Il segreto del pomodoro
ovvero
Il Selvatico sostiene la Vita
di Roberto Pelusio
Lunedì visito la serra di un amico,
una foresta tecnologica e ordinata di migliaia piante di pomodoro vigorosissime.
Ad un certo punto gli chiedo: “Ma come è fatta la piantina quando ti arriva e la metti in terra?”
Risponde: “Le piantine all’origine sono due, una è la varietà che vedi e che dà il pomodoro, l’altra è una varietà selvatica, si piantano tutt’e due insieme poi a un certo punto la prima viene innestata sul selvatico.”
Chiedo: “Perché?” e lui tira fuori il pane di terra sotto uno di questi giganti, un intreccio solidissimo e vigoroso di radici bianche e un tronco che regge a malapena i due grossi rami della varietà ibrida.
Dice “La varietà selvatica è quella nascosta che sostiene e dà il nutrimento su cui cresce quello che vedi, senza queste radici col cavolo che ottieni quello che vedi!”
I giornali insistono da molto tempo sulla disuguaglianza di retribuzioni fra uomini e donne. Recentemente su La7 è stato ripetutamente mandato in onda uno spot in cui si sostiene che la differenza sarebbe addirittura del doppio. Mediamente cioè gli stipendi femminili sarebbero la metà di quelli maschili.
Sabato, 12 APRILE, ore 19.00,
La notizia è apparsa su tutti i quotodiani e sui telegiornali. La riassumo dal Corriere della Sera del 23 marzo. Una quindicenne di Pordenone ed il suo fidanzato, un operaio ventunenne di origini albanesi, concepiscono per la seconda volta un bambino. La prima era stata due anni orsono. I genitori di lei, famiglia “ben inserita”, volevano che abortisse, ma di fronte alla sua ribellione il bambino fu dato in affidamento senza neanche farglielo vedere. Questa volta i due giovani hanno voluto il figlio, ma di nuovo i genitori di lei premono per l’aborto, e lei si ribella ancora rivolgendosi ad un avvocato perché, dice, è cattolica, crede nella famiglia e non vuole uccidere il bambino, anzi lo vuole crescere insieme col fidanzato. Ora sembra che la vicenda si avvii a una conclusione positiva, nel senso che madre e padre stanno accettando la gravidanza della figlia, ed avrebbero “perfino” invitato il fidanzato a pranzo per Pasqua. Il Corriere riporta anche alcuni commenti alla vicenda. La psicologa Vera Slepoij (diffidare sempre delle psicologhe), mette in dubbio la capacità della ragazzina di essere una buona madre (e certo, allora uccidiamo il figlio!), mentre l’Associazione Luca Coscioni insiste sulla necessità di adeguata informazione sui contraccettivi, commento che c’entra come il cavolo a merenda (ma si capisce la difficoltà dei fautori del diritto all’aborto, che fosse per loro lo trasformerebbero in dovere).
Sul Corriere di oggi 21 marzo, i medici del Policlinico di Milano propongono di usare i feti degli aborti per la ricerca.
Senza preavviso l’altro giorno torno a immaginare quel gruppo di uomini scelti che si costruirono una nave su misura per affrontare l’impresa più spericolata e avventurosa che si potevano prefissare: affrontare i mari e i ghiacci del polo sud per raggiungere la mèta impossibile.
Nel dicembre 2001 Claudio Risé ha steso il Documento per il padre, sottoscritto subito da Stefano Zecchi, Giuseppe Sermonti, Claudio Bonvecchio, Giulio Maria Chiodi ed altri, e in seguito, fino ad oggi, da numerosi docenti universitari, scienziati, giornalisti, professionisti e lavoratori di ogni categoria, e privati cittadini.














