December 24, 2008

SULLA VIOLENZA FRA I GENERI

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Di Armando Ermini

Ci siamo occupati più volte, su questo blog e sul sito Maschi Selvatici, del problema violenza, di come viene percepito socialmente e di come è trattato dai media (il lettore potrà trovarli mediante i nuovi motori di ricerca che abbiamo attivato). Oggi ritorniamo sull’argomento linkando i seguenti pezzi:

www.paternita.info/news/news-camerani1.html

www.paternita.info/ news/news-camerani2.html

Il primo si occupa , riassumendola e rimandando a sua volta alla fonte originale integrale, di una relazione del maggio 2007 della d.ssa Chiara Camerani, direttrice del CEPIC, Centro Europeo di Psicologia Investigativa e Criminologica, tenuta durante il convegno romano dal titolo

Quando la vittima è lui
La violenza familiare verso l’uomo

Il secondo pezzo rimanda invece ad una pagina del Quotidiano Nazionale del 12 dicembre 2008, che contiene una intervista sul tema della D.ssa Rosanna Alfieri, direttrice del Centro Specialistico di Pedagogia Clinica, e ci informa dell’apertura di uno sportello (Ci sono anch’io) , di informazione, supporto e consulenza per uomini maltrattati e papà separati, ad opera del Centro citato e dell’Associazione di Studi di Criminologia coordinato dalla d.ssa Gloria Mazzeo.

Le notizie e i dati statistici pubblicati non sono una novità assoluta. In modo del tutto sporadico e insufficiente rispetto all’entità del fenomeno è capitato che anche la grande stampa quotidiana e periodica se ne sia occupata. Lo ha fatto, però, senza approfondimento di analisi e soprattutto senza che i dati che affiorano (provenienti soprattutto dall’estero) inducano ad un mutamento di linee editoriali. Queste sono fondate sul pregiudizio culturale che la violenza sia fenomeno esclusivamente maschile, che il genere femminile ne sia intrinsecamente estraneo o che comunque, quando i fatti non possono essere negati, la violenza al femminile sia sempre di reazione o spiegabile con condizioni di svantaggio e di oppressione.
Di tale pregiudizio fa parte anche il silenzio maschile sull’argomento, come se le parole degli uomini, non solo delle vittime ma anche quelle degli addetti ai lavori, non fossero credibili. O come se fossero gli uomini stessi a non sentirsi legittimati a parlare o scrivere in modo non conforme ai canoni imposti in decenni di battage mediatico a senso unico.
Crediamo che la violenza non abbia genere, e dunque nutriamo grande gratitudine per quelle donne, siano esse studiose o giornaliste o donne “normali”, che rifiutano con coraggio i luoghi comuni e i pregiudizi. Ben vengano, e ben venga una salutare alleanza con tutte loro in nome della verità dei fatti. Siamo però anche convinti che la situazione non evolverà nella sostanza finchè gli uomini non si libereranno dall’incantesimo che li pietrifica come faceva lo sguardo della Medusa.

4 Comments »

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  1. Buon Natale!

    Comment by Sabatino — December 24, 2008 @ 11:22 pm

  2. Sono convinta anch’io della conclusione del suo articolo: ho postato le medesime statistiche citate su un forum di politica, fra le tante (scontate) risposte di donne, mi ha colpito questa di un uomo:

    Una utente scrive:
    “sono contraria all’uso della violenza. sempre.
    ma non scriviamo corbellerie che gli uomini sono i più maltrattati fisicamente..per favore un po’ di decenza.
    Esistono anche donne che riescano a menare i mariti, pochissime in confronto alla violenza che subiscono.
    Il fatto che quel povero uomo perderà forse un occhi è terribile, ma le donne che ci hanno rimesso la vita son troppe. Giusto prevenire, ma sacrosanto denunciare” (era stato riportato un caso di violenza da parte di una moglie che avrebbe causato la perdita di un occhio al marito n.d.r.)”

    E lui risponde

    “Condivido ed aggiungo che spero vivamente che le donne si rimettano al pari degli uomini.
    Ne debbono “gonfiare” qualche milardo…ancora!”

    Non riesco a comprendere tanta assurda cieca devozione verso un intero genere sino ad auspicare una vendetta indiscriminata che potrebbe anche colpire lui stesso.

    Comment by Rita — December 27, 2008 @ 10:40 am

  3. Cara Rita,
    non c’è nulla da comprendere. Quando si arriva a vergognarsi del proprio genere fino ad auspicare di essere “gonfiati”, siamo nel campo della patologia psichica. La stessa cosa direi, naturalmente, se a parlare così del proprio genere fosse una donna.
    armando

    Comment by Administrator — January 2, 2009 @ 8:44 pm

  4. Rinchiudete in un manicomio e “gonfiatelo” quel pazzo citato da Rita!

    Comment by Ivan — January 19, 2009 @ 9:58 am

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