April 29, 2008

Le donne: una rivoluzione mai nata

Filed under: Cinema, teatro, musica, libri - Administrator @ 9:50 pm

recensione a cura di Armando Ermini

Fabrizio Marchi
Le donne: una rivoluzione mai nata
Mimesis edizioni, Milano 2007

Sgombriamo subito il campo dalla postfazione di Lidia Ravera (quella che… le torturatrici non sono donne ma uomini mascherati), tributo pagato dall’editore al dogma politically correct secondo cui non può darsi una critica al modo di essere femminile se non immediatamente controbilanciata da un parere opposto, che peraltro si limita a riproporre i soliti argomenti delle donne vittime ma portatrici di superiorità intellettuale nei confronti degli uomini, e, fra di esse, della superiorità morale di quelle “colte” e “progressiste”. La verità è che l’unica differenza fra le donne “progressiste” e le altre è che le prime sono dotate di una robusta falsa coscienza, le altre, almeno, tendono ad essere più sincere prima di tutto con se stesse. Lasciamo perdere.

La parte del libro in cui Fabrizio Marchi descrive lo stato del rapporto fra i sessi in modo realistico e disincantato, e proprio per questo amaro, è secondo me la migliore.
Non si fanno sconti a nessuno. Donne e uomini sono risucchiati, ognuno con la sua parte in commedia, in un “gioco” funzionale agli interessi del neocapitalismo finanziario e consumistico.
Le donne ne hanno accettato i meccanismi in cambio di notevoli vantaggi esercitabili rispetto alla generalità degli uomini normali, ma a prezzo della reiterata subordinazione ai pochi ma determinanti maschi dominanti. Incapacità di vivere la sessualità in modo spontaneo, giocoso e privo di secondi fini, ci dice Marchi, caratterizzano il genere femminile, specie in Italia, e non si vedono all’orizzonte segnali di cambiamento. E’ come se, continua, la sovrapposizione fra sessufobia di matrice religiosa (in specie cattolica) e utilitarismo capitalista, avessero provocato un vero e proprio mutamento nel DNA femminile. (more…)

Guai a chi si oppone alle bulle

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 9:39 pm

di A. Ermini

Testimonianza personale: 30 Marzo. Firenze, piazza SS. Annunziata durante il comizio elettorale di G. Ferrara. Un gruppo di ragazzotte di varia età appartenenti a un collettivo femminista disturba il comizio con grida, insulti, etc. etc. Da alcuni ragazzi dei Centri sociali che le fiancheggiavano, separati però dal gruppo femminile, se ne stacca uno e corre a lacerare un manifesto della lista No Aborto posto davanti al luogo del comizio. Sedata la piccola rissa, i pochi poliziotti colà convenuti intendevano allontanare, con molta discrezione e calma, il gruppetto di donne in modo che si potessero sentire le parole del comiziante. Parole testuali ascoltate con le mie orecchie rivolte al capitano di PS, che subito abbozza sconsolato:
“Siamo tutte donne, se ci toccate in qualsiasi modo vi denunciamo immediatamente”.

Testimonianza di un amico che era sul posto: 25 Aprile. Ostia, in un ristorante cinese. A un tavolo un gruppetto di sei ragazze schiamazza, urla, ride, insomma infastidisce tutti gli altri clienti. Poi aggrediscono verbalmente alcuni giovani (maschi e femmine) di un tavolo limitrofo che forse avevano fatto qualche rimostranza. Un ragazzo di un altro tavolo si alza per provare a sedare gli animi e queste gli urlano contro i peggiori insulti anche spintonandolo e urlandogli: “Io sono una donna, tu non puoi neanche toccarmi, non ti devi azzardare a toccarmi!”. Arriva allora nel locale l’uomo di una esagitata, precedentemente avvertito, che con fare da duro si aggira guardandosi attorno come per dire: “Dovrete fare i conti con me”. Per fortuna se ne vanno, subito prima dell’arrivo dei CC chiamati dall’allarmatissimo proprietario del locale. (more…)

