October 9, 2008

PADRI IN PROVETTA

Filed under: Bioetica, La condizione maschile - Administrator @ 6:52 pm

Di Armando Ermini

Il Giornale del 6 ottobre (Il giro d’Europa su internet alla ricerca dei fratelli di seme, di Eleonora Barbieri), ci racconta l’ennesima storia di un figlio della provetta alla ricerca del padre biologico e degli eventuali fratelli, questa volta fra Finlandia e Gran Bretagna.
Altre volte ci siamo occupati del problema della fecondazione artificiale: (www.maschiselvatici.it - bioetica : “Chi è tuo padre? Un donatore anonimo di sperma”, “Referendum e legge sulla procreazione assistita”, Spostare le montagne e ritrovare il nome del padre”, “Sperma show, tutto quanto fa spettacolo”, “ Giustizia e società”, “Padri e figli scelti su catalogo”, “Il no di un educatore”, “Quello che dice l’arcinemico della legge 40/2004”, “Procreazione artificiale, a sinistra c’è un eretico”, “Bioetica, le riflessioni interessanti ma contraddittorie di una femminista”, “Bambini con tre genitori biologici”).
A quegli articoli rimandiamo per approfondire la questione degli effetti sui bambini di un desiderio legittimo di maternità che diventa egoismo quando fin dal concepimento si preclude al bambino il diritto di conoscere (e di crescere con) il padre biologico.
Questa volta vogliamo invece affrontare il problema dall’ottica dei padri che vendono il loro seme. Riguarda la nostra responsabilità di maschi, ed è la faccia più inesplorata della questione.
Non siamo moralisti, tuttavia non c’è dubbio che:
- La vendita di sperma (perché di questo si tratta, e per pochi spiccioli, non di dono) è assimilabile alla prostituzione di una parte di sé di altissimo valore simbolico per un maschio e non solo. E’ il principio vitale maschile che viene commercializzato come un qualsiasi oggetto.
- Ciò significa una enorme svalutazione/autosvalutazione di sé come uomo, come padre e come persona.
- Come nella prostituzione dei corpi, domanda e offerta si creano a vicenda, e se non esistessero i “donatori” tutto il mostruoso castello del commercio di seme crollerebbe di colpo. Siamo dunque chiamati ad una assunzione franca di responsabilità: diretta e personale per i “donatori”, indiretta ma non per questo più leggera come genere. Non abbiamo saputo infatti veicolare una cultura che rifiuti alla radice la concezione del maschio come fuco, e che di conseguenza si assuma la responsabilità dei figli cui ha dato origine, figli che anelano a conoscere il proprio padre e la cui mancanza è destinata a generare in loro ansie e insicurezze. Da questo punto di vista la responsabilità e l’egoismo dei “donatori” sono simmetriche a quella delle madri single per scelta, con due aggravanti: mentre nella decisione delle madri single c’è una sia pure malintesa esaltazione della matenità, in quella dei donatori c’è la totale svalutazione della paternità. Inoltre è il mondo scientifico e imprenditoriale, in gran parte maschile, ad aver di fatto ideato le tecniche di fecondazione artificiale e ad avervi impiegato enormi risorse finanziarie.
Paradossalmente, dunque, la più moderna tecnologia è al servizio del più regressivo processo psichico e culturale, facendoci tornare al tempo in cui, sembra, i maschi non avevano consapevolezza della loro funzione procreativa e dunque paterna. Un vero e proprio suicidio collettivo di massa che azzererebbe millenni di cultura umana, che proprio nell’acquisita coscienza della paternità ebbe un suo punto di svolta decisivo.

Il Giornale ci offre però anche un motivo di speranza. Sembra infatti che sia in atto un fenomeno nuovo: ci sono padri “in provetta” che a distanza di anni dalla vendita del proprio sperma sentono l’esigenza di conoscere i figli che hanno messo al mondo, e se li vanno a cercare. Segno che, forse, la sbornia “libertaria” e deresponsabilizzante è arrivata a toccare il nocciolo duro dell’uomo, quel sedimento millenario che ancora costituisce il miglior sbarramento alle follie antiumane della così detta modernità. Che a suo modo avesse ragione Margaret Mead quando scriveva che il concetto di paternità è entrato sempre in crisi parallelamente alle crisi sociali e di civiltà, ma che è così importante per la comunità umana da essersi poi sempre risollevato?

2 Comments »

The URI to TrackBack this entry is: http://maschiselvatici.blogsome.com/2008/10/09/padri-in-provetta/trackback/

  1. Mi hai subito fatto ricordare un raconto di mio marito, che mi diceva che si era sentito come “un donatore di sperma” per il semplice fatto che la sua ex moglie, avesse omesso un giorno di dirli che era incinta (per la seconda volta)di un/a bambino/a e nemeno quando aveva deciso di abortire. Gliello ha detto al fatto compiuto e questo è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per lui !
    Fabia

    Comment by Fabia — October 11, 2008 @ 1:44 pm

  2. grande il marito di fabia!

    Comment by giovane — October 13, 2008 @ 9:00 am

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design