Maschilità significa onore
Di Armando Ermini
Benedetta Perilli, su La Repubblica del 28 agosto, lo scrive con sconcerto e malcelata ironia: secondo una inchiesta condotta dall’Università dell’Indiana su 27.000 maschi di otto paesi fra cui l’Italia, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, non sono il sesso o i soldi che fanno sentire virile un uomo, ma il vecchio e desueto onore. Per la precisione : al primo posto, con il 33% delle preferenze, mettono la capacità di essere un uomo d’onore. Seguono poi tenere sotto controllo la propria vita, avere il rispetto degli amici, avere un buon lavoro e saper fronteggiare da soli i problemi.
Per anni e anni il maschio è stato disprezzato come un sessuomane a cui interesserebbe solo scopare, le femministe ci hanno considerati esseri ragionanti solo in funzione del nostro organo sessuale e per questo trattati quasi da sub-umani. E’ stata imposta sui media e dai media l’immagine del maschio interessato solo a sesso/ potere/ soldi e per questo valutato come soggetto insensibile e egocentrico in confronto alle innumerevoli e sempre positive qualità femminili. Ed ora, sorpresa, pare non sia esattamente così.
Poco importa - scrive la Perilli- se le donne lo vorrebbero tutto muscoli e denaro, questo maschio internazionale e cittadino, che vive in coppia e guadagna bene, per sentirsi macho ha bisogno di essere rispettato. Niente numeri e prestazioni, per gli uomini la mascolinità è un sentimento che si costruisce sulla stima.
Che delusione- continua - allora per tutte quelle convinte di essere l’altra metà del cielo. Se fosse per i 27mila intervistati, quando si tratta di identità maschile, quel cielo potrebbe pure crollare.
E finisce: E l’homo eroticus allora? E il Don Giovanni? E Rodolfo Valentino? Stereotipi maschili costruiti su secoli di letteratura e cinema che crollano in un sol colpo sotto il peso di onore, rispetto, salute e felicità di coppia. Insomma, gli uomini descritti dagli uomini sembrano molto diversi da quelli che ci hanno raccontato.
Non che ci hanno raccontato, egregia sig.a Perilli, ma che ci avete raccontato, voi donne che avete colonizzato culturalmente i media. Quando finalmente qualcuno si prende la briga di farli parlare in prima persona, queste macchine per sesso e soldi, si scopre una verità diversa. Quell’immagine altro non è che una proiezione dell’immaginario femminile. Un desiderio inconscio negato con rabbia (in specie da quelle “emancipate”) e ribaltato sull’oggetto di tale desiderio fino al disprezzo ostentato. Ma anche un modo per tenere il maschio sempre sotto pressione e sotto esame, ossia sotto potere occulto. Da qui lo sconcerto. “Oddio, e ora che non sono più al centro del suo universo, come potrò manovrarlo, commuoverlo con qualche lacrima, atteggiarmi a vittima del suo potere oppressivo per ottenere privilegi altrimenti inconquistabili?”
Ma non si preoccupino le donne, quelle vere intendo. Un maschio che sa cavarsela da sé, che mette al primo posto la propria dignità e il proprio onore di uomo, che sente di essere apprezzato non in funzione delle tacche e del portafoglio, che gode della stima e del rispetto (ricambiati) degli amici, che non vive ansiosamente in funzione della di Lei approvazione, sarà un ottimo amante e marito e padre, anche se qualche volta gli capiterà di andare in bianco. Lo sarà perché avrà conquistato la condizione necessaria per essere uomo, l’indipendenza psichica. E terrà in gran conto il genere femminile, in modo autentico però. Questo e nient’altro che questo significa il termine onore, non le sciocchezze raccontate dalla giornalista di Repubblica quando accenna a Quel sentimento forte e radicato che fino ad alcuni decenni fa in Italia poteva attenuare addirittura le aggravanti di un delitto passionale.
Per essere felici con quest’uomo occorre una donna donna. Che sappia dunque rinunciare all’onnipotenza di chi si sente il Centro e pensa l’altro in funzione di se stessa per modellarlo a proprio uso e consumo. Proprio quello che viene rimproverato agli uomini nel solito giuoco di specchi. Proviamoci! Funzionerà.

















Ecco, invece, un ulteriore esempio di uomo senza attributi, psicologicamente sottomesso alle donne e alla propaganda mediatica…
http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Tennis/Primo_Piano/2008/09/02/ferrer.shtml
Il tennista spagnolo, durante il match contro il giovane giapponese Kei Nishikori al terzo turno dello Us Open, riversa la rabbia della sconfitta contro l’incolpevole arbitro : “E’ normale, tu sei una donna e quindi non puoi capire e fare niente”. Immediate le scuse
NEW YORK, (Usa) 2 settembre 2008 - Perdere allo Us Open contro uno sbarbatello giapponese di 18 anni è un duro colpo che può far perdere le staffe. E’ successo a David Ferrer che, eliminato a sorpresa dal giovane Kei Nishikori (126 del ranking) al terzo turno dello Slam americano, ha pensato di riversare tutta la sua frustrazione sulla giudice di sedia: una donna.
