May 26, 2008

La deriva della magistratura

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 7:51 pm

di Antonio Bertinelli

Ci sembra ozioso dilungarsi sui motivi che hanno spinto il Costituente ad assicurare, con gli articoli 104 e 105, l’autonomia e l’indipendenza dei giudici. Ci manca l’abilità per lavorare di fioretto sugli articoli 29 e 30 della Costituzione, dedicati alla famiglia e alla prole; ci manca la sottigliezza giuridica-politica per fare ulteriori considerazioni sugli art. 3, 31, 36 e 37 della stessa, concettualmente dedicati alla tutela funzionale della persona e del suo sviluppo. Spesso l’apparato normativo rappresenta quello che dovrebbe essere; il suo presupposto è la percezione di una dissonanza tra quello che è e quello che vorremmo, ma da molti anni l’azione partigiana di certi magistrati mette a nudo la marcata interdipendenza dei tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario); ci avverte che è finito un sistema etico, un progetto collettivo, un ordine morale. Ci sembra che, come ogni altro gruppo sociale, anche i magistrati necessitino di risorse ideologiche, simboliche e materiali. Mille problemi ed altrettante doglianze costituiscono il quadro offerto del Paese nelle relazioni dei Procuratori Generali per l’apertura di ogni anno giudiziario. (more…)

May 25, 2008

Il Calderas

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 8:19 pm

a cura di Armando Ermini

Carlo Sgorlon
Il Calders
Mondadori, 1988

Sgorlon è scrittore secondo me straordinario nel far rivivere nei suoi personaggi la ricerca di quanto più è ancestrale nell’uomo, che non può rinunciare ai suoi miti pena l’azzeramento di senso.
Il Calderas (il Calderaio) è la storia di un ragazzo zingaro, che inizia in un villaggio slavo poco prima della Grande Guerra e termina in Friuli con la fine della Seconda Guerra Mondiale e con la Resistenza ai nazisti.
Un lungo arco di tempo durante il quale il piccolo Sindel, orfano dei genitori e cresciuto dal vecchio Vissalòm in un carrozzone (il wurdon) errante da un luogo all’altro come costume di quel popolo, sperimenta il senso profondo di libertà del nomadismo ma anche la privazione della mancanza di radici, di un luogo delle origini cui fare riferimento dentro di sé. Non gli bastano le scarne e improbabili leggende che gli narra Vissalòm, e arriva all’amara conclusione che il suo è un popolo senza vera storia, perché non ha scrittura e quindi parola. Disperso nel mondo, vive il presente senza un disegno ed una prospettiva per il futuro, perennemente estraneo alle temibili leggi dei gagè, gli stanziali, ma non per questo privo di un ferreo codice d’onore e di proprie leggi interiori, quelle della tradizione, tramandate verbalmente e vissute di padre in figlio fin dalla notte dei tempi. (more…)

May 21, 2008

L’Altro è sempre senza invito

Filed under: Bioetica - Administrator @ 9:05 am

di Cesare Brivio

A parte le più che naturali e ragionevoli esigenze di tutela dei diritti di sicurezza dei cittadini, le manifestazioni di violenza, verbale e non, contro il popolo dei Rom o dello Straniero in senso lato, clandestino o no che sia, nulla hanno a che fare con la sicurezza, sacrosanta richiesta di una popolazione civile e laboriosa capace di darsi leggi efficaci per gestire i fenomeni migratori. Al contrario, hanno a che fare semplicemente con lo scatenarsi irrazionale di sentimenti distruttivi in primo luogo per chi li prova. Le accuse ai Rom, ai clandestini, quando pretendono di essere connotazione esclusiva di una categoria, la Storia insegna, sono accuse che di volta in volta vengono attribuite e sono state attribuite a tutti i gruppi sociali o etnici o culturali o politici che appaiono o sono apparsi non omologati e non omologabili . Le accuse nascono più che altro dal fatto che costoro incarnano una alterità. (more…)

May 12, 2008

Count down

Filed under: Bioetica - Administrator @ 12:53 pm

a cura della Redazione
da Il Foglio on line del 8 maggio 2008

“In Europa c’è un aborto e un divorzio quasi ogni trenta secondi”. “E’ il collasso della famiglia nel vecchio continente” Sono le analisi contenute nell’ennesimo rapporto (“L’evoluzione della famiglia in Europa – 2008), stilato dall’Istituto per le politiche della famiglia e presentato ieri a Bruxelles al Parlamento Europeo. Altri dati: “Rispetto al 1980, nel 2007 sono nati quasi un milione di bambini in meno”. “Ora l’Europa è un continente più vecchio”. “Una ogni cinque gravidanze finisce in un aborto”

May 8, 2008

L’Italia distrugge i suoi padri e rovina i suoi figli

Filed under: Uncategorized - Administrator @ 12:23 pm

Taranto, 4 MAGGIO 2008

Sergio NardelliMI INCATENO A 50 METRI DI ALTEZZA PER PARLARE DEI PAPA’ SEPARATI DAI FIGLI.

