March 24, 2008

Una ragazzina e un giovane padre. Tenerezza e forza vincono, almeno per questa volta

Filed under: Bioetica - Administrator @ 11:07 am

di Armando Ermini

dal film JunoLa notizia è apparsa su tutti i quotodiani e sui telegiornali. La riassumo dal Corriere della Sera del 23 marzo. Una quindicenne di Pordenone ed il suo fidanzato, un operaio ventunenne di origini albanesi, concepiscono per la seconda volta un bambino. La prima era stata due anni orsono. I genitori di lei, famiglia “ben inserita”, volevano che abortisse, ma di fronte alla sua ribellione il bambino fu dato in affidamento senza neanche farglielo vedere. Questa volta i due giovani hanno voluto il figlio, ma di nuovo i genitori di lei premono per l’aborto, e lei si ribella ancora rivolgendosi ad un avvocato perché, dice, è cattolica, crede nella famiglia e non vuole uccidere il bambino, anzi lo vuole crescere insieme col fidanzato. Ora sembra che la vicenda si avvii a una conclusione positiva, nel senso che madre e padre stanno accettando la gravidanza della figlia, ed avrebbero “perfino” invitato il fidanzato a pranzo per Pasqua. Il Corriere riporta anche alcuni commenti alla vicenda. La psicologa Vera Slepoij (diffidare sempre delle psicologhe), mette in dubbio la capacità della ragazzina di essere una buona madre (e certo, allora uccidiamo il figlio!), mentre l’Associazione Luca Coscioni insiste sulla necessità di adeguata informazione sui contraccettivi, commento che c’entra come il cavolo a merenda (ma si capisce la difficoltà dei fautori del diritto all’aborto, che fosse per loro lo trasformerebbero in dovere). Una volta tanto, perla rara, è condivisibile il commento della Pollastrini, per la quale la ragazza andrebbe aiutata nella sua volontà di diventare madre.
In tutta la vicenda ci sono due cose che saltano agli occhi, e che nessuno ha evidenziato come avrebbe dovuto.
La prima è che le ragazzine minorenni possono abortire senza dir nulla ai genitori e sono tutelate in questa loro volontà, ma non possono partorire senza il consenso della famiglia. Anche se questa differenza non è esattamente sancita dalla legge, tuttavia viene accettata come prassi corrente, a testimonianza di quanto la cultura della morte si sia fatta strada sotto le sembianze dei diritti.
La seconda è il ruolo del fidanzato nelle due gravidanze. Nessuno si è preoccupato di ascoltarlo, eppure non è fuggito, eppure non ha mai rifiutato le sue responsabilità paterne. Per la prima i giornali hanno sottolineato che la giovane madre non ha potuto neanche vedere il bambino, implicitamente riconoscendo il dolore della ragazza. E il ragazzo? Forse un padre non prova anch’egli dolore? E perché non si neanche preso in considerazione la possibilità che fosse lui a riconoscere il bambino, magari in attesa che la fidanzatina diventasse maggiorenne?
La “Legge” non contempla questa possibilità, si dirà. Già, è proprio questo il punto. Lo si sa, nelle vicende della nascita il padre conta zero. Conta la madre, ed è giusto, conta la “Legge”, conta lo Stato, conta la famiglia se lei è minorenne. L’unico che è pregato di non disturbare è lui.
Giudichino i lettori se tutto questo risponde a criteri minimi di giustizia e di tutela del bambino.
La stessa cosa è accaduta in questa gravidanza. Tutto si è svolto come se il padre non avesse parola in capitolo. Eppure anche la sua famiglia aveva dato la disponibilità ad accogliere i due ragazzi. La massima concessione sembra l’invito al pranzo pasquale da parte dei suoceri “ben inseriti” , ma solo dopo che la decisione di far proseguire la gravidanza era già stata presa, e solo perché quella meravigliosa, tenerissima, dolcissima e fortissima rompiscatole che è la loro figlia, ha così voluto.
Se questa vicenda avrà una conclusione positiva è solo grazie ai due giovani, alla loro forza d’animo, alla loro apertura alla vita, non grazie alla Legge, non grazie a genitori preoccupati del giudizio perbenista. Quei due ragazzi, teneri e forti, mi fanno essere un po’ più ottimista

3 Comments »

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  1. deluso che claudio rise’ si presenti con la lista di ferrara, davvero molto deluso…eppure pensavo di aver fatto una grande scoperta, durata solo pochi munit. ma come si puo’ accompagnarsi a quel ciccione aberrante da medioevo prossimo venturo

    Comment by deluso — March 25, 2008 @ 9:38 am

  2. Ne fai una questione estetica o cosa?
    Più che un Medio Evo prossimo venturo, viviamo un presente di barbarie che uccide, seleziona ed elimina la vita nascente.

    Comment by Francesco — March 27, 2008 @ 9:11 am

  3. Se anzichè lasciarti andare ad apprezzamenti di tono, questo si, aberrante e discriminatorio verso il corpo altrui, ci dicessi il perchè della tua delusione, sarebbe più utile per discutere. Ma non lo farai, è certo, e proprio perchè hai usato quei termini, che altrimenti non avresti non dico pronunciato ma nemmeno pensato.
    armando

    Comment by Administrator — March 27, 2008 @ 2:02 pm

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