RABBIA - Il fattaccio, che ha provocato immediate reazioni all’interno del circuito, è accaduto sul punteggio di 4-3 del secondo set in favore del giapponese, quando orami Ferrer iniziava a intuire di aver perso le redini dell’incontro. Il valenciano, uno dei giocatori più educati e rispettosi, si è improvvisamente ribellato, guadagnando un “warning” per abuso verbale. Sotto nel punteggio, e provocato da quella punizione ingiusta, Ferrer non ha ci ha visto e si è rivolto con tono maleducato verso la giudice di sedia: “E’ normale, tu sei una donna - le ha detto senza mezze misure - e le donne non possono capire e fare niente. Non possono”.
STUPIDAGGINE - La gravità dell’accusa non è sfuggita allo stesso tennista, pronto subito a scusarsi pubblicamente: “Ho detto una stupidaggine - ha ammesso davanti ai microfoni - prodotto del nervosismo. In realtà ero solo arrabbiato con me stesso e l’ho fatta pagare all’arbitro. E poi figuratevi, io da sempre penso che le donne siano migliori degli uomini. Spero che lei e tutti coloro che si sono sentiti toccati da ciò che ho detto accettino le mie scuse”.
COME SE NON BASTASSE…- Ma l’episodio di nervosismo che ha coinvolto lo spagnolo non è stato l’unico della settimana. A surriscaldare l’atmosfera di Flushing Meadows ci ha pensato il solito Marat Safin. Durante il match di primo turno contro Vincent Spadea, l’irascibile russo è esploso contro il giudice di sedia, un uomo, reo di avergli sanzionato un fallo di piede sul servizio. L’ennesima uscita fuori luogo pagata con 2000 dollari di multa. Ma senza distinzioni razziali.
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“E’ normale, tu sei una donna e quindi non puoi capire e fare niente”.
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Immediate le scuse
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“Ho detto una stupidaggine - ha ammesso davanti ai microfoni - prodotto del nervosismo. In realtà ero solo arrabbiato con me stesso e l’ho fatta pagare all’arbitro.
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E poi figuratevi, io da sempre penso che le donne siano migliori degli uomini.
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Comment by Fabio — September 2, 2008 @ 5:04 pm
Ho letto questo post tutto di un fiato. Sono cresciuta con l’idea degli uomini “che ci hanno raccontato”. Mio padre, un cammino di tanti anni, e soprattutto mio marito mi hanno insegnato il mondo che c’è nel cuore degli uomini. Oggi mi chiedo se sono una brava moglie e una brava madre. Del fatto che lui sia un uomo, marito e padre meraviglioso ne ho conferma ogni giorno che passa.
Grazie di quanto avete scritto.
A presto.
Fioridiarancio
Comment by Fioridiarancio — September 3, 2008 @ 4:59 pm
Tipico comportamento da matrizzato, quello del tennista spagnolo.Dapprima rigurgita una sciocchezza che evidentemente è il suo vero pensiero, frutto di rabbia repressa per non riuscire a sentirsi autonomo e indipendente, poi, incapace di sostenere quanto affermato poco prima si produce in una penosa smentita di se stesso. Non solo, preso da un raptus uguale e simmetrico al precedente, si lancia nella solita ruffianeria dei maschi(si fa per dire) pentiti, in una schizofrenica oscillazione fra disprezzo e adorazione. Dio ci scampi da costoro.
armando
Comment by Administrator — September 3, 2008 @ 5:20 pm
PS - ho citato questo articolo sul mio blog, spero non vi dispiaccia.
http://fioridiarancio.wordpress.com/2008/09/04/come-sono-gli-uomini/
Comment by Fioridirancio — September 4, 2008 @ 6:18 am
Per Fioridiarancio:
Al contrario, ne siamo onorati! E complimenti per il tuo blog, fatto di pensieri autentici e semplici proprio perchè autentici. Non è così frequente, in un mondo che ci coinvolge sempre di più nella cerebralità sofisticata e nell’artificialità, scovare persone che abbiano il coraggio di esprimersi nel modo che fai tu. Ma forse non siamo abbastanza attenti. Forse guardandoci intorno ne troveremo molte di persone così, che hanno il solo torto di non fare notizia e di non avere spazi nel circo barnum mediatico.
Armando
Comment by Administrator — September 4, 2008 @ 12:15 pm
Al contrario della norma, io sono cresciuta avendo difficoltà con il mondo delle donne e spesso difendendo mio padre quando spettegolato e criticato dietro le quinte; questo mi ha creata giudizzi per osare pensare diverso dalle classiche donne feministe. Con questo, a periodi i miei migliori amici risulatavano gli uomini per la semplicità del rapporto; come se fossimo fratelli.
Comment by Fabia — September 14, 2008 @ 7:28 pm