I mezzi qualificano il fine
di Cesare
A mio avviso è un errore insistere, contro la sensibilità e il giudizio prevalente e soprattutto quello degli addetti ai lavori, nell’utilizzo di un mezzo sbagliato per conseguire giusti e condivisi obiettivi di sicurezza e tutela per tutti. Prendere le impronte digitali appartiene ad un sistema di simboli che evoca fantasmi precisi. Fantasmi evocati ogniqualvolta si viola il principio della libertà e dignità delle persone: violato in un caso, violato in tutti i casi. I principi che regolano la convivenza civile sono il vero patrimonio di una comunità. Non sono proprietà di nessuno e non si fanno a pezzi per l’urgenza di un giorno. Se poi si adotta questa misura per chi appartiene ad una etnia e per di più verso i bambini, allora i fantasmi diventano inaccettabili. Insostenibili per chiunque e per qualunque motivo. E i fantasmi spesso hanno più peso delle persone in carne ed ossa. E il mondo che evocano più reale di quello reale. Anche con il solo annuncio si sta già ottenendo fin da subito il risultato paradossale, perchè del tutto opposto alle giuste intenzioni e alle buone finalità, di violare la dignità e il rispetto dell’infanzia nell’immaginario collettivo. Il che è già gravissimo. Figurarsi quando poi si prenderanno le impronte digitali dei minori per davvero. I mezzi che si adottano sono la sostanza e il senso di ogni azione e di ogni fine: schedare minori e portarli via ai propri cari delegittima ogni buona intenzione, anche quella di “sottrarli ai topi”, e la trasforma, fatalmente, nel suo opposto. Ci sono tanti altri modi, rispettosi della dignità umana, per tutelare l’infanzia.