Non è bello scoprire che il coniuge ti tradisce, dolore, umiliazione, senso di impotenza che ti prende quando pensi a tutto quello che hai costruito, la tua famiglia.
Mesi di silenzi a pensare cosa fare mentre ormai tutto intorno a te si sta sgretolando. Allora le chiedi: “Ma cosa stai facendo?” e ti senti rispondere: “Chi io? niente perché?”
Lei nega tutto. E’ inutile raccontare tanti particolari, ho messo il telefono sotto controllo ed ho scoperto che erano tre e non uno.
Inevitabili le discussioni, litigi, ho subito maltrattamenti, 4 aggressioni con il coltello, mia moglie ha persino tentato e minacciato di gettare giù da 6° piano la mia bambina.
Ho detto a mia moglie: “Sarai la rovina dei nostri figli, vattene da casa!” Ed è così che mi sono ritrovato in carcere con la falsa accusa di abusi sessuali su mia figlia di 9 anni e altre mille false accuse di violenza e maltrattamenti.
Ho fatto 60 giorni di carcere, sapete voi cosa è un carcere? No, non lo sapete. (more…)

May 6, 2008

La vita è sogno

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 7:32 am

di Cesare Brivio

Dunque cammina cammina, la liberazione sessuale ci ha portato fuori dei secoli sessuofobici, naturalmente cattolici, quando la penitenza di una preghiera ridava pace alla coscienza in dubbio di essersi presa qualche licenza di troppo dovendo convivere con la vitale impertinenza del sesso. Cammina cammina siamo arrivati alle laicissime e insopportabili turbe causate da uno sguardo maschile. Lascivo. Le turbe denunciate da una signora guardata con intenzione da un giovanotto sul locale Milano-Lecco. Giovanotto che la polizia ferroviaria in nutrito drappello, grazie ad un tempestivo e tempestoso appostamento, trascina davanti ad un giudice della Repubblica, esibendo come prova provata appunto l’impressione certissima della signora, nonché del nutrito drappello di poliziotti, che l’intenzione tralucente dallo sguardo era desiderante, peggio lasciva, e perciò molesta e che di quello sguardo, contenente il corpo del reato, era inequivocabile titolare il maschio in questione. Per l’intenzione lasciva dello sguardo maschile la Repubblica e la Sua Magistratura ha dunque deciso tolleranza zero. E guardate che non è come a prima vista si potrebbe concludere: non si tratta di cultura giunta alla psicosi sessuofobica di massa, non si tratta di un apparato di repressione che rileva e sanziona penalmente il reato di intenzione di fantasticheria sessuale tramite sguardo. Cosa che se letta in tal senso davvero mai si è vista né sentita né immaginata. Bensì del contrario: grazie alla educazione alla sessualità libera, recentissima conquista della dura lotta per la liberazione sessuale, chiunque può far sesso con nessuno e con niente e in piedi sul locale Milano-Lecco, finamai da pendolare. Una libertà sessuale così sfrenata richiede un contenimento repressivo proporzionale: si immagini poi che cosa succederebbe se si permettesse ai maschi, con la scusa di dormire, di tenere gli occhi chiusi in treno davanti ad una bella donna.

May 5, 2008

I maschi muoiono sul lavoro, ma la vera vittima è lei

Filed under: La condizione maschile, La Grande Madre terribile - Administrator @ 9:34 pm

di Armando Ermini

Simona Ercolani, co-regista del documentario sulla tragedia alla ThyssenKrupp in cui morirono sette operai maschi, ha dichiarato ad una trasmissione su RAI Uno del 1 maggio:
“Si, tragedia e strazio che in realtà colpisce prima di tutto le donne: le mogli e le madri”

Nel 2000, quando ci fu la tragedia del sommergibile atomico russo Kursk in cui perirono oltre cento marinai maschi, Renata Pisu su La Repubblica scrisse che le donne erano le prime vittime dei “giochi di guerra” dei maschi.
Più in generale, quando a morire sono uomini ci si focalizza non tanto sulla loro scomparsa, come se alla fin fine fosse cosa quasi scontata, quanto invece sulle vedove o sulle madri dei morti. Viene da pensare, ad esempio, che la spinta ad adottare misure più severe per evitare gli incidenti sul lavoro, non sia dettata dal fatto che la vita dei lavoratori maschi ha valore in sé, ma per salvaguardare le loro donne. (more…)

May 2, 2008

Abortire causa soldi, ma solo per quello?

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 8:02 pm

di Armando Ermini

Un consultorio familiareUna ventinovenne napoletana, diplomata e con studi universitari alle spalle, figlia di un ingegnere deceduto quindici anni orsono e di una bancaria in pensione, ha scritto una lettera al Presidente Napolitano, preannunciandigli che ha deciso di abortire causa le deficitarie condizioni economiche. Lei e suo marito, entrambi precari, guadagano 1300 euro al mese in due ed anche se non pagano nulla per la casa, ritengono di non poter mantenere dignitosamente il bambino.
Nella lettera si legge, fra l’altro:
“Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza, oppure andare su quel lettino d’ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà per sempre”.

L’ha intervistata Laura Laurenzi su La Repubblica del 30 aprile 2008. Riportiamo alcuni stralci dell’intervista:
Ha una famiglia alle spalle, un uomo che la ama, una casa. E’ sicura di una decisione così importante?
“Mi prenderò questo periodo di tempo per riflettere………… Nel frattempo mi chiedo: dove è andata a finire la mia dignità?…. Dopo avere fatto tanti sacrifici…… mi ritrovo a non avere i mezzi per crescere un figlio. ….
Con duemila euro al mese non abortirebbe? (more…)

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