Rito della benedizione dei figli chiesta dai padri
Sabato, 12 APRILE, ore 19.00,
Santuario Madonna della Neve
“IL RITO DELLA BENEDIZIONE DEI FIGLI
CHIESTA DAI PADRI”.
Introduce Armando Ermini
Celebra padre Gino Toppan.
Il “RITO” è proposto ed organizzato
da “Lista per il padre”, Claudio Risè
e ”Maschi Selvatici”.
Il rito è il gesto, concreto ed insieme fortemente simbolico, attraverso il quale noi padri riconosciamo che il valore della paternità è responsabilità affettiva ed educativa, che deriva il proprio senso originario dalla paternità di Dio, a Cui tutte le creature appartengono e dal Quale ci vengono affidate.
UNA RISPOSTA/PROPOSTA ALLA CULTURA CONTRO I PADRI E I FIGLI
Da decenni ormai si assiste in tutto l’Occidente ad un progressivo occultamento e negazione del ruolo del padre nella famiglia. I motivi di questo fenomeno sono vari e diversificati, ma fanno comunque capo a due processi fondamentali:
1) la progressiva secolarizzazione della nostra società; 2) il conseguente indebolimento di strutture sociali come la famiglia, fondate su un ordine simbolico trascendente, e sulla pratica del dono.
Recentemente questo attacco al padre (e quindi alla famiglia tradizionale intesa come padre-madre-figli) ha raggiunto livelli di inaudita violenza.
Qualche mese fa sui muri e sui mezzi pubblici di Brescia, a firma degli Assessorati “Pari Opportunità” di Comune e Provincia e di alcune sigle sindacali, sono apparsi manifesti scabrosi e pericolosi sul piano della comunicazione e della formazione psicologica delle nuove generazioni. Uno, ad esempio, ritraeva una ragazzina con l’occhio pesto e la scritta “Gli occhi neri sono di suo padre”; un altro ritraeva un bambino che si appresta a picchiare una bambina e la scritta “Lo fa anche papà”.
Qualche settimana fa sul settimanale Donna Moderna, nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne, è stata pubblicata (e poi ripresa da altri giornali, anche quotidiani) una foto di Oliviero Toscani che ritrae un bambino e una bambina, nudi e a volto scoperto (!), con la scritta sotto di lui “carnefice” e sotto di lei “vittima”. Così facendo si stigmatizzano i generi predestinandoli e polarizzandoli attorno a qualità negative,invece che lasciarli aperti alla ricchezza infinita delle loro intrinseche diversità,compiendo un’operazione ideologica discriminante e razzista.
Siamo convinti, come uomini e padri, che non sia ulteriormente tollerabile un tale scempio sacrilego della dignità della persona umana, maschio o femmina, adulto o bambino che sia. Nel nome della lotta ad una violenza se ne commettono molte altre, subdole e pericolose sul piano dell’identificazione dei piccoli e della relazione tra i generi.
Abbiamo scritto alle redazioni di giornali e riviste, a volte ottenendo di essere pubblicati, altre volte no.
A questo punto abbiamo deciso di “manifestare” le nostre convinzioni in un modo che ci appartiene più in profondità, cioè attraverso azioni concrete e proposte positive. Il nostro obiettivo è quello di testimoniare che la paternità è vocazione e dono, iniziazione dei figli al mondo e al sacro, custode dei valori della vita (a cominciare dal diritto di nascere) e dell’integrità della famiglia, mediazione affettiva e culturale fra tradizione e innovazione, trasmissione nella società di energia e creatività costruttive e trasformatrici.















