November 29, 2008

Grembiulini

Filed under: Fondamenta - Administrator @ 3:25 pm

di Armando Ermini

Strano paese il nostro.
Governi e opposizioni, come sempre, si scambiano le parti e ciò che era bandiera degli uni, quando viene sventolata dagli altri diventa nel migliore dei casi un falso problema, comunque ininfluente anche se fino a poco prima lo si era giudicato di alto valore simbolico. Mi riferisco per la precisione alle divise scolastiche uguali per tutti, gli ormai famosi grembiulini, che da simbolo di una scuola che non dovrebbe discriminare vengono derubricati ad abile mossa governativa per dissimulare altre e sostanziose differenze a cui non si vuole mettere mano.
Ora, che tali differenze (di classe, di ceto, di censo) esistano, è una verità incontrovertibile e non sarà certamente il grembiulino ad annullarle. E d’altra parte la scuola da sola non può bastare a farlo, quand’anche le si volesse assegnare questo compito diciamo così improprio e al di sopra delle sue possibilità concrete. Eppure i grembiulini un senso preciso lo hanno: “Voi potete essere figli di professionisti o di operai, di ricchi commercianti o di disoccupati, ma a scuola siete tutti uguali, e dentro la scuola quelle differenze cerchiamo per quanto possibile di non farle pesare”, sembrano dire i grembiulini uguali per tutti. Negli anni ’50, quando la scuola la frequentavo io, era proprio così, e quella scuola fatta di almeno in apparenza di “uguali” sotto la guida del Maestro unico, ha avuto non pochi meriti nel riscatto dei ceti meno favoriti, che nell’accedere ad un livello sia pur basso di alfabetizzazione, trovavano un motivo d’orgoglio e uno strumento concreto di miglioramento della propria condizione. Tanto che la divisa scolastica era un segno di riconoscimento e di differenziazione rispetto a chi la scuola non la frequentava. Questi pensieri mi sono venuti alla mente durante un viaggio in Nepal, paese poverissimo e di quasi esclusiva economia agricola, osservando con quanta contentezza le miriadi bambini che lo popolano, indossano la loro divisina e, altro che mamma in Suv, si sobbarcano ogni giorno anche molte ore di cammino su sentieri e mulattiere ripidissime per andare nella loro scuola, posta di solito nel villaggio più importante della zona. Ai trekkers di passaggio ogni bimbo domanda sempre :”School pen?” nella speranza di “conquistare” una penna a sfera, ed alla sera sui muretti dei villaggi, davanti alle case, si vedono bambini impegnatissimi a fare i compiti sui loro quadernetti sgualciti ed austeri.

I risultati sono tangibili. All’ingresso di un villaggio sono entrato in una piccola, povera, pasticceria dove erano un uomo giovane e un ragazzino di circa dieci anni. L’uomo era silenzioso, quasi intimidito. Il ragazzino invece, che sapeva far di conto e conosceva un po’ d’inglese, ha preso seriamente in mano la situazione e si è messo ad illustrare i prodotti (sorprendentemente buoni) e contrattare il prezzo con un messaggio non espresso ma molto chiaro: “io so come trattare, ho gli strumenti per farlo e il futuro mi appartiene”.
Ecco, invece di perderci in polemiche sterili e strumentali, dovremmo tornare a conferire alle cose il loro vero valore, con un bagno di umiltà che ci coinvolga tutti quanti.

1 Comment »

The URI to TrackBack this entry is: http://maschiselvatici.blogsome.com/2008/11/29/grembiulini/trackback/

  1. Grazie per questo post. E’ la prima cosa sensata che leggo sulla riforma della scuola.
    A presto.
    Fioridiarancio

    Comment by fioridiarancio — December 7, 2008 @ 7:21 pm

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design