I maschi muoiono sul lavoro, ma la vera vittima è lei
di Armando Ermini
Simona Ercolani, co-regista del documentario sulla tragedia alla ThyssenKrupp in cui morirono sette operai maschi, ha dichiarato ad una trasmissione su RAI Uno del 1 maggio:
“Si, tragedia e strazio che in realtà colpisce prima di tutto le donne: le mogli e le madri”
Nel 2000, quando ci fu la tragedia del sommergibile atomico russo Kursk in cui perirono oltre cento marinai maschi, Renata Pisu su La Repubblica scrisse che le donne erano le prime vittime dei “giochi di guerra” dei maschi.
Più in generale, quando a morire sono uomini ci si focalizza non tanto sulla loro scomparsa, come se alla fin fine fosse cosa quasi scontata, quanto invece sulle vedove o sulle madri dei morti. Viene da pensare, ad esempio, che la spinta ad adottare misure più severe per evitare gli incidenti sul lavoro, non sia dettata dal fatto che la vita dei lavoratori maschi ha valore in sé, ma per salvaguardare le loro donne.
Ora, sappiamo che per la femmina la sicurezza propria e della prole, e il suo accudimento cui lei è deputata, sono così importanti che spesso sceglie il maschio in funzione della sua capacità di realizzarle. Può sembrare molto autoreferenziale, e lo è, ma in certo senso è anche “normale”, perché nella la donna questa esigenza è così profondamente radicata nella sua natura da indurla a ritenerla un proprio diritto, e simmetricamente un dovere maschile. Non le è facile, perciò, considerare questi eventi oggettivamente, meno ancora vederli dalla parte dell’altro. Per poterlo fare le occorre un contesto socio-culturale in cui il ruolo e la funzione maschili siano valorizzati, non sminuiti. Un contesto che, complessivamente, valorizzi la differenza sessuale e dunque le peculiarità di ciascun genere, senza darlo per scontato a priori. Proprio il contrario di quello che accade oggi, ma che, tuttavia, non può riuscire ad estirpare ciò che è radicato in profondità nella psiche. Le società moderne sono sempre più orientate ai diritti, e fra questi ai diritti delle donne, di cui si esaltano la raggiunta autonomia e l’indipendenza emotiva e materiale dagli uomini, fino a prevederne, quando non auspicarne, l’inutilità a partire dalla primaria funzione procreatva. Nello stesso tempo però, anche se non lo si dice, da essi ci si continua ad attendere quello che hanno fatto da sempre. Provvedere alla famiglia, essere di sostegno materiale ed emotivo alle donne e ai figli.
Si realizza così un cortocircuito dagli esiti contraddittori e inaccettabili. Inconsciamente la morte degli “inutili” maschi viene vissuta come il sottrarsi ad un dovere nei confronti delle donne, che ancora una volta si vivono come vittime. Chi mastica un po’ di psicoanalisi sa che questo è anche l’atteggiamento tipico del bambino a cui è morto un genitore. C’è spesso una rabbia inconscia verso di lui , un muto rimprovero per non esserci più a dare sostegno e protezione, anche se la scomparsa del genitore non dipende affatto dalla sua volontà. Ma se nel bambino è atteggiamento comprensibile, dato il suo sviluppo psichico in fieri, un adulto dovrebbe riuscire a collocare ogni evento nella sua giusta gerarchia di significato. Nel caso specifico quella, perfino ovvia, che la prima vittima di una morte è il morto. Le parole della regista non meno di quelle della Pisu, lette insieme alla quotidiana celebrazione della superiorità del femminile, testimoniano invece l’oscillazione fra sentimento di onnipotenza proclamata e dipendenza incoffessata. Così è oggi nella realtà, ma non è questo il modo migliore di “promuovere” il femminile.

















Si sa che nel mondo odierno la vita degli uomini non vale un fico secco a meno che non procuri qualche vantaggio a lor signorie…
Comment by Giubizza — May 16, 2008 @ 4:24 pm
Sì, le donne sono considerate sempre vittime, anche quando loro stesse ammazzano, ad esempio ogni qualvolta una moglie uccide il proprio marito, giornali tv e tribunali se ne vengono con la stessa motivazione: “è stato ucciso perchè lui la maltrattava…”
Comment by Attila — September 23, 2008 @ 8:23 am