January 21, 2009

OMOFOBIA O PEDOFOBIA?

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:41 pm

di Armando Ermini

Il giudice spagnolo Fernando Ferrin Calamita è stato sospeso dal suo incarico, messo al minimo dello stipendio e condannato ad un risarcimento di 8000 euro, perché ha ostacolato la procedura di adozione di un bambino da parte della compagna della madre, che intendeva dargli anche il suo nome (fonte Corriere della Sera). In Spagna (dove giuridcamente non esistono più le figure di “padre e madre” né di “moglie e marito” ma solo quelle di “progenitore A e B” e di “partners”) il matrimonio omosessuale è, dal 2005, equiparato in tutto a quello etero e di conseguenza sono ammesse le adozioni per coppie omosessuali. Il giudice Ferrin Calamita, padre di sette figli, ha tuttavia ritenuto di agire in quel modo in base alle convinzione che i bambini hanno diritto ad un padre ed una madre, e che una coppia omosessuale non potrebbe garantire loro una educazione da questo punto di vista equilibrata. Le lobbies gay e i sodali del governo Zapatero hanno immediatamente accusato il giudice di omofobia.
Domanda:
E’ omofobo il giudice che ribadisce il diritto naturale del figlio ad avere un padre e una madre, necessari entrambi per il suo equilibrato sviluppo psichico, oppure è PEDOFOBA la legge spagnola che in nome del diritto degli adulti a veder esaudito ogni loro desiderio
a) Nega il diritto della parte più debole, i bambini, a crescere con entrambi i genitori biologici
b) Li espone al rischio di disequilibri psichici nonché di emarginazione sociale per la loro “diversità”?
c) Nega anche il valore scientifico di tutti gli studi psicoanalitici incentrati sulla triade madre/padre/figlio come nucleo fondante l’identità e la personalità del bambino?

8 Comments »

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  1. Io direi… OMOFILIA

    Carlo
    http://metromaschile.blogspot.com/

    Comment by Carlo — January 21, 2009 @ 2:37 pm

  2. Gli spagnoli stanno fuori con l’accuso

    Comment by Claudio — January 21, 2009 @ 8:57 pm

  3. Io ho frequentato con impegno e piacere nel 2006 un master annuale in sessuologia clinica (sono psicologo dal 1994 e psicoterapeuta dal 1996, e mi tengo annualmente aggiornato, con master, corsi, ecc - 186 crediti ECM ad oggi anche se non obbligatori). A noi hanno insegnato che non esiste alcuna differenza significativa nè di carattere né di temperamento né di psicopatologia o predisposizione ad essa nei figli di coppie eterosessuali rispetto ai figli di coppie gay. Questo non lo dicono i pedofili che vogliono soddisfare i loro desideri, lo dicono le riviste SCIENTIFICHE con un comitato di referees che valuta la pubblicabilità e la scientificità di ciascun articolo (io lo faccio per gli articoli sulle tossicodipendenze di Psicoterapia e Scienze Umane, avendo ampia ed approfondita preparazione nel settore). Tale notizia ci è arrivata da Davide Dèttore (docente di Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale all’Università di Firenze) e da Antonella Montano (docente della Scuola di Psicoterapia della SITCC di Roma e direttrice dell’Istituto Beck Italiano. Nessuno dei due aveva interessi personali in campo, entrambi condividono l’amore per la scienza, esatta, dimostrata e ripetibile, libera da moralismi e bigottismi pericolosi come quelli che hanno portato Galileo all’accusa di eresia. Eppur si muove…
    Carlo Fornesi

    Comment by Carlo Fornesi — January 21, 2009 @ 10:24 pm

  4. Gentile sig. Fornesi,
    vorrei farle una domanda: se per un bambino è indifferente avere un padre ed una madre oppure due padri, oppure due madri, significa che uomini e donne sono uguali ed interscambiabili, e quindi non esiste la figura paterna e quella materna, giusto?

