August 14, 2008

SAVE THE MALES, la nuova frontiera della liberazione sessuale secondo Katheleen Parker

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 10:14 pm

Di Armando Ermini

La Terra, si sa, è tonda e gira su se stessa. Basta star fermi e il passato riapparirà come per magia, inevitabilmente. Così. Su Il Foglio del 13 agosto 2008 leggiamo che l’ultimo libro della Parker, notissima editorialista USA, si intitola proprio “Salvate i Maschi”. La giornalista, famosa anche per aver diffuso le dissacranti tesi pro-men dell’allievo di Leo Strauss, Harvey Mansifeld, si è accorta che i maschi sono assai bistrattati e che tutto sommato, l’uomo ancien regime, protettivo e responsabile, era molto meglio dell’attuale metrosexual, depilato, bellino e bravino, che aborre ogni manifestazione di mascolinità (anche a letto).
Assediati dal rivendicazionismo femminista, ridicolizzati, screditati, diminuiti, i maschi hanno perduto il loro ruolo e, scrive Il Foglio, il padre protettivo e responsabile è diventato la manifestazione regressiva di un patriarcato antimoderno, mentre le donne si atteggiano a vittime, sante e mistiche. Controprova della perdita di buon senso e di ogni ordine gerarchico, bandiera del radicalismo democratico, è il modo con cui i maschi vengono rappresentati sui media. Bulli, bruti, violenti, stupratori o, il massimo del bene, farlocchi privi di spirito. Mai ce ne fosse uno forte, coraggioso, serio, onesto.
Bene arrivata fra le persone di buon senso, signora Parker. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, ammesso che il tardi non sia già troppo e che non si creda possibile far coesistere il maschio antico con la femminista moderna.
Nulla da eccepire, comunque, salvo il titolo del libro “Salvate i maschi”. Chi ci dovrebbe salvare? Le donne, cioè quelle che, secondo lei, ci hanno distrutto? Lo Stato, quello che si è fatto complice ed autore in prima persona dello svilimento del genere maschile, che ora si ritorce contro le stesse donne (quelle che ancora si possono definire tali, naturalmente)?
La verità è che il maschio può salvarsi solo da sé. Nel duplice senso che non esisterà mai nessuna donna e nessuno Stato che gli caverà le castagne dal fuoco (e se accadesse non sarebbe vera salvezza), e che l’uomo moderno ha da guardarsi principalmente da se stesso, visto come si è ridotto. E’ da sé che deve recuperare l’antico sapere maschile, quello che gli faceva mettere al primo posto la protezione della femmina e dei cuccioli (propri e altrui), prima ancora del suo personale interesse. Quello che lo rendeva capace di distinguere le lacrime femminili strumentali da quelle sincere, sapendo che anche quest’ultime non implicavano necessariamente accondiscendenza senza riserve. Quello insomma che sapeva assumersi le sue responsabilità maschili e che sapeva dire dei SI ma anche dei franchi NO. Da qualche decennio (ma in realtà si tratta di un processo molto più lungo) ha dimenticato completamente le sue prerogative; per immotivati sensi di colpa opportunamente stimolati o per “furbizia”, questa davvero farlocca, poco importa. Stà di fatto che quelle prerogative deve riacquistarle da sé, senza con ciò rinnegare i fardelli di cui non ha mai cessato di farsi carico (i lavori pesanti e pericolosi, il mantenimento della famiglia anche quando la donna guadagna più di lui, il duro esercizio della forza a fin di bene, anche la guerra quando vi è chiamato sia o meno d’accordo, e così via elencando). E’ l’unica strada per riguadagnare stima di sé, e si può star certi che anche le donne (al solito quelle vere) lo ringrazieranno, dopo.

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