April 23, 2008

Il dono e il silenzio

Filed under: Il Selvatico - Administrator @ 1:14 pm

di Paolo Mombelli

Un’amica, qualche giorno fa, mi raccontava di non avere mai avuto un rapporto troppo confidenziale col nonno, uomo riservato e taciturno. Poco tempo prima che lui morisse, un uomo, in modo abbastanza casuale, le chiese se fosse la nipote di… Lei confermò. L’uomo si commosse, e le raccontò due episodi della vita del nonno che nessuno, in famiglia,sapeva. Verso la fine della guerra, alcuni soldati alleati erano stati fatti prigionieri dai tedeschi e rinchiusi negli spogliatoi del campo sportivo, verosimilmente destinati al campo di concentramento. A fargli la guardia due soldati tedeschi. Il nonno, una notte senza luna, li liberò, da solo e senza armi, approfittando del fatto che le guardie non si aspettassero un’azione simile e fossero abbastanza distratte. Un’ altra volta, mentre lavorava nei campi, il nonno vide un aereo britannico precipitare poco distante. Raccolse il pilota, che era riuscito a lanciarsi col paracadute, lo portò a casa e lo curò. Quando il pilota guarì e riuscì a mettersi in contatto con alcuni partigiani di Brescia, il nonno gli “prestò” il suo cavallo, con la raccomandazione che, qualora i tedeschi l’avessero catturato, uccidesse il cavallo. L’animale, infatti, conosceva la strada del ritorno, e avrebbe messo in pericolo il nonno e la sua famiglia. Il cavallo tornò, da solo, il pilota era salvo. Terminata la guerra il nonno ricevette due lettere di ringraziamento, una da Eisenhauer e l’altra da Churchill. La donna corse a casa del nonno a chiedere conto di questi fatti, e l’uomo non fece una piega, confermò, semplicemente. Quando lei gli chiese perchè non glielo avesse mai raccontato, lui rispose che non aveva fatto niente di straordinario, e che non gli sembrava nemmeno che valesse la pena raccontarlo.

April 22, 2008

I Maschi Selvatici e la lista “Aborto? No, grazie.”

Filed under: Bioetica - Administrator @ 11:42 am

Per la prima volta da quando sono nati, quest’anno i Maschi Selvatici si sono schierati apertamente alle elezioni politiche dando una precisa indicazione di voto per la lista “Aborto, no grazie” di Giuliano Ferrara.

A questa decisione ha contribuito la presenza come candidato di Claudio Risé, capolista in Lombardia 2 e presente anche a Roma e Napoli. Come è noto i Maschi Selvatici si ispirano da sempre alle opere di Risè, che per primo in Italia ha messo il padre al centro della sua riflessione, come epicentro della crisi della modernità occidentale, ed al suo interno della perdità d’identità del maschile.
Troviamo molto significativo che grazie alla presenza di Claudio Risè, anche alcune associazioni di padri separati si siano espresse in modo analogo al nostro. Segno che sta crescendo la consapevolezza comune che i problemi dei padri non sono separabili da quelli dei maschi, e viceversa.

A coloro che hanno letto questa decisione come scelta direttamente partitica vogliamo dire che la realtà è diversa.
La lista “Aborto no grazie”, non è mai stata, né ha mai voluto essere, un partito politico.
E’ stato invece il tentativo di discutere, anche in campagna elettorale, di tematiche antropologiche. Tale è l’aborto, ovvero la soppressione di una vita umana di cui qualcuno rivendica apertamente il diritto, tale è il problema eugenetico che l’aborto e le possibilità offerte dalla moderna tecnologia portano con sé. Né quella lista si è mai proposta intenti punitivi verso nessuno, non sanzioni penali verso le donne, non la soppressione o la modifica della legge 194, semmai la sua piena attuazione nello spirito con cui fu varata, ossia la tutela della maternità ivi compresi tutte quei provvedimenti necessari a mettere le donne in condizioni di non dover rinunciare alla maternità per problemi materiali.
Il tema della sacralità della vita è uno dei temi intorno a cui i Maschi Selvatici sono nati. (more…)

