Con-corsi categoria donne.
di Cesare Brivio
Dopo due edizioni in cui ad uno dei due generi era assolutamente proibito partecipare, finalmente da quest’anno il corso “Donna politica e istituzioni” tenuto presso l’Università degli Studi di Brescia si apre alla differenza ed alle pari opportunità.
Recita infatti il bando: “Il corso è rivolto a donne e uomini in possesso, al momento della presentazione della domanda di ammissione, di diploma di scuola media superiore. Il 40% dei posti è riservato al personale tecnico-amministrativo e a studenti/studentesse di corsi attivati nell’Ateneo; gli uomini sono ammessi nella percentuale massima del 5% dei posti disponibili.
La conclusione positiva del corso darà diritto all’”attestato di valutazione, utile per il riconoscimento di 6 crediti formativi per gli studenti/studentesse e della formazione professionale per il personale tecnico-amministrativo”.

















Son troppo malizioso se penso che per la salute del genere maschile era forse meglio che i maschi continuassero ad esser esclusi dal corso?
Comment by Passaggioalbosco — October 21, 2008 @ 3:50 pm
Direi di no.
Se un corso si intitola “Donna politica e istituzioni” mi sembra giusto che se lo facciano le donne. Un uomo cosa ci va a fare?
Ben vengano gli spazi separati e dedicati ai generi, oggi ce ne sono troppo pochi.
Guido
Comment by guido venturini — October 22, 2008 @ 8:33 am
Il problema non è che si facciano inziative culturali e formative dedicate e riservate ai generi, questo lo condividerei pure. Il problema è che da queste iniziative scaturiscono poi dei crediti formativi. Allora, delle due l’una: o c’è accesso paritario per tutti, oppure si fa una parallela iniziativa al maschile. Altrimenti siamo alle solite…
Carlo
http://metromaschile.blogspot.com/
Comment by Carlo ZIjno — October 22, 2008 @ 8:40 am
Visto che lavoro nell’Università “incriminata” dico la mia.
Ha ragione Guido: ben vengano gli spazi separati e dedicati ai generi. Ce n’è bisogno.
Ha ragione Carlo: questi spazi separati non possono dare origini a discriminazioni in sede concorsuale.
Ha ragione Passaggio al bosco: meglio lasciare fuori i maschi che stabilire una umiliante quota azzurra del 5%.
Eugenio Pelizzari
Comment by Administrator — October 22, 2008 @ 9:45 am
Le chiavi di lettura sono tante. Fra cui anche la domanda: “Ti piace vincere facile?” formulata negli spot della lotteria nazionale “Gratta e vinci”.
Comment by cesare — October 24, 2008 @ 8:35 am