VIVA L’IRLANDA
di Cesare
Corriere della Sera 11 giugno 2008: in Spagna la Sig.ra Bibiana Aldo, ministra femminista dell’Uguaglianza, ha istituito il Telefono Verde per i maschi che si autogiudicano violenti e si autodenunciano. Infatti, secondo la Signora, la violenza maschile è connessa alla scomparsa della società patriarcale (ovvero i padri nella legislazione familiare e in famiglia contano nulla). A che serve dunque il Telefono Verde? Di fatto a rendersi conto che sono stati distrutti e come tutti i vinti costretti a autodenunciarsi di qualunque colpa sia gradita al vincitore. Di solito appunto la colpa del vincitore: la violenza. E dunque? Più di così che vuole la ministra dell’Uguaglianza? il telefono serve, aggiunge la signora Aldo, anche a ritrovare l’identità perduta. Sono i famosi due tempi della violenza dei regimi totalitari: prima ti distruggo, poi, se resta qualcosa, sulla tua rovina ti ricostruisco. E come? ai maschi il ruolo di accusatori e delatori di se stessi, mentre lo Stato pensa a fornire l’identità. In sostanza è il potere che si arroga il diritto di costruire e imporre ai vinti i modelli di vita, in questo caso il modello maschile, fuori del quale c’è la sanzione morale, sociale, amministrativa e penale. E’ la messa fuorilegge di ogni elaborazione autonoma maschile del maschile. Se e come essere padri, lo dice mamma Stato, così anche l’essere maschi. Come si deve essere e come si deve vivere è sapere iniziatico di chi è al potere. Naturalmente un sapere inesistente. Ma proprio per questo serve al controllo. E’ Europa anche questo? Terra promessa o Terra di illibertà e orwelliana violenta oppressione?
In URSS, chi si permetteva di derogare al conformismo nullafacente dell’unità socialista produttiva di fabbrica, subiva un trattamento psichiatrico coatto per sindrome antisociale. E l’autodenuncia era consigliata. Se si sostituisce all’unità socialista produttiva, l’unità produttiva socialfemminista, lo scenario è sovrapponibile: trattamento psichiatrico coatto e esiti disastrosi per l’intera comunità. In URSS però non si era mai pensato alla autodelazione telefonica in ossequio al profilo maschile psicologicamente corretto. A quando il modello femminile? Forzature violente ed assurde. Come l’eutanasia per i bambini in Olanda, la realizzazione delle entità biologiche metà bestie e metà uomo in Inghilterra, l’aborto come diritto positivo ed assoluto della donna, la legislazione familiare che nega ogni diritto al padre, la fecondazione eterologa che nega ogni diritto identitario al nascituro, l’equiparazione della convivenza delle coppie gay al matrimonio, la distruzione della famiglia fondata su un padre ed una madre, la distruzione pianificata dell’appartenenza cristiana delle popolazione europee, le quote rosa e le azioni affermative ad eliminare il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini e spinte in Svezia fino ad imporre il commissario politico donna in ogni CdA aziendale e la tassa su chi nasce maschio, le legislazioni speciali di ogni genere e tipo fondate sulla distruzione dei principi fondamentali del diritto e finalizzate a fare dei cittadini maschi cittadini con diritti personali fortemente limitati e ad intimidire il genere maschile prospettandogli carcere e campi di rieducazione, la costrizione al lavoro fuori casa delle donne, volenti o nolenti, altrimenti il PIL europeo ne soffre e le donne devono vergognarsene, la ricostruzione di ogni verità e documento storico e religioso, letteratura compresa, secondo i dettami dell’ideologia femminista al potere. Questi i valori e le norme che saranno veicolati dalle leggi europee? Questo è Europa?
Se Europa è questa, come non vivere con radicale inquietudine la prospettiva di una casa europea dove la follia di lobby impazzite diventa legge a casa propria? Follia imposta con l’argomento retorico che: “si deve fare in Italia perché già si fa in Europa”. Infantile e truffaldina petizione di principio, elaborata dal giacobinismo socialfemminista e radicalschic, per cui un’ Europa che non c’è viene proposta come realtà di una società più giusta, civile e felice rispetto alle “arretratezze” dei popoli europei. “Perchè in Europa già si fa”: lo spot pubblicitario di ogni sovversione del buon senso, della volontà buona e della libertà stessa. Poi si scopre, grazie all’Irlanda, che questa Europa da matti devono ancora farla. E che se la sottopongono al voto popolare non la vota nessuno perché tutti hanno capito che è solo un artificio per imporre scelte politiche disumane, assurde e illiberali. Scelte da matti appunto. Non è così? Allora fatela ratificare con un voto democratico.
