    Comment by Claudio — January 24, 2009 @ 9:14 am

  5. gentile carlo,
    sul mio blog ogni tanto pubblico delle ricerche in merito a paternità, famiglia etc. Una cosa che ho notato è che tali studi in genere abbracciano dei periodi molto lunghi.

    Allora, con questi presupposti, non le sembrano affrettate certe conclusioni “rasserenanti” riguardo agli effetti sulla prole delle adozioni gay, visto che questi tempi di osservazione lunghi ancora non ci sono?

    Secondo aspetto. Di ricerche sulla devianza giovanile ne è pieno il mondo, e tutte queste ricerche, indipendentemente dal loro scopo e dalle loro conclusioni hanno una caratteristica comune: ci mostrano la devianza giovanile come una derivata, SEMPRE E COMUNQUE, da una alterazione della situazione familiare di tipo “tradizionale”. Devianza per assenza del Padre, devianza per assenza della Madre, devianza per separazione e divorzio, devianza per genitori nevrotici o assenti.

    Vengo quindi alla seconda domanda: non le sembra che sia legittimo avere il sospetto, il dubbio (attenzione, continuo a parlare di dubbio) che venir cresciuti da una coppia gay possa costituire anch’essa una alterazione, un uscire dal seminato di quella “situazione familiare tradizionale” di cui parlavo più sopra e quindi generare devianza?

    Dubbi, ragionamenti, interrogativi, ma tutti ben fondati e secondo me quanto mai degni di rispetto ed attenzione, più che mai se questi dubbi a porseli è un magistrato che si trova nella condizione di dover decidere della vita altrui.

    Comment by Carlo Zijno — January 26, 2009 @ 10:20 am

  6. Ho usato il termine pedofobia riferendomi alla legge spagnola, nel senso che considero quella legge avversa ai bambini e ai loro diritti. Lontana da me ogni confusione fra omosessualità e pedofilia, fenomeni ben distinti e di diversa portata su tutti i piani, compreso quello morale.
    Di più. Non dubito della buona fede e delle ottime intenzioni dell’aspirante genitore gay, ma non è questo il punto. Il punto è: hanno diritto i bambini a crescere con due genitori di sesso diverso, in sintonia con la “meccanica” naturale della procreazione? Mi sembra di sentire già un’obbiezione: nel regno animale sono quasi sempre le madri a “educare” i cuccioli mentre i padri se ne disinteressano, senza che per questo un leone sia meno leone. Il fatto è però che l’uomo, in quanto essere autocosciente e perciò in grado di produrre “cultura”, differisce in modo sostanziale dalle altre specie animali.
    Da sempre, ed in ogni civiltà conosciuta, le figure di riferimento per i bambini sono due e di sesso diverso, anche in quelle culture, d’altra parte limitate nel tempo e nello spazio, in cui la funzione paterna era intesa come paternità sociale o esercitata dal fratello della madre piuttosto che dal padre biologico.
    La moderna psicanalisi ha approfondito ciò che era intuitivo, i motivi cioè della necessità di essere educati da genitori di sesso diverso in quanto portatori di funzioni psichiche, istanze e percezioni del mondo differenziate e proprio per questo complementari ed antrambe concorrenti all’equilibrio del bambino.
    A parte la rilevantissima obbiezione che al sig. Fornesi muove Carlo Ziino, cioè la misurabilità solo a lungo termini degli effetti sui bambini della genitorialità omosessuale, la tesi del sig. Fornesi si muove sul terreno dell’ideologia del Gender, secondo cui le differenze fra maschi e femmine, e dunque fra padri e madri, sarebbero solo un accidente morfologico ma in sè sarebbero ininfluenti sulla psiche e sui comportamenti di uomini e donne, che al contrario sarebbero condizionati solo da ruoli socialmente costruiti e imposti dalla cultura (immancabilmente patriarcale).
    Sono stati anche compiuti esperimenti in tal senso. Celebre, e portato ad esempio della validità della Gender theory, fu il caso del dott. Money, a cui si rivolsero i genitori di un bambino al quale, durante un intervento di circoncisione, fu reciso per errore il pene. Era il 1963,ed il dott. Money, convinto assertore dell’esclusiva influenza della cultura sull’identità sessuale, suggerì di allevare il figlio come se fosse una femmina in tutto. Nel 1975, il bambino aveva allora 12 anni, il dottor Money pubblicò un resoconto trionfalistico dell’esperimento. Solo dopo, nel 1997, si scoprì che quel bambino si era sempre sentito diverso dalle femmine, che fin da piccolissimo si sentiva attratto da tutto ciò che era maschile tanto che, più grandicello, si ribellò alla cura a base di estrogeni per femminilizzare il suo corpo, ed alla fine decise di vivere come un maschio, fino anche, dopo apposite operazioni ricostruttive dell’apparato genitale, a sposarsi e adottare figli. Tuttavia le conseguenze di quello sciagurato esperimento non furono mai superate del tutto. Nel 2000 scrisse la sua biografia, e nel 2004 il giovane si suicidò.
    Dunque, se è vero che la differenza sessuale esiste non solo come forma dei corpi, ma influenza in modo decisivo la psiche, essere cresciuti da due genitori dello stesso sesso non può essere indifferente.
    E d’altra parte le cronache iniziano ad arricchirsi di articoli che raccontano l’ansia dei figli nati con la provetta di conoscere il padre naturale, ossia la propria origine, e la disperata voglia di instaurare con esso il perduto rapporto filiale.
    Questi sono i motivi per cui dissentiamo profondamente dalle leggi imposte da Zapatero, che per conformismo ideologico danneggiano i più deboli e indifesi.
    Dunque, a parte il fatto che la scienza, come ci insegnarono proprio nel ‘68, non è così neutra e oggettiva come pretende (ma il discorso esula dal tema presente), l’accusa di moralismo e bigottismo è da rovesciare sul nuovo conformismo politically correct.
    armando

