Spagna: telefono verde per maschi violenti
di Armando Ermini
E’ l’ultima trovata della ministra spagnola per l’Uguaglianza, la giovane Bibiana Aldo. Non è ben chiaro a cosa dovrebbe servire, racconta Il Corriere della Sera dell’11 Giugno. Qualcuno pensava per indurre i “machi” maneschi a sfogare la propria aggressività su altri obbiettivi, ma il ministro ha rettificato, alzando ancor di più la posta: il telefono verde servirà per i maschi in crisi d’identità, disorientati “dalla fine della società patriarcale”, ovvero per cambiare il modello di mascolinità. La Aldo ha trascurato di precisare come dovrebbe essere il nuovo modello di maschio non nocivo; forse quello illustrato nei suoi films da Pedro Almodovar, noto sostenitore di Zapatero?
Noi restiamo in attesa, seppur con poche speranze, che il problema violenza venga finalmente trattato senza pregiudizi ideologici, ciò che farebbe emergere la verità indicibile che la violenza non è di genere ma infrageneri (http://www.maschiselvatici.it/accadeoggi/dati.htm, ma anche altri articoli che carsicamente emergono sulla stampa, se ne occupò anche D Donna, e poi scompaiono nel dimenticatoio e che dimostrano che in tutti i paesi in cui si conducono indagini statistiche non orientate unilaterlamente esiste un insospettabile tasso di violenza femminile, praticamente pari a quella maschile, anche in Spagna).
Nel frattempo, boutade per boutade, consigliamo al ministro spagnolo, ma perché no anche quello italiano, di istituire anche un telefono giallo o a roselline per le femmine scassaminchia, quelle, tanto per interderci, che si industriano ogni santo giorno di trovare qualche motivo di discussione col proprio uomo, del quale non accettano nulla. Troppo macho o troppo soft, troppo pantofolaio o troppo calcettodipendente, troppo spendaccione o troppo tirchio, troppo taciturno o troppo ciarliero, troppo severo con i figli o troppo loro amico, e via elencando in una serie infinita di difetti, fino ad arrivare all’inemendabile peccato di omesso ricordo delle ricorrenze familiari. Le signore o signorine in questione (chissà quante saranno?) potrebbero utilmente essere consigliate di lasciarlo un po’ in pace, magari sfogando la loro tenace verve polemica in qualche gossip con le amiche del cuore, libere di dire tutto ciò che vogliono, magari davanti ad una tazza di thè coi pasticcini di prassi. Farebbe un gran bene a loro ed ai loro uomini, e la vita di coppia ne godrebbe un sacco.

















Ci mancava appunto il telefono amico per maschi in crisi d’identità a motivo del femminismo-genderismo dominante in Spagna.
Chi suggerirà le linee guida per la “rieducazione” del maschio in terra zapatera?
Nei call center saranno assunti solo lesbiche e transgender ?
Comment by ba — June 16, 2008 @ 1:11 pm
Se posso permettermi, volevo mostrarvi alcuni articoli trovati in rete. Per il resto scrivo solo per ringraziarvi del vostro lavoro, non avendo molto da aggiungere ai vostri articoli, se non un pò di sconforto per la situazione.
In particolare questo:
http://www.ajph.org/cgi/content/abstract/97/5/941
che ho trovato in questo blog:
http://mensawareness.com/node/149
Grazie di cuore per tutto, Massimo.
Comment by massimo — June 19, 2008 @ 9:59 pm
grazie Massimo per le segnalazioni. Stiamo raccogliendo materiale e se ne trovi altre faccelo sapere.
La redazione
Comment by Administrator — June 23, 2008 @ 12:54 pm
L’ amara verità è che al femminismo non importa niente della violenza sulle donne. A loro non interessa ragionare sui dati per risolvere il problema, ma solo fare propaganda antimaschile. Purtroppo è un metodo che abbiamo già visto, ai tempi che furono. Pensavo ingenuamente che avessimo sviluppato anticorpi per riconoscere la propaganda ideologica. Non è così. Un altro studio interessante, è questo qui: http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5519a3.htm L’ ho trovato in un rarissimo articolo del Corriere, questo: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/01/botte.shtml
Comment by Massimo — June 29, 2008 @ 3:20 pm