December 8, 2008

Destra e Sinistra unite nella lotta (ai padri)

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 10:40 am

di Armando Ermini

Una inusitata (?) alleanza trasversale fra PD (Anna Finocchiaro) e Lega (Carolina Lussana), ha prodotto un emendamento, approvato dalla Commissione giustizia della Camera, alla legge Anti-stalking promossa dal ministro Mara Carfagna. In virtù di esso, se il reato di stalking è commesso dal coniuge della vittima, anche separato o divorziato, la pena potrà arrivare fino a sei anni (due in più rispetto ai quattro già previsti). Inoltre si potrà negare al molestatore la possibilità di comunicare non solo con la vittima, il che sarebbe ovvio, ma anche con i propri figli. Il reato, è precisato, non è perseguibile d’ufficio ma solo su denuncia della vittima, e sono previsti provvedimenti restrittivi (ad esempio il divieto di frequentare gli stessi luoghi della/del molestato) ancor prima che il procedimento giudiziario abbia compiuto il suo iter fino alla sentenza.
Non abbiamo nessunissima simpatia o indulgenza per i molestatori (quelli veri), ma già altre volte abbiamo sottolineato l’impalpabilità del reato di stalking la cui definizione è in pratica lasciata alla percezione ed alla sensibilità della vittima. E’ evidente che la non procedibilità d’ufficio è legata proprio alla difficoltà di definire con precisione il reato. Altrettanto evidente che l’oggettività della norma, caposaldo dello stato di diritto, è in questo caso pesantemente lesa. Comportamenti identici saranno trattati in modo opposto.
C’è però un altro risvolto in questa legge, ancor più drammatico e pericoloso alla luce della realtà e ulteriormente aggravato dall’emendamento in questione. Sappiamo, da statistiche ufficiali, che oltre l’80% delle accuse all’ex coniuge (il marito) di molestie sessuali verso la moglie o i figli sono false, azioni strumentali tese a togliere di mezzo l’incomodo marito, a paralizzarne ogni possibilità di opposizione alle pretese della moglie, e soprattutto a “punirlo” per interposta persona, i figli la cui frequentazione sarà negata per lunghi anni quando non per sempre (oltre, naturalmente, al disonore, la vergogna di un’accusa infamante e dulcis in fundo mesi e mesi di galera). L’aggravio di pena per il coniuge previsto dall’emendamento PD/ Lussana, corredato dal divieto di comunicare coi figli, mette i padri ancor più sotto ricatto. Già ora è praticamente impossibile per un padre frequentarli se la moglie affidataria intende opporsi mediante i più svariati artifici. Con l’emendamento in questione, basterà qualche falsa accusa per rompere definitivamente il legame fra il padre e la prole, con ulteriore danno per lui ed anche per loro, i figli, che dovrebbero essere tenuti fuori dalle diatribe fra coniugi.
Come altre volte, quando si tratta di fare leggi antipaterne, i due schieramenti smettono di tirarsi addosso le solite (e fasulle) palle infuocate, e come per incanto si ritrovano tutti d’amore e d’accordo sotto l’alto patronato delle novelle suffragette.

4 Comments »

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  1. I rilievi, pur nella loro crudezza, sono precisi e puntuali. Si può leggere un articolo che tratta lo stesso tema su questa pagina:

    http://forum.panorama.it/viewtopic.php?pid=196210#p196210

    Comment by luca — December 8, 2008 @ 2:13 pm

  2. Come donna provo disagio. Non mi sento rappresentata da chi trasforma le proprie fobie, i propri pregiudizi e le proprie mire personali in un’insana guerra di genere.
    Sara

    Comment by Sara — December 8, 2008 @ 2:42 pm

  3. Si tratta di leggi speciali e come tutte le leggi speciali sono fondate sul criterio che la denuncia è automaticamente prova,e giustifica immediatamente misure di controllo e repressione. Le leggi speciali sono introdotte da campagne di propaganda che si basano sul classico schema della costruzione del gruppo sociale persecutore, il nemico mortale, e del gruppo sociale vittima, l’amico; costruzione artificiale da cui viene fatta derivare la superiore necessità di violare le regole del diritto e la libertà dei cittadini. La costruzione del gruppo dei persecutori/nemici e delle vittime/amici è da sempre attuata facendo ricorso a strumenti ideologici utilizzati per falsificare la realtà. Una volta imposto propagandisticamente il consenso per la violazione per un caso, tutte le violazioni successive diventano più agevoli e sono prassi normale. Non è e non sarà difficile per ogni cittadino italiano capire perchè oggi il ceto politico sia di destra sia di sinistra sente il bisogno di introdurre leggi speciali contro i maschi e i padri e a tal fine utilizza la lettura ideologizzata della realtà in chiave femminista, costruendo sulla cifra maschio/persecutore/nemico-femmina/ vittima/amico, una popolazione italiana costituita da maschi persecutore da una parte e femmine perseguitate dall’altra.

    Comment by cesare — December 9, 2008 @ 11:49 am

  4. grande articolo, come sempre: completo, ma essenziale e ficcante. Mi permetto di aggiungere solo una pietruzza: è assodato, nell’esperienza comune, che ogni coppia in via di separazione deve necessariamente affrontare un periodo di trattativa (più o meno dura) per addivenire ad un qualche accordo. Si tratta di un periodo di intensi contatti tra i separandi, contatti che possono essere anche non facili o lineari (ed infatti di solito non lo sono). Nel momento che verrà definitivamente approvata questa legge, ciò non sarà più gestibile in prima persona perchè incomberà la possibilità di essere denunciati per stalking. A mio avviso, pertanto, una delle conseguenze di questa legge consiste in un ulteriore regalo economico per la corporazione di avvocati, avvocaticchi e mediatori vari che imperversano nel settore.

    Carlo
    http://metromaschile.blogspot.com/

    Comment by Carlo Zijno — December 10, 2008 @ 9:12 am

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