisse al fine di proteggere il rientro della pattuglia da ogni eventuale allarme da parte del ferito. Stava per finirlo come riteneva giusto, almeno fino a quel momento, quando lo guardò negli occhi e non lo uccise, anzi lo trascinò nelle retrovie. Mi fece vedere con orgoglio la fotografia di quell’inglese salvato con famiglia, fotografia che l’inglese gli spedì a fine guerra. Mi disse che era felice di non averlo ucciso, e che non l’aveva ucciso solo per uno sguardo negli occhi sostanzialmente casuale. Una buona scelta dunque, ma istintiva, in sostanza fortuita. Per tanti, proprio per questo, forse “immeritevole”. Eppure assolutamente virtuosa, nei fatti. Penso che questa scelta virtuosa, quand’anche fosse ritenuta “immeritevole”, è a maggior ragione comunque virtuosa quando è di un governante in nome del suo popolo. Non mi interessa conoscere le motivazioni del Presidente del Consiglio nella decisione di salvare la vita di Eluana. Il valore del gesto non dipende da queste. E ritengo pertanto che non siano in nulla rilevanti le diverse interpretazioni che se ne dà dalle più varie parti politiche. Mi basta che non abbia ascoltato il generale consiglio a tacere, non abbia acconsentito alla decisione di morte, al silenzio e all’inerzia e abbia cercato invece di salvare la vita a Eluana: nei fatti non ha trascinato tutti gli italiani, me compreso, nella corresponsabilità collettiva di una scelta terribile e dal valore simbolico assimilabile alle tragedie di cui la Storia fa citazione, per sempre, a vergogna o a merito di un popolo. Non è un caso che il leitmotiv di tutti i favorevoli ad “accompagnare Eluana alla fine”, a cui importano più le buone intenzioni che le azioni, sia, anche dopo la sua morte, e ossessivamente, la richiesta del silenzio: i fatti, a differenza delle intenzioni, restano.

February 14, 2009

Germania: punto di svolta nella coscienza maschile contemporanea

Filed under: Uncategorized, La condizione maschile - Administrator @ 12:32 pm

di Cesare Brivio

Su “Il Foglio” di venerdì 13 febbraio 2009, in seconda pagina, Andrea Affaticati firma un articolo dal titolo: “Storia di otto tedeschi che rivendicano la paternità sui loro figli mai nati”. Dell’articolo riporto liberamente alcuni passi a mio avviso essenziali e che mi hanno particolarmente colpito. Dice in sintesi il testo che il 6 giugno 1971 il settimanale “Stern” uscì in copertina con i volti di trenta delle 374 donne che all’epoca si pronunciarono pubblicamente dichiarando di avere abortito. Con questo gesto crearono le condizioni per l’entrata in vigore otto anni dopo in Germania della legge che rende libero l’aborto entro i primi tre mesi. Il periodico tedesco “Die Zeit” oggi, 38 anni dopo, è dalla parte degli uomini. E precisamente (more…)

I padri e la vicenda Englaro

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 12:20 pm

di Armando Ermini

Non conosco Beppino Englaro e non giudico l’autenticità dei sentimenti di un uomo costretto per diciassette lunghi anni a convivere con la tragedia di una figlia in stato vegetativo persistente.
Intorno alla sua figura di padre però, che ne fosse o meno consapevole non mi interessa, si è svolta una vicenda parallela a quella di Eluana che necessita di essere letta nel suo significato.
Giornali e giornalisti di solito impegnatissimi a tuonare contro il patriarcato come il sistema oppressivo per eccellenza e contro i padri concreti come incarnazione della prevaricazione autoritaria, si sono eretti all’improvviso a paladini del padre e della paternità. Valga per tutti come
esempio, ma molti altri potremmo farne, il titolo de Il Manifesto di domenica 8 febbraio che recitava a tutta pagina, con annessa foto di Beppino Englaro, “IN NOME DEL PADRE”.
È lo stesso giornale che qualche anno orsono (more…)

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design