March 21, 2008

L’aborto espelle il padre dalla procreazione

Filed under: Bioetica, La condizione maschile - Administrator @ 9:45 am

a cura della Redazione

Eugéne Delacroix (1838)Rilanciamo l’articolo scritto da Claudio Risé su Tempi del 20 marzo 2008 e riportato anche nel suo Diario di Bordo

L’aborto non è solo l’uccisione, fisica, del bambino che è stato concepito. E’ anche l’uccisone, simbolica, del padre. Egli infatti, dice la legge, non ha diritto di parola sul destino dell’essere umano che ha generato.

Ci sono stati casi, abbastanza strazianti, giunti alle cronache, nei quali i padri hanno cercato di far sentire la loro voce, hanno provato a parlare ai media, a scrivere al Presidente della Repubblica. Hanno detto che erano pronti a risarcire la madre per eventuali “danni biologici” (smagliature, depressioni post partum), per la mancata carriera, purché il bimbo nascesse. Non c’è stato nulla da fare.
Come dice lo slogan femminista: l’utero è mio, e lo gestisco io. E quindi, anche il bambino che ci sta dentro, è mio, cioè suo, della madre. La legislazione abortista ha quindi inaugurato la proprietà della madre sul figlio, ed espulso il padre da una presenza dotata di senso nella procreazione.
Il padre che non può dire la sua parola in favore della vita del figlio annuncia già la fase, già arrivata, del padre in provetta. La sostituzione dell’atto fisico, iscritto nella simbolica della vita e natura umana, con un’operazione tecnica, priva di rilevanza simbolica, e iscritta nei codici dell’umanità secolarizzata: proprietà, efficienza, controllo. Dove l’amore è un optional.
Quali sono le conseguenze dell’espulsione della presenza consapevole paterna dal ciclo riproduttivo? La prima è la fine della famiglia. Infatti, se la famiglia è formata dalla coppia uomo donna, e dai figli, una situazione nella quale il figlio può essere soppresso senza che al padre venga data possibilità di parola, non può più essere chiamata famiglia. Si tratta, in realtà, di un’istituzione monoparentale, costituita dalla madre e dai figli.
Non a caso la legge sul divorzio, e quella sull’aborto, vengono a brevissima distanza l’una dall’altra. Assieme, sanciscono il tentativo di metter fine alla famiglia, attraverso lo stesso strumento applicato in entrambe: l’espulsione del marito-padre dal ciclo riproduttivo, e dal processo educativo dei figli sopravvissuti.
Il maschio è impopolare, non completamente a torto: si è macchiato di notevoli misfatti, anche della mancanza di difesa e interesse per i figli che concepiva. L’assenza del padre tuttavia, e la sua riduzione al silenzio, priva i figli di una difesa e di una guida della quale egli non è sempre capace, ma di cui i figli hanno assolutamente bisogno. Come impietosamente mostrano le statistiche americane, nelle quali tutte le più gravi devianze vedono nel drappello di testa i figli cresciuti in famiglie dalle quali i padri sono stati cacciati dal divorzio.
Non minori sono le conseguenze sul maschile. Si lamenta spesso l’attuale fragilità dell’uomo: la sua fatica a progettare, a riprodursi, la sua depressione. Nessuno indaga, però, sul rapporto tra questi fenomeni, e la sua espulsione dal ciclo riproduttivo. In nessun’altra azione l’uomo si espone come nella riproduzione: di fronte a se stesso, all’altro, alla società, a Dio, al presente e al futuro. Se non può più farlo, perché, come nella vicenda di Medea, non può salvare i propri figli, il suo interesse alla vita stessa diminuisce.

3 Comments »

The URI to TrackBack this entry is: http://maschiselvatici.blogsome.com/2008/03/21/p209/trackback/

  1. >L’aborto non è solo l’uccisione, fisica, del bambino che è stato concepito, e’ anche l’uccisone simbolica del padre.

    Visto quello che hanno dimostrato di valere i padri , non mi sembra poi una cosa così negativa.

    Saluti

    Comment by Andrea — March 21, 2008 @ 9:32 pm

  2. Caro Andrea, ci battiamo anche per quelli come te. Non so perchè scrivi quelle cose, e non spetta a me saperlo. So però che ci sono tanti padri, tantissimi, che valgono eccome. E se anche fossero pochi, è nell’interesse di tutti che divengano molti. Perchè l’assenza del padre è una tragedia per i figli. Quello che scrivi tu equivale a dire, ad esempio, che se gli insegnanti valgono poco, tanto varrebbe eliminarli. Non mi sembra una bella soluzione.
    armando

    Comment by Administrator — March 24, 2008 @ 11:18 am

  3. L’aborto è una delle cose più riprovevoli della “civiltà” odierna!

    Comment by Giubizza — April 14, 2008 @ 4:23 pm

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

Line and paragraph breaks automatic, e-mail address never displayed, HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design