L’educazione e la cavalleria imposte per legge
di Armando Ermini
Un tempo era normale, specialmente per i maschi, cedere il posto sull’autobus agli anziani, ai disabili, alle mamme con bambini piccoli o alle donne incinta. Chi non lo faceva, qualsiasi fosse il motivo, se ne vergognava.
Poi, con il politically correct imposto dai progressisti imperante, abbiamo appreso che:
-gli anziani sono “diversamente giovani”
-i disabili “diversamente abili”,
e a dimostrazione che niente è precluso per una donna abbiamo letto che:
-le mamme con bimbi piccoli vincono medaglie olimpiche anche in discipline di forza.
-le donne incinta si sottopongono a gravosi viaggi per fare passerella passando in rassegna le truppe, come la ministra della difesa del governo Zapatero in Irak.
Risultato logico e ovvio: nessuno più, pare, si sogna di cedere il posto a chi è uguale a lui o addirittura capace di imprese eccezionali o di sottoporsi a disagi considerevoli per dimostrare di essere “più”.
Ma qualcosa, forse, non quadra. E così il comune di Vicenza (centrosinistra) ha deciso di correre ai ripari. Promuovendo forse una “reazionaria e oscurantista” operazione culturale per ridare alle cose il loro vero nome ed alle persone il loro naturale status per cui ad esempio una donna incinta non è onnipotente ma ha al contrario bisogno di cure e attenzioni particolari?
Macchè! Dimentico che sono stati proprio i suoi sodali liberal alla base di tale disastro, che definire educativo è solo riduttivo perchè si tratta invece di un problema antropologico ed etico, detta amministrazione progressista ha deciso di imporre per legge ciò che una volta era ovvio e normale.
Così, burocraticamente, chi non cederà il suo posto ad una potenziale futura medaglia d’oro olimpica sarà multato severamente.
Lo chiamano “progresso”.
