April 21, 2008

Stupri inc0nsapevoli e sguardi molesti

Filed under: La condizione maschile - Administrator @ 11:45 am

di Armando Ermini

Due notizie di questi giorni.
Su You Tube sono apparsi filmini di finti stupri girati col pieno consenso delle ragazze protagoniste. Subito la psicologa di turno si è affrettata a dire che ragazzi e ragazze protagonisti sono rispettivamente stupratori e vittime inconsapevoli.
Dunque neanche il consenso esplicito è più sufficiente a salvarsi dall’accusa di stupro. Non è ovviamente in discussione la critica al protagonismo di quei giovani, la smania di mostrarsi per esistere nella società dell’immagine, l’assenza di una vera educazione sentimentale che nessun corso di educazione sessuale e di correttezza politica potrà mai sostituire, il bombardamento sul sesso di cui quei ragazzi sono alla fine vittime. Questi sono fenomeni che coinvolgono entrambi i generi e condivideremmo in pieno un’analisi di questo tipo. No, il punto che la psicologhessa sottilinea è che se anche la ragazza ha dato il suo consenso, è comunque una vittima. E che se anche il ragazzo non ha prevaricato nessuno e non ha fatto nulla che anche la ragazza non volesse, è comunque uno stupratore benchè inconsapevole.
Equivale a dire che il sesso maschile è stupratore in sé, che il coito in sé è assimilabile allo stupro. Il consenso diventa elemento secondario e ininfluente. Il maschio è comunque colpevole, la femmina (che la psicologhessa mostra di non stimare affatto), comunque vittima. E’ la teoria sostenuta dal femminismo più estremo, che alla fine risulta essere il più bigotto e innaturale perché criminalizza le pulsioni (di entrambi).
La seconda recentissima notizia viene dalla Brianza. Un trentenne è stato condannato a dieci giorni di arresto per aver troppo a lungo fissato una signora cinquantenne durante un viaggio in treno. La denuncia è partita dalla donna, e il giudice ha prontamente accolto la sua tesi. Cosa significa “troppo a lungo”, naturalmente, nessuno può stabilirlo tranne la “vittima”. Magari se era un’altra sarebbero bastati trenta secondi per farla sentire a disagio, oppure tre ore. Chi lo sa! (more…)

April 1, 2008

Raccogliamo l’appello del Dalai Lama

Filed under: La Grande Madre terribile - Administrator @ 9:57 am

di Paolo Ferliga

Più di un milione di firme raccolte in una settimana di sostegno al Dalai Lama. Firma anche tu!!!

Stanno scomparendo dalle prime pagine dei giornali, così come rischiano di scomparire dalla faccia della terra, i monaci buddisti del Tibet.
Eppure proprio ieri Tenzin Gyatso, il Dalai Lama, autorità religiosa riconosciuta da tutto il popolo tibetano, ha rivolto un appello alla comunità internazionale: “Non abbiamo potere, a parte la giustizia, la verità e la sincerità. Per questo mi rivolgo alla comunità internazionale affinché per favore ci aiuti.”
Il popolo tibetano non ha più una patria indipendente dal 1950 da quando, il 7 ottobre, quarantamila uomini dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese attaccano da otto diverse direzioni la città di Chamdo, nel Tibet orientale. Il piccolo esercito del Paese delle Nevi, di soli ottomila uomini, viene sbaragliato: e’ l’inizio dell’occupazione militare del Tibet da parte della Repubblica Popolare Cinese, occupazione che dura ancora oggi.
L’occupazione provoca, nelle sue prime due fasi - quella della collettivizzazione e quella delle Rivoluzione culturale - un milione e duecentomila morti e la distruzione di quasi tutti i monasteri. Nel 1959 esistevano in Tibet 6259 monasteri, nel 1976 ne restavano in piedi soltanto otto.
Il 10 marzo 1959 scoppia nella capitale Lhasa, una rivolta. Il Dalai Lama, allora ventiquattrenne, si trova nella sua residenza estiva nel Norbulingka e viene difeso da trentamila tibetani. L’esercito cinese bombarda la regione e costringe il Dalai Lama a rifugiarsi in India in esilio. (more…)

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