    Comment by armando — January 28, 2009 @ 12:26 pm

  7. Di solito parlo per esperienza e in questo caso voglio solo dire; sono nata in una copia di genitori che littigavano spesso e mio padre mi è mancato, non tanto perchè non voleva essere presente, piutosto per il fatto che doveva sempre discutere su tutto e di più con mia madre e le sue amiche; il risultato era che col tempo se ne è andato stuffo di dovere lottare per essere rispetato e avere diritto di decisione come padre e rispeto. Non dico che lui non abbia delle responsavilità, ma con il tempo lo ho compreso. Sono cresciuta in una mentalità dove le donne danno per un qualunque cosa la “colpa” agli uomini, questo ha crato in me delle difficoltà relazionali con i uomini e col tempo essendo stufa di avere difficoltà ad avere una relazione stabile e equilibrata, mi sono posta un semplice dillema; sono io che ho un problema e da li è cominciata la mia ricerca con la voglia di risposte e le ho avute parlando e domandando a mio padre e mia madre, per comprendere me. Oggi sono sposata ed ho una famiglia, era un sogno per me, quasi irragiungibile; per l’ambiente dove sono cresciuta e sopra tutto dispregevole da’ certe femministe che vedono in questo essere caduta in basso. Non comprendo molto questo accanimento ancora oggi verso delle famiglie (padre, madre) che secondo me, sono molto essenziali per la crescita equilibrata di un/a bambino/a.

    Comment by Fabia — February 7, 2009 @ 9:24 am

  8. Temo che il commentatore (Carlo Fornesi) che fa riferimento agli studi scientifici non sia del tutto aggiornato. Uno studio nel 2008, revisionando gli studi svolti negli ultimi decenni, ha concluso che alcune differenze, significative, esistono, e che la ricerca condotta finora sull’argomento ha numerosi problemi. Non è una questione semplice, ma i dati sono ancora carenti e la ricerca troppo facilmente influenzata da posizioni ideologiche (per esempio, in uno studio chiave, si diceva che i figli delle coppie lesbiche sono anzi migliori perché hanno meno differenze di genere, cioè maschi più femminili e femmine più maschili).
    S&P

    Comment by S&P — February 14, 2009 @ 8:32 pm

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