di Armando Ermini
Nei giorni passati Il Giornale ha ospitato un ricco dibattito sugli effetti della femminilizzazione delle società occidentali iniziato con un articolo di Alain De Benoist e con altri interventi fra cui quelli di Caterina Soffici, Claudio Risè, Giordano Bruno Guerri e Sandro Bondi.
www.ilgiornale.it - Ma che guaio il mondo al femminile - di A. De Benoist
www.ilgiornale.it - Chi rifiuta il mondo al femminile può sempre convertirsi all’Islam - di C. Soffici
claudiorise.blogsome.com - La societa al femminile? una fregatura - di C. Risé
www.ilgiornale.it - La società donna produce la creatura ibrida
www.forumfamiglie.org - Difendiamo la famiglia per distinguere ruoli e sessi - di S. Bondi
www.ilgiornale.it - La diversità dei sessi genera civiltà - di A. De Benoist
I Maschi Selvatici discutono e scrivono di questi temi ormai da un decennio, e siamo ovviamente felici che finalmente affiorino nelle pagine culturali di un giornale a tiratura nazionale. Quando abbiamo iniziato la nostra avventura sul web ispirandoci ai lavori di Claudio Risè, l’unico studioso in Italia che già da tempo aveva intuito e compreso la direzione di marcia dell’occidente moderno e gli esiti a cui avrebbe portato, un dibattito come quello su Il Giornale sarebbe stato impensabile, e certo nessun quotidiano si sarebbe arrischiato ad ospitarlo.
Oggi è possibile. Anche se naturalmente esiste una resistenza fortissima a prendere atto della realtà, anche se si tenta ad arte di sviare la discussione su aspetti superficiali e inessenziali (come fa la spaventata Caterina Soffici) o ci si ferma alla superficie sociologica dei problemi (Giordano Bruno Guerri), la verità emerge e il tema è posto. Da qui non si torna più indietro.
Non abbiamo meriti da rivendicare, se non quello di essere convinti profondamente delle nostre idee e di avere portato il nostro contributo in modo sempre tenace e serio. E’ piuttosto la realtà che si impone all’ideologia. Si pensava che abbattuto l’idolo maschile e paterno, si sarebbero schiuse le autostrade dell’uguaglianza, della solidarietà, dell’empatia e della felicità individuale, della comprensione universale, dei diritti umani rispettati, della pace e della non violenza, della ragionevolezza femminile. Ed invece accade l’opposto. Insicurezza, incertezza identitaria, confusione, disuguaglianza crescente, bullismo e violenza, in una parola Caos sociale e individuale.
La società senza padre, tutta centrata sul femminil/materno, è una iattura per tutti, maschi e femmine, e se ne comincia a prendere atto. Dunque avevamo ed abbiamo ragione. Una virilità ammalata che rinuncia a se stessa, che si considera e viene considerata sbagliata, infetta tutto ciò con cui viene a contatto. Occorre allora prendere atto, definitivamente, che il male non sta nell’eccesso di virilità, e il rimedio non sta nell’ulteriore accellerazione del processo di femminilizzazione. Il male è il deficit di virilità e di paternità piene ed autentiche e il rimedio è nella loro rinascita. Da parte nostra continueremo, con tutta la passione di cui siamo capaci, a spingere verso lo scopo per cui siamo